Eric Gill e Stanley Morison

Le migliori realizzazioni tipografiche nel corso della storia sembrano pervenire proprio dall’ambiente inglese, grazie alle lezioni dal designer e tipografo uruguaiano naturalizzato britannico Edward Johnston (fig. 01), il designer e scultore inglese Eric Gill (Brighton, 22 febbraio 1882 – Uxbridge, 17 novembre 1940, fig. 02) e il desinger e tipografo inglese Stanley Morison (Redbridge, 6 maggio 1889 – Londra, 11 ottobre 1967, fig. 03).
Sotto la scuola di Johnston si formerà Eric Gill che rimase molto vicino al suo maestro, soprattutto nel periodo in cui disegnava caratteri senza tratti terminali per le insegne dei trasporti londinesi.
Nel 1927 la Monotype Corporation, che aveva come consulente Stanley Morison, chiese ad Eric Gill di dare vita ad un alfabeto san serif, il suo progetto sarà infallibile dando vita a lettere con precise misurazioni matematiche che a livello stilistico prendono spunto dal modello del maestro Johnston, inoltre nel corso degli anni Venti, vista la sua notevole esperienza vome incisore, diventerà socio della Golden Cockrell Press.
Poi avrà anche contatti con Morison e la Monotype, realizzando per loro il Gill Sans Serif (fig. 04) e un carattere romano, il Perpetua (fig. 05), un carattere classico, considerato da molti originale ed elegante, che non lo si vedeva dai tempi del Baskerville (fig. 06) e del Caslon (fig. 07).

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Questo fu un carattere che influenzo anche la sua futura produzione di caratteri, come il Golden Cockerell (fig. 08) del 1929, una versione più tondeggiante ripsetto al Joanna (fig. 09), un carattere diesgnato nel 1930.
Comunque il Perpetua sarà un carattere destinato ad un ampio uso futuro, visto la sua eleganza e la sua perfezione strutturale.
Anche Stanley Morison fu motlo influente per quando riguarda la stampa e la tipografia del XX secolo, infatti lui sarà nominato anche consigliere per i caratteri e per la stampa in tre diverse istituzioni, la Monotype Corporation di Londra nel 1922, la University Press di Cambridge nel 1925 e al Times nel 1929.
Inoltre sarà proprio sotto la Monotype che darà vita alla produzione di caratteri più aggressiva mai vista nella storia sia in Inghilterra che in Europa.
Lui sarà fondamentale non solo nella creazione di carateri nuovi, ma anche nel restyling di quelli già esistenti lanciando il Centaur (fig. 10) realizzato dal grafico e tipografo americano Bruce Rogers (fig. 11) nel 1914, oppure il Gill, il Perpetua, la versione Monotype del Bembo (fig. 12) e del Baskerville, del Garamond (fig. 13), oltre al suo Times New Roman (fig. 14).

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Il suo coinvolgimento presso il Times fu nel tempo, e non immediato, e il suo primo progetto fu quello di riprogettare tutto il giornale, pensando di inserire come carattere iniziale, il Plantin (fig. 15) del tipografo fiammingo Christophe Plantin (fig. 16), portando a dei cambiamenti evidenti.
Sulla base di questo carattere e guidando l’artista Victor Lardent (fig. 17), giunsero alla creazione del Times New Roman nel 1931, un carattere molto più elegante e dolce rispetto al Plantin, ed utilizzato per la prima volta nel 1932 per stampare il Times.

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