Comunicare attraverso i caratteri

Un testo stampato può essere osservato in modo ravvicinato e in lontananza, nel primo caso parleremo di microtipografia o tipografia dettagliata che riguarda il disegno, la famiglia, i glifi, lo spazio tra caratteri/parole e relativa distanza tra le righe di un font o carattere, mentre nel secondo caso parleremo di macrotipografia e riguarda il layout di un progetto, le griglie, il formato, i margini, la gestione di colonne di testo e immagini, note, didascalie e titoli.

Forma e composizione dei testi sono rilevanti ai fini della leggibilità che da importanza alla lettura dei contenuti come nel caso dei caratteri standard, ricordiamo a tal proposito l’esempio del font Transport e Margaret adoperati per la segnaletica stradale inglese (fig. 01), inoltre alcuni possono essere più leggibili di altri e la loro scelta è dettata da una funzione pratica, cioè riflettere i gusti del tempo o l’intenzione del grafico.

Altri fattori importanti sono i destinatari del messaggio perché questo può giungere ad un lettore dalla vista debole a cui servirà l’uso di un carattere grande e contrastato rispetto allo sfondo, oppure un viaggiatore che ha bisogno di essere guidato mediante un’apposita segnaletica dai caratteri ben definiti e leggibili, oppure un bambino alle prime armi con la lettura che avrà bisogno di caratteri standard e grandi.

Altro elemento interessante è il disegno del carattere perché se questo risulta essere particolare nelle forme e nell’aspetto rischia di ridurre la leggibilità del messaggio, quindi forme, aste, lunghezze esagerate di discendenti o ascendenti andranno a corrompere il fenomeno della lettura/informazione generando distrazione (fig. 02).

01

02

Al contrario se desideriamo puntare sulla leggibilità allora dovremo tener conto dei seguenti punti, la dimensione del carattere, l’aspetto del maiuscolo e del minuscolo, i contrasti cromatici tra sfondo e testi, gli spazi tra singole lettere e parole e la spaziatura tra le righe definite interlinee.

Quindi maturare una certa conoscenza culturale sui caratteri può significare un utilizzo sapiente e cosciente di questi, viceversa significherebbe possedere una vasta libreria di font da non poter sfruttare al meglio.

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