Cosa fa principalmente il Graphic Designer

Per iniziare il Graphic Design deve essere preparato e professionale (fig. 01), qualità che devono essere esposte mediante il proprio operato e non semplicemente a parole solo per convincere il cliente ad affidarsi a lui.
Altre qualità che deve possedere un grafico è l’ascolto (fig. 02) e la seguente abilità nel suggerire quelle che dovranno essere le linee guida individuate per giungere alla finalizzazione del progetto.
Quasi come uno psicologo, deve riuscire a captare e comprendere i segnali o elementi portanti in modo da poter guidare la persona verso il target e budget più adatto alle sue esigenze, quindi per fare questo deve essere in grado di approfondire la conoscenza dell’azienda ed i suoi obiettivi, un bell’inizio all’insegna della ricerca e dell’informazione (fig. 03).
Quindi più informazioni e confronti riusciamo ad avere con l’azienda, maggiore sarà la probabilità di centrare l’obiettivo, infatti non bisognerà mai trascurare nulla, perché ogni singola nozione ed ogni cosa che apprenderemo da questa, sarà una piccola risposta al nostro quesito grafico e comunicativo, soprattutto per quelle che saranno le scelte tecniche sull’aspetto formale e strutturale del progetto, la scelta del carattere, l’importanza dei colori, il futuro payoff, etc.
A questo punto possiamo stillare una lista di elementi o punti fondamentali che riguardano il graphic design ed anche il potenziale cliente.

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– La fase di inaugurazione per l’avvio di un progetto grafico è quella dedicata al meeting (incontro o incontri, fig. 04) che reputo fondamentali, meglio evitare telefonate, messaggi o videoconferenze, eccetto se non potete proprio evitarli, quindi l’incontro diretto di persona è sempre la strategia migliore soprattutto per comprendere meglio gli obiettivi, il target di riferimento e le necessità aziendali.
– Dopo aver fatto il punto su buona parte delle informazioni, una cosa importante è anche la richiesta o meglio la visualizzazione di un possibile lavoro fatto in precedenza o già esistente (fig. 05), o se questo non dovesse esistere, allora fare una ricerca nel settore di possibili competitor.
Badiamo bene che questo non deve essere un copiare ciò che hanno fatto altri, ma tutto questo ci aiuterà a capire ancora meglio come procedere per lo sviluppo del nostro progetto, specialmente se volgiamo capire meglio il target o la storia passata dell’azienda, così avremo un riferimento per impostare il nuovo progetto, che si parli di restyling del brand o exnovo.
– Affrontato anche quest’ultimo punto possiamo intraprendere il discorso relativo al budget (fig. 06), quindi valutare anche l’uso di eventuali materiali, i relativi supporti, l’integrazione dei colori, etc.
A volte può capitare che tale budget possa essere fuori dagli schemi previsti dall’azienda, in tali momenti dovremo far comprendere l’importanza di investire qualcosa in più, questo sempre valutando anche la situazione, perché se da un punto di vista tecnico eliminare qualcosa, per esempio l’uso di un materiale anziché l’altro, non comporta o compromette l’esito espressivo del progetto, allora potremo anche valutare tale soluzione ai fini economici.
Comunque ripeto che dipende dal caso da prendere in esame, riservandoci anche le eventuali alternative al caso.

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– Un altro fattore importante è il materiale o immagini di carattere fotografico (fig. 07), fondamentale soprattutto per la seguente realizzazione di flayer, depliant o brochure, se previsti nel progetto.
Se siete anche esperti di fotografia potrete anche integrare questa figura professionale all’interno del relativo budget da definire, altrimenti tale materiale dovrà essere fornito, se inesistente, dalla figura professionale di un fotografo, contrariamente, se tale materiale è già stato realizzato in passato e posseduto dall’azienda, questi dovranno fornirvi tale materiale.
Ricordiamoci infatti che il Graphic Design non è un Fotografo, poi se tale professione è stata integrata attraverso corsi, percorsi di studio ed esperienza anche nel settore, allora ben venga.
Badiamo bene che essere appassionati di fotografia non significa sostituirsi a tale figura professionale, così come anche altre figure, per esempio il copy writer, il disegnatore di grafiche 3D, etc.
Parlando proprio di Copy Writer, tutti i contenuti di testo dovranno sempre essere forniti dall’azienda e mai fare di testa vostra, vantaggioso sarebbe come nel caso precedente del materiale fotografico, già in possesso dell’azienda stessa.
– Altro fattore è l’aspetto “Creativo” (fig. 08).
Il potere della creatività spetta soprattutto al Graphic Designer, infatti se questo avrà mostrato interesse e avrà dato importanza alla fase di ascolto, sarà difficile da parte sua deludere le aspettative del cliente.
A volte può capitare che il cliente o azienda possa avanzare richieste precise su alcuni aspetti formali o coloristici, etc, sul progetto, praticamente potrebbe quasi dettare condizione sulla fase creativa, eccetto se la persona che abbiamo davanti non sia l’addetto o professionista della comunicazione e marketing di questa, perché in questo caso parleremo quasi la stessa lingua.
Altrimenti nel primo caso cerchiamo di spiegare da un punto di vista tecnico la scelta di determinate soluzioni progettuali adoperate e perché converrebbe adottare tale soluzione, è vero che il cliente paga, ma è altrettanto vero che si è affidato a voi tra tanti per la realizzazione tecnica delle sue richieste.
In questa parte fondamentale, il consiglio che posso darvi è quello di cercare un compromesso dove non dobbiamo assolutamente sottovalutare i suggerimenti del cliente, perché sia che questa azienda possa essere una start-up o sia un’azienda affermata da anni nel settore, parliamo sempre di un professionista che ha maturato una certa esperienza nell’ambito lavorativo di appartenenza, quindi parliamo di ambiti a noi sconosciuti, come quello dei trasporti, come quello dell’avvocatura, etc, ecco quindi il ritorno all’importanza della fase di ascolto, però senza mettere da parte la figura del progettista grafico nel rispetto dei propri ruoli, altrimenti questa professione non avrebbe nessun motivo di esistere.
– Ultimo punto è quello di munirci eventualmente di un nostro portfolio progettuale (fig. 09), che possa essere cartaceo (molte volte preferibile) o sito web, utile nel meeting che avremo con l’azienda.
Anche avere una buona raccolta di feedback, che possano essere tramite passaparola tra clienti oppure sul web, saranno tutti indizi utili all’azienda per raccogliere informazioni sul vostro conto e farsi un’idea sul modo di lavorare.

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