(F 19) Che carattere sei?

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author image by Giuseppe | 0 Comments | 2 April 2018

Quando venne pubblicata nel 1953 l’Enciclopedia of Type Faces (fig. 151), fu una grande notizia per il mondo del design, infatti questa opera, curata da W. Turner Berry bibliotecario della St Bride Printing Library e da A.F. Johnson bibliotecario del British Museum che curò l’edizione successiva insieme a W. Pincus Jaspert, conteneva una miriade di caratteri ripercorrendo cinquecento anni di storia tipografica.
La seguente edizione del libro mostrava oltre ai caratteri una breve spiegazione, per esempio scorrendo lungo l’elenco della K, si può scoprire come il Kumlien (fig. 152) è un carattere romano stretto creato da Akke Kumlien nel 1943, oppure il Krimhilde (fig. 153) del 1934 fu realizzato da Albert Augspurg.
La versione più recente realizzata in occasione del cinquantesimo anniversario dell’opera, W. Pincus Jaspert fu l’unico ancora in vita a curare il libro e di conseguenza l’unico che poté aggiungere nuovi caratteri alla lista già esistente.
Persino la sovraccoperta dell’ultima edizione risulta essere un vero rompicapo, perché presenta un’enorme g rossa su sfondo viola, praticamente un esempio splendido di un carattere con un doppio occhiello, tratto fluido, orecchio smussato e paffuto a modi virgola.
A questo punto identificare un carattere risulta essere un’operazione molto frustrante, e di conseguenza si può passare molto tempo davanti ad un carattere nel tentativo di riconoscerlo.
Di solito la g minuscola è il carattere che per eccellenza può rivelare il tipo di carattere utilizzato, perché è proprio con questa lettera che i disegnatori si divertono maggiormente in fase di realizzazione, per esempio ci può essere un anello semplice, allora è il Futura, oppure presenta un doppio occhiello, allora potrebbe essere un Franklin Gothic, oppure i due occhielli sono inclinati e presentano uno spessore modulato, potrebbe essere un Goudy Old Style, oppure presenta una larghezza uniforme, quindi un Gill Sans, etc.
Dunque quale g abbellisce la sovraccoperta del libro?

151 Enciclopedia of Type Faces

152 Font Kumlien

153 Font Krimhilde

Potremmo facilitarci il compito consultando una fonte affidabile, il Rookledge’s Classic International Type Finder, un volume che analizza i caratteri in base alle inclinazioni, agli angoli, le grazie, etc.
Quindi per capire di che g si tratta possiamo soffermarci sull’occhiello, l’orecchio e sul collo, riducendo notevolmente il numero di font da ricercare, lasciando così una lista molto più ridotta, con il Century Schoolbook, il Bodoni, il Corona, il Columbia, etc.
Comunque un lavoro simile comporterebbe troppo tempo, per cui si è optato per un metodo più moderno, praticamente adoperando un’App su iPhone dal nome WhatTheFont (fig. 154).
Questa applicazione permette di fotografare una lettera o una parola e successivamente evidenziare la lettera precisa che si desidera individuare, in questo caso ritornando al caso della g dell’enciclopedia, tale test ha fornito come risultato il Gloriola Display Standard Fat, lo Zebron, l’Absara Sans Head OT Black, il Descript Italic e il Down Under Heavy.
Comunque l’App si è dimostrata una vera delusione, perché non è riuscita ad individuare realmente il carattere, allora si è provato con un altro metodo, praticamente la strada più tradizionale della conoscenza moderna, nel web attraverso la comunity o forum del sito web MyFonts.com.
Curiosando nel forum diversi utenti ponevano domande come, quale il font adoperato per Batman Gothic Knight?…, il Bonnie Tsang Photography, etc, un’altro quesito sottoposto all’attenzione del forum fu anche il caso Starbucks, dove un partecipante rimase incuriosito dal simbolo circolare verde con le parole “Starbucks Coffee” in bold, un caso che non risultò nuovo su WhatTheFont, inoltre in risposta al quesito risultavano altri commenti per giungere alla soluzione di questo rompicapo.
A questo punto era il momento di postare il quesito sulla g della sovraccoperta dell’enciclopedia.
Dopo aver postato il post, si pensava ad una marea di risposte per cercare la soluzione al caso ma non fu così, perché subito intervenne l’utente Eyehawk in aiuto individuando il font.
Il font in questione risultò il Caslon Pro-Regular (fig. 155).

154 App WhatTheFont

155 Font Caslon Pro-Regular

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