(H 63) David Szymin, nome d’arte Chim

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author image by Giuseppe | 0 Comments | 1 May 2018

Chim David Seymour, si pronuncia Scim, abbreviazione di Szymin (Varsavia, 20 novembre 1911 – El Qantara, 10 novembre 1956, fig. 579), nasce a Varsavia e pratica altetica in Polonia, poi si trasferirà a Lipsia in Grmania dove si diploma presso l’Accademia di Grafica e di Arte del libro.
Poi si trasferisce a Parigi dove termina gli studi e inzia a fotografare per conto dell’agenzia Rap, e nel 1933 aggiornerà il suo nome, iniziando ad adoperare il nome Chim.
Il punto di forza della fotografia di Chim è proprio la sua sincerità , infatti lui stesso afferma che il suo lavoro non è artistico ma artigianale, inoltre è spinto sempre da un’irrefrenabile voglia di ricerca rivolta verso l’informazione, il contatto, praticamente sempre spinto dall’interesse.
In questi anni darà vita anche all’agenzia Magnum insieme a Robert Capa (fig. 580) e Henri Cartier Bresson (fig. 581) con cui stringerà una grande amicizia.
Nel 1934 inzierà il suo rapporto di collaborazione con la rivista Regards, impegnata soprattutto nel rendere pubblica la condizione precaria sociale ed economica degli operai francesi, mostrando grande sensibilità nei confronti dei soggetti fotografati, inoltre rappresenterà anche immagini che ritraggono l’opposizione al fascismo e alla guerra.
Nel 1935 sarà inviato sempre per conto della rivista francese in Spagna, qui lui non scatterà fotografie al fronte, anche se vengono rappresentate immagini relativi ai suoi orrori (fig. 582).

579 Chim

580 Robert Capa

581 Henri Cartier Bresson

582 Gli orrori della guerra spagnola

Con lo scoppio della guerra mondiale, lui si vede costretto a trasferirsi in America per sfuggire ai tedesci, infatti cambierà anche la sua identità in David Seymour.
In questo periodo lui si arruolerà nell’esercito solo che per problemi dovuti alla sua vista non risulterà idoneo per la battaglia al fronte, e quindi sarà impeigato per analizzare le foto aeree.
Nel 1947 ripratirà all’insegna dell’Europa seguendo le vicende dell’esercito americano, poi nel 1948 lavorerà con l’Unicef per testimoniare con le sue immagini, la diffcile situazione dei bambini europei (fig. 583).
Negli anni cinquanta lui si ritroverà in Italia realizzando un libro sul Vaticano (fig. 584), con fotografie che raffigurano il papa, la basilica di San Pietro che trasudano il forte senso di fede, inoltre in questi anni si dedicherà soprattuttto ad una fotografia che rappresenterà i personaggi importanti della vita culturale e sociale dell’epoca.
Nel 1948 documenterà la situazione dello stato israeliano ormai indipendente continuando a scattare fino alla fine dei suoi giorni terreni, cioé il 1956.

583 I bambini della guerra

584 Il Vaticano

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