(I 45) EFFETTUARE LE RELATIVE CORREZIONI

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author image by Giuseppe | 0 Comments | 8 October 2018

Dopo aver effettuato la fase di selezione dei nostri file ci addentreremo nella fase di fotoritocco, ed alcune di queste possono essere impostate in modo da poter essere applicate a più immagini, come per esempio la correzione del bianco.
In questo passaggio possiamo distinguere due fasi principali di elaborazione digitale, la prima di tipo globale e la seconda di tipo locale, il primo è un ritocco che agisce sull’intera immagine, come il bianco, oppure l’esposizione, etc, l’altro invece riguarda aree più selettive intervenendo con maschere di selezione, pennelli, etc.
Per quando riguarda il bilanciamento del bianco, se è stata un operazione fatta bene durante lo scatto allora potrà essere saltata, anche se nella maggior parte dei casi si interviene sempre con un minimo di ritocco.
Questo può essere regolato attraverso parametri preimpostati, come sulla fotocamera, oppure possiamo intervenire mediante la regolazione dei gradi Kelvin, vi sono alcuni software che puntando su una parte neutra dell’immagine sarà adoperata come riferimento per bilanciare i bianchi della scena.
Ricordiamo che è sempre utile scattare una foto di prova su un cartoncino grigio con la stessa luce che andrà ad irradiare la nostra scena in modo da regolare nel miglior modo possibile l’esposizione, un fattore che va regolato mediante il simbolo +/- sulla nostra fotocamera.
Di conseguenza se non adoperiamo il metodo di esposizione a destra, allora dovremo muoverci in modo prudente perchè schiarire l’immagine in post produzione può determinare la fuoriuscita del rumore soprattutto nelle parti scure.
Altro fattore da considerare è il contrasto, infatti se adoperiamo un contrasto ridotto il nostro file Raw sembrerà quasi piatto, quindi se desideriamo più volume, basterà aumentare questo fattore.
Sul software questo lavoro è gestito in due modi, o mediante il cursore oppure mediante l’uso più elaborato delle curve, che permetterà di lavorare so diverse zone tonali della nostra scena, e la più familiare è proprio quella ad S che rende più leggere le parti luminose e più forti le parti in ombra.
Anche quando abbiamo una scarsa saturazione le immagini in formato Raw possono sembrarci più piatte e monotone, quindi possiamo operare mediante sempre il classico cursore, facendo attenzione a non esagerare perchè questo interviene su tutta l’immagine, invece più preciso e meno invadente risulta essere il controllo tonalità e saturazione, questo interviene sui singoli canali come, luminosità, saturazione e tinta permettendoci di operare su aree più concentrate o selettive, come il colore del cielo senza toccare il primo piano.
Il file Raw consnete anche di avere un maggior controllo anche sulle aree chiare e scure della nostra immagine, infatti grazie ad alcuni software muniti di cursori per ombre e luci potremo lavorare anche su queste parti dell’immagine.
Il software dovrebbe consentire anche un margine di lavoro sul fattore rumore, cosa non molto rilevante quando scattiamo ad ISO e tempi contenuti o basilari, ma se questi elementi sono spinti, quindi tempi lunghi e ISO più alti al di sopra già dei 1600-1800, allora avremo un incremento del rumore che potrà essere lavorato mediante i cursori di luminanza e crominanza.
Altro fattore fondamentale è la nitidezza, molte fotocamere sono dotate di appositi filtri come gli antialiasing, che consentono di diminuire l’effetto moirè, praticamente l’immagine sarà più morbida evitando quei colpi di luci alte su determiante superfici, come tessuti, tegole dei tetti e altri tipi di materiali che si ripetono.
Comunque possiamo usufruire du n’altra funzione fondmentale sui software che riguarda la nitidezza che varia in base al processo di destinazione del file, se per il web allora risulterà meno nitida, ma se per la stampa allora avremo bisogno di maggior nitidezza, quindi l’immagine risulterà più spinta sotto questo profilo, anche se va manegiato sempre con cautela, altrimenti rischieremo di generare evidenti aloni intorno all’immagine.
Infine terminiamo questa parte fondamentale con la correzione lenti e rimozione della polvere.
Il primo caso riguarda i leggeri difetti che possono venir fuori dall’obiettivo, ma che possono essere corretti in PP, come vignettature, aberrazione cromatica e distorsione ottica.
Per quando riguarda l’aberrazione cromatica ve ne sono di due tipi, quella assiale e quella trasversale, la prima si ha quando apriamo totalmente il diaframma, ma tende a scomparire quando chiudiamo, invece quella trasversale si ha lungo i bordi dell’immagine quando abbiamo un forte contrasto tra rossi e verdi, oppure tra blu e gialli (fig. 188 e 189), anche se quest’ultima non risente dell’apertura da parte del diaframma.

188 Aberrazione assiale

189 Aberrazione trasversale

La vignettatura riguarda invece il formarsi di bordi scuri intorno alla scena, ed accade quando apriamo il diaframma chiudendolo successivamente in modo progressivo (fig. 190).
Invece la distrosione ottica dipende dall’effetto della lente che andrà a deformare i bordi dell’immagine, l’una a barile, quindi come un effetto di rigonfiamento, e l’altra a cuscino, praticamente avremo una convergenza verso il centro (fig. 191 e 192), ed è molto visibile quando fotografiamo i paesaggi con linee precise, per esempio la linea del mare.
Un altro problema riguarda la rimozione della polvere, oggi le fotocamere sono dotate di un meccanismo interno atto a rimuovere i residui di polevere.
Prima quest’operazione veniva fatta in PP e richiedeva un bel po di lavoro, ma anche oggi bisogna fare attenzione e controllare se vi sono tracce o elementi di disturbo sull’immagine come, graffi o polvere.
Quindi se questo granello è visibile lo si può rimuovere tranquillamente in PP, selezionando lo stumento e ripulendo la zona con un semplice click, cosa che potremo fare anche sulle altre immagini che presentano il granello nel medesimo punto, anche se poi saremo costretti ad intervenire con manovre più accurate visto che ogni scena presenterà soggetti e forme diverse.

190 Effetto vignettatura

191 Distrosione ottica a cuscino

192 Distorsione ottica a barile

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