Comunicare con veridicità

La grafica ci aiuta a definire in ambito artistico e creativo ciò che stiamo rappresentando, che questo possa essere su un supporto cartaceo o web, ma da sempre il visual design tratta anche un altro aspetto fondamentale, cioè quello di spiegare dando vita all’informazione.
Lo stesso El Lissitzky (fig. 01) affermava che, la forma visiva dovrebbe corrispondere alle tensioni di trazione e pressione del contenuto.
Già gli stessi libri rinascimentali furono un tipico esempio di sistemi grafici atti a spiegare ed informare, come i libri che iniziarono a definire l’idea di scienza come la conosciamo oggi, quindi l’illustrazione scientifica come i testi di medicina, tavole di anatomia (fig. 02), astronomia, astrologia, testi di geometria, etc.
In questo sarà di profondo aiuto la stampa, che permetterà l’ideazione di modelli visivi, inoltre rientrano anche in questa cerchia tutti i sistemi di segnaletica (fig. 03) posti all’interno degli spazi urbani, strade, musei, aeroporti, metropolitane, etc, comunque comunicare con esattezza cela anche molte insidie, per esempio se decidiamo di comporre una segnaletica autostradale con caratteri graziati, questo risulterà poco indicato, quindi sarebbe più appropriata la scelta di un carattere lineare aumentandone anche il peso, come l’uso del bold, perché questo aiuterebbe la lettura dell’informazione a lunghe distanze, quindi prevale in questo caso l’importanza dell’idea di efficienza.
Diversa è invece l’illustrazione di natura scientifica, il cui impegno si lega nella comunicazione dei fatti, per esempio come la nota rappresentazione dell’atomo mediante palline, l’una posta al centro e le altre che ruotano intorno (fig. 04), così come l’esempio illustrato del DNA, cosa che noi non abbiamo conosciuto o visto realmente, ma lo abbiamo conosciuto mediante i libri di scuola o illustrazioni su riviste scientifiche, maturando l’idea visiva che questo sia composto in quel modo.
In altri casi tale rappresentazione dei fatti può essere il frutto di un travisamento, come l’illustrazione dell’Homo sapiens (fig. 05) secondo la teoria di Darwin, e secondo l’evoluzionismo questi non cambiarono sostituendosi al precedente, ma furono il frutto di mutamenti genetici di un gruppo di discendenti dettati dal caso, dove non si sono sostituiti ai precedenti, ma hanno vissuto accanto a questi.
Tra le comunicazioni visive più riuscite vi sono le mappe (fig. 06), come quelle delle metropolitane, oppure quelle dei centri urbani, oppure quelle geografiche.

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Tra queste ricordiamo quella famosa della metropolitana londinese di Harry Beck del 1931 (fig. 07 e 08), dove al fine di valorizzare la sua struttura generale inserì dati falsati sulle reali distanze tra le varie stazioni, come quelle di alcune fermate del centro e della periferia.
Questo non risulta essere un errore, ma ha optato per delle scelte di natura tecnica che reputava importanti, ma allo stesso tempo è diventata una vera e propria iconografia di Londra a cui si legò anche la futura realizzazione del brand dei trasporti pubblici del luogo e anche stranieri.
Altro grande esempio di mappa progettata fu quella di Charles Minard (fig. 09) del 1869 per la campagna di Russia di Napoleone (fig. 10), un ingegnere specializzato nella progettazione di ponti e canali e dopo il suo pensionamento si dedicherà alle cartografie.
Ciò che prevale è questa grande stesura di beige che rappresenta i soldati in marcia verso la Russia, mentre in basso il nero simboleggia la marcia di quelli che rientrarono verso la patria.
La scelta del beige è stata dettata da una scelta tecnica e non casuale, infatti essendo chiara consente di poterci scrivere sopra e ogni millimetro corrisponde a 10.000 mila uomini.
Un enorme passo in avanti nel settore della grafica statistica fu realizzato dall’economista e filosofo austriaco Otto Neurath con l’invenzione di Isotype (fig. 11 e 12) durante gli anni venti del ‘900.
Una rappresentazione che vede al centro di ogni cosa il pensiero rivolto all’emancipazione , cioè l’indipendenza della classe dei lavoratori, qui lui mostrò attraverso la grafica tutti i processi sociali, emigrazione, produzione, disoccupazione, etc.
Praticamente darà vita al processo infografico esteso in senso moderno, adoperando i linguaggi dei nuovi media consapevoli di rivolgersi ad un pubblico molto distratto, e comunque questo sarà noto come metodo viennese di rappresentazione statica in seguito definito, Isotype (International System of Typographic Picture Education).
La realizzazione delle figure all’interno del sistema sarà invece affidato a Gerd Arntz (fig. 13), uno stile ancora oggi inimitabile per via della sua eleganza formale unica.

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Oggi questo modello e ancora un punto di riferimento per molti media attuali, anche se l’infografica delle illustrazioni di attuali riviste e testate giornalistiche sembrano essere elementi più di abbellimento che di spiegazione.
Quindi attualmente sembra prevalere un forte senso di estetica a discapito dell’informazione vera e propria, quindi più che riguardare al bisogno di grafici c’è bisogno di apprendere maggiormente l’importanza della comunicazione, ricordiamo l’esempio precedente di Neurath e Minard, l’uno economista e l’altro ingegnere, quindi nessuno dei due era un esperto grafico.
Comunque personalmente penso che entrambi sono fondamentali, sia acquisire una conoscenza grafica sia acquisire e maturare una conoscenza più approfondita sulla comunicazione.

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