Arts and Craft, Arti e Mestieri

In questo periodo storico, più precisamente nel 1851 presso il Crystal Palace di Londra, vi fu un evento che segnò il nuovo ingresso del progresso economico e industriale, la Great Exbitions, dove i prodotti divennero i protagonisti indiscussi per due motivi principali, primo l’imposizione di nuovi valori estetici, secondo la produzione meccanica di tipo industriale.
Però questa situazione andò incontro alla rigida opposizione da parte di coloro che sostenevano l’artigianato, infatti questi affermavano che tale processo produttivo meccanico avrebbe reso il prodotto più scadente da un punto di vista estetico.
Tale difesa della qualità formale che riguardava non solo gli oggetti, ma anche l’arte e l’architettura, venne sostenuta principalmente dallo scrittore, pittore e critico d’arte inglese John Ruskin (fig. 01), teorie le sue che furono prese in esame anche da William Morris (fig. 02), molto importante per gli esiti stilistici dell’arte grafica e del design.

01

02

Lui era molto legato al movimento dei preraffaelliti, in riferimento all’arte esistita prima di Raffaello Sanzio, pittore ritenuto colpevole, dal movimento inglese, di aver “inquinato l’arte esaltando l’idealizzazione della natura e il sacrificio della realtà in nome della bellezza”, condividendo l’idea di un’arte prerinascimentale in difesa dei valori romantici del medioevo.
Lui iniziò a lavorare realizzando mobili e oggetti, si dedicò anche alla realizzazione di motivi artistici nel settore della tappezzeria dando vita ad uno stile semplice, fresco e privo di linee spesse e relazionando motivi di natura floreale e vegetale (fig. 03), mediante un metodo di semplice ripetizione degli elementi, cosa che affrontò e affermò anche lo stesso Owen Jones (fig. 04).

03

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