Dopo la Bauhaus e l’Ulm

Nel 1950 venne creata la Fondazione dei Fratelli Scholl, da parte di Inge Scholl (fig. 01) in onore dei fratelli Hans e Sophie uccisi nel 1943 dai nazisti, e lo scopo di questa istituzione fu quella di rendere possibili alcune idee relative ad una scuola risalente al 1947, infatti grazie al grafico tedesco Otl Aicher (fig. 02) che poi sarà anche suo marito, ebbero l’idea di realizzare questa scuola adatta all’insegnamento e alle ricerche con lo scopo di rifondare la cultura per una nuova Germania, puntando alla qualità dei prodotti e della comunicazione.
Nel 1953 vennero iniziate ad Ulm la costruzione degli edifici e nel 1955 venne inaugurata.
Il progetto fu realizzato dal designer e architetto svizzero Max Bill (fig. 03), che rivette anche la nomina di primo rettore, mentre Olt Aicher, l’architetto indonesiano Hans Gugelot (fig. 04), il pittore, filosofo e designer argentino Tomas Maldonado (fig. 05), il pittore tedesco Friedrich Vordemberge-Gildewart (fig. 06) e il designer tedesco Walter Zeischegg (fig. 07), furono convocati come insegnanti.
La scuola si era prefissa il compito di formare specialisti secondo i due settori decisivi della società contemporanea, la progettazione dei prodotti industriali legata alla sezione del disegno industriale e dell’edilizia, e la progettazione dei mezzi di comunicazione legati alla sezione comunicazione visiva e dell’informazione.
Max Bill, proveniente dall’esperienza della Bauhuas, credeva nel mandare avanti questi metodi progettuali, e secondo diverse fonti, lo stesso Gropius aveva esercitato una certa influenza nella scelta del nome della scuola, che avrebbe dovuto chiamarsi Bauhaus Ulm, anche se i sostenitori della nuova scuola rifiutarono questa proposta.
Al suo interno vi fu Maldonado che optava per un metodo di studio di natura scientifica sulla progettazione, mettendo un po in secondo piano l’aspetto artistico sostenuto da Max Bill, quindi sulla base di queste nuove basi espressive prese vita il modello Ulm, che negli anni sessanta e settanta eserciterà una grande influenza sui metodi di studio di altre scuole di tutto il mondo.

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La sezione dedicata alla comunicazione visiva fu una grande novità, e qui gli alunni ricevevano nozioni tecniche talmente ampie da poter affrontare qualsiasi difficoltà o complessità progettuale, inoltre questa sezione godeva di grandi figure professionali, come il docente Aicher, che all’epoca fu un grande professionista nell’arte della grafica realizzando dal 1967 al 1972 progetti nell’ambito di mostre e immagini coordinate come quelli per la società Braun (fig. 08) e la Lufthansa (fig. 09), oppure la segnaletica per l’aeroporto di Francoforte (fig. 10) e l’immagine dei Giochi Olimpici di Monaco (fig. 11), vanno ricordati anche il grafico brasiliano Almir Mavignier (fig. 12) e il disegnatore ungherese Tomàs Gonda.
Gonda iniziò a lavorare in Argentina, e mediante l’esperienza di insegnante presso la Ulm, lui a la possibilità di progettare la campagna pubblicitaria per la Lufthansa uno studio di sistemi di esposizione per la Braun, una campagna per Wilhahn e cataloghi per Herman Miller.
Dopo la chiusura della scuola si trasferirà negli stati uniti dove insegnerà comunicazione visiva presso l’Ohio State University, poi raggiungerà a Milano Maldonando e il designer tedesco Gui Bonsiepe (fig. 13), dove sarà assunto dal gruppo Rinascente-Upim come responsabile della pubblicità.
Altra grande personalità sarà il brasiliano Almir Mavigner la cui formazione sarà ballottata tra l’optical e l’arte concreta, la cui professionalità sarà fondamentale per la Ulm soprattutto nella progettazione dei manifesti.
Di grande livello saranno anche i corsi legati al Basic Design sotto la guida dello statunitense William S. Huff (fig. 14), ex alunno della scuola e poi docente dal 1963, e mediante questo corso lui indagherà la composizione sintattica e la struttura della progettazione, ripetendo patterns a piacimento o meglio modulandoli mediante variazioni.

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Secondo lui l’osservazione tra fatto fisico ed effetto psicologico sono i fattori più importanti del corso, inoltre lui articola tutto secondo tre livelli fondamentali, geometria, percezione e esercitazione, dove il termine perceptualize costituisce la sintesi degli altri due concetti, conceptualize e geometrize.
Comunque la scuola chiderà i battenti nel 1968 a causa delle precarie condizioni economiche legato al mancato sostegno da parte degli enti competenti che non venne visto dal solidale atteggiamento di opposizione da parte dei docenti e degli stessi alunni.

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