(I 06) Apertura e profondita’ di campo

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author image by Giuseppe | 0 Comments | 16 August 2018

Il fattore che ci consente di misurare il valore dell’apertura viene definito in f-stop, e sono valori che variano in base all’obiettivo in uso, inoltre questi esprimono il rapporto tra lunghezza focale e diametro del diaframma, per esempio a f/4 corrisponde un diametro di 25mm su obiettivo 100mm. Gli f-stop sono definiti mediante i seguenti valori, f/2.8, f/4, f/5.6, f/8, f/11, f/16, f/22, dove f/2.8 sarebbe l’apertura massima mentre f/22 sarebbe quella minima, inoltre possiamo impostare questi valori in due modi, il primo è la regolazione mediante una ghiera posta su alcuni obiettivi (fig. 35), il secondo, e comunque il metodo più adoperato, è quello di regolare questi valori mediante una rondella presente sul corpo della nostra fotocamera (fig. 36). Inizialmente tutte le fotocamere mantengono l’obiettivo alla massima apertura, questo poi si regolerà sul nostro valore impostato solo nel momento in cui premiamo sul pulsante di scatto. Inoltre se lavoriamo con il mirino (fig. 37), questo manterrà sempre una massima luminosità e il sistema AF risulterà essere molto più efficace ma la profondità di campo risulterà più bassa, mentre se adoperiamo il monitor LCD operando in LiveView (fig. 38) la fotocamerà cercherà di mantenere un buon livello di luminosità sull’immagine, ma sarà un processo più lento e granuloso, soprattutto quando questo si riprogrammerà nel momento in cui la fotocamera viene mossa, ma presenta un vantaggio importante, cioè la profondità di campo che risulta essere migliore.

35 Esempio di ghiera su obiettivo

36 Esempio di rondella sul corpo macchina

37 Mirino

38 LiveView

Per quando riguarda l’aumentare o diminuire la profondità di campo per mettere a fuoco una parte o l’intera scena davanti a noi, non esistono regole o risposte precise, ma tale scelta dipende dal soggetto, però ricordiamo che, più la profondità è ridotta e maggiore sarà la possibilità di isolare il soggetto dall’ambiente che lo circonda (fig. 39), infatti il nostro occhio tende sempre a concentrarsi sulle zone nitide. Se desideriamo ridurre la profondità di campo, sarà molto utile l’uso di un teleobiettivo (fig. 40) impostandolo alla massima apertura, e minore sarà la distanza del soggetto dalla fotocamera e maggiore ed esasperato sarà lo sfocato presente sul resto della nostra scena. Viceversa se volgiamo estendere al massimo la profondità di campo, quindi mettere a fuoco gran parte o quasi tutta la scena, dovremo operare con le aperture minime, ma questo comporterà una diminuzione di nitidezza sulle immagini. Con aperture minori avremo maggiore diffrazione, inoltre se desideriamo una qualità maggiore dalle nostre immagini si consiglia di non adoperare aperture più piccole, però saremo penalizzati per quando riguarda l’alta profondità di campo, anche se in questa circostana può venirci incontro la distanza iperfocale, praticamente se poniamo il punto di messa a fuoco sulla distanza iperfocale, la nostra immagine sarà nitida dalla metà di quella distanza verso l’infinito. Le ottiche fisse possiedono normalmente una scala di profondità di campo che consente di calcolare l’iperfocale (fig. 41), praticamente basterà impostare prima l’apertura f, poi ruotiamo l’anello della messa a fuoco allineandola sulla tacca corrispondente del simbolo infinito presente sul nostro obiettivo, per esempio su obiettivi nikon (fig. 42) questo e collocato sul lato sinistro, mentre su canon (fig. 43) è collocato su lato destro, comunque questo non sta a sottointendere che tale punto di messa a fuoco sia nello stesso punto dove è situato il nostro soggetto, ma non dobbiamo preoccuparci, perchè basterà premere sul relativo pulsante di anteprima profondità di campo per far apparire il soggetto messo a fuoco.

39 Esempio di campo ridotto

40 Teleobiettivo

41 Iperfocale

42 Iperfocale su obiettivi nikon

43 Iperfocale su obiettivi canon

Di norma gli obiettivi zoom non hanno una scala di profondità di campo, di conseguenza risulterà più complicato impostare tale distanza iperfocale, comunque a seguire sono visibili due tabelle con i relativi valori (fig. 44 e fig. 45) da impostare come punto di riferimento, quindi impostiamo la fotocamera in modalità manuale M e definiamo il fuoco alla distanza iperfocale HD e impostiamo il valore f di apertura, così avremo di conseguenza una profondità di campo estesa dalla distanza minima DM fino all’infinito. Ricordiamoci anche che le normali fotocamere hanno un sistema di riduzione della diffrazione più elevato rispetto alle fotocamere compatte.

44 Distanza iperfocale HD su sensore APS-C con distanza minima DM

45 Distanza iperfocale HD su sensore full-frame con distanza minima DM

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