DeStijl e Neoplasticismo

Nel 1917 l’architetto olandese Theo van Doesburg (Utrecht, 30 agosto 1883 – Davos, 7 marzo 1931, fig. 01) radunò intorno alla rivista De Stijl artisti ed architetti, tra cui spunta il nome di Piet Mondrian (fig. 02).
Successivamente il nome venne cambiato in Neoplasticismo e ciò su cui si basava era la creazione di opere d’arte basate sulla pura espressione visiva, più propriamente astratta, dove la sua rappresentazione più compiuta va ricercata nelle opere pittoriche di Mondrian e nelle realizzazioni architettoniche di van Doesburg.
grazie ai numerosi articoli e manifesti si giunse a teorizzare il valore della linea retta e del rettangolo come coscienza di una nuova cultura, escludendo qualsiasi tipo di rappresentazione artistica e legandosi essenzialmente alle pure forme geometriche realizzate mediante l’incrcio di linee rette ortogonali.

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Un modo di rappresentare che andava oltre la semplice rappresentazione, infatti le stesse teorie del filosofo olandese Matthieu Schoenmaekers (fig. 03) che teorizzò una matematica plastica come forma d’espressione di un misticismo positivo, e ricercò la verità nella riduzione dei fatti naturali all’assoluto, praticamente lui riuscì a scorgere due forme di energia, l’una nelle linee verticali come espressione di uno spazio teso, attivo e ascendente, mentre le orizontali esprimono il tempo, elastico, passivo e cedevole, elementi che intersecandosi generano una croce, un’entità assoluta generata da questa coppia.
Questa relazione tra vita e arte, tipica del De Stijl, permise la diffusione in vari settori dei suoi concetti, quindi si spazia dal disegno industriale alla grafica editoriale, inoltre la setssa rivista presentò il proprio interesse verso la tecnica e l’industrializzazione moderna, inoltre gli interessi di questa furono rivolti oltre che alla pittura, anche verso l’arredamento e l’architettura.
nel 1922 van Doesburg disegnò una pagina di Mecano dal titolo Saluto al quadrato (fig. 04) dalle immagini fortemente ortogonali, che tendeva al superamento della concezione statica del Neoplasticismo, e nel 1926 venne superato mediante mediante l’assoluto annullamento delle direzioni, positiva e negativa, mediante l’introduzione della diagonale, cosa che fu dimostrata nel progetto del locale Aubette di Strasburgo.
Proprioin virtù di questa correzione direzionale, Mondrian si tirò fuori dal gruppo.

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