Caratteri Liberty

In questo periodo che vede l’evoluzione dei caratteri nella stampa possiamo individuare tre diverse tendenze, la prima riguarda la nuova riconferma dei caratteri con le grazie che si legano alla tradizione passata, i caratteri lineari o grotteschi dell’ottocento e infine quelli liberty, cioè caratteri nati dalla fantasia dell’artista, che vantano un’ampia schiera o assortimento, ma solo alcuni casi singolari vennero passati in produzione.
Possiamo partire dallo Cheltenham (fig. 01) disegnato dall’architetto Bertram Goodhue (fig. 02) nel 1986 realizzato per l’editoria, poi abbiamo il Century (fig. 03) degli incisori e tipografi Linn Boyd Benton (fig. 04) e Theodore de Vinne (fig. 05) realizzato per la rivista stessa, inoltre lo stesso designer Morris Fuller Benton (fig. 06) figlio di Linn Boyd, ne realizzò varie versioni, visto il successo che ottenne questo font.

01

02

03

04

05

06

In questo periodo ne possiamo citare altri come quello creato da Will Bradley (fig. 07) per la rivista Chap Book (fig. 08), che prese il suo stesso nome, appunto il Bradley, oppure il Behrens Antiqua (fig. 09) disegnato proprio dall’architetto (fig. 10) nel 1908 per l’immagine coordinata dell’AEG (fig. 11) e prodotto dalla fonderia Klingspor.

07

08

09

10

11

Invece per quando riguarda i caratteri lineari va ricordato l’Akzidenz Grotesk (fig. 12) messo in circolazione dalla Berthold di Berlino nel 1896, una versione resa ancora più perfetta del bastoni nei primi anni dell’ottocento, anche se la risposta a tale font non tardò, infatti vi fu l’ATF che nonostante il suo ampio assortimento, si affidò a Morris Benton per la creazione di un nuovo sans serif, il Franklin Gothic (fig. 13) nel 1902 e distribuito nel 1905, un carattere che vantò una vasta famiglia con varie dimensioni e varie forze o pesi.
Un altro font da prendere in considerazione fu il Gothic Copperplate (fig. 14) del 1901, un carattere realizzato solo in maiuscolo e dalle grazie sottili dell’artista Frederic Goudy (fig. 15) che lo porterà ad essere uno dei progettisti più conosciuti nell’ambito dei font.

12

13

14

15

Vi fu anche Eugène Grasset (fig. 16 e 17) che nel 1898 realizzò anche un alfabeto dal tratto tipicamente Art Nouveau con evidenti influenze verso il Golden Type (fig. 18) di William Morris (fig. 19), oppure va ricordato anche quello di Georges Auriol (fig. 20 e 21) del 1901 leggermente più movimentato rispetto al modello di Grasset e diffusi entrambi dalla fonderia Debergny e Peignot.

16

17

18

19

20

21

Di carattere Art Nouveau sarà anche il carattere realizzato nel 1904 dal tipografo Rudolf von Larisch (fig. 22 e 23) in onore dei cento anni compiuti dalla Stamperia imperiale di Vienna con le decorazioni e la progettazione delle pagine da parte del pittore Kolo Moser (fig. 24) e le xilografie realizzate dal pittore Carl Otto Czeschka (fig. 25).

22

23

24

25

In questo periodo storico merita anche attenzione il carattere progettato dal pittore Otto Eckmann (fig. 26 e 27) e prodotto da la fonderia Klingspor nel 1900, con chiari riferimenti allo stile della Jugendstil con un pizzico di gotico quattrocentesco.

26

27

Print Friendly, PDF & Email
Seguimi su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit exceeded. Please complete the captcha once again.

Rating*

error: Il contenuto è protetto !