(L 18) FLASH INCORPORATI, FLASH PORTATILI E RELATIVI DATI TECNICI

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author image by Giuseppe | 0 Comments | 6 November 2018

Come abbiamo letto già in precedenza, quando si fotografa adoperando la luce naturale dobbiamo fare i conti con l’imprevedibilità, cosa che invece non avremo adoperando la luce artificiale che consente di avere una luminosità costante e regolare.
Molte DSRL hanno il flash incorporato (fig. 69), attivabile su comando o in determinate modalità di scatto.
Ma questo causa diversi problemi, come l’effetto occhi rossi (fig. 70) perchè la luce è forte, diretta e piatta, inoltre tenderà anche a sopraffare l’ambiente e tutte le superfici presenti in parallelo rispetto alla fotocamera appariranno tutte abbagliate.
Comunque la priorità che dobbiamo avere quando scattiamo un ritratto, è quello di far risaltare il soggetto, e tale risultato lo si può ottenere in modo più accessibile sfruttando ISO alti, oppure adoperando flash indipendenti, anche se vi sono fotografi che sono riusciti a realizzare ottimi lavori adoperando i flash incorporati.

69 Flash incorporato su DSRL

70 Effetto occhi rossi

I Flash esterni (fig. 71) offrono più vantaggi, e se hanno il corpo più grande significa maggior potenza, inoltre la testa regolabile offre la possibilità di far rimbalzare la luce sulle pareti e altre superfici intorno.
Altri flash sono anche dotati di diffusore interno che rendono più morbide le luci e sono disponibili anche mini softbox (fig. 72) che consentono di ottenere un modesto risultato di illuminazione da studio.
Attualmente i flash offrono diverse modalità e funzioni, e tra le prime ricordiamo quella automatica tramite obiettivo, TTL, praticamente una misurazione del flash attraverso il nostro obiettivo che valuterà la potenza che occorre per un’esposizione corretta.
Poi abbiamo la correzione per gli occhi rossi che sono causati dal riflesso della luce sulla retina in presenza di luce scarsa, quindi attivando la modalità correzione occhi rossi, la fotocamera sparerà una serie di lampi di bassa intensità permettendo alla pupilla di restringersi prima dello scatto definitivo.
Un’altra modalità è la Slow Sync, cioè la sincronizzazione lenta, praticamente adopera tempi di otturazione bassi permettendo di catturare anche la luce ambientale sullo sfondo oltre al nostro soggetto.
Però dobbiamo fare attenzione ai movimenti della fotocamera perchè il lampo del flash viene sparato all’inizio del tempo di esposizione, quindi significa l’azione sarà bloccata inizialmente dal flash, e se la fotocamera o il soggetto si saranno mossi allora questi verranno catturati successivamente come una scia di disturbo.
Abbiamo anche la Sincronizzazione su seconda tendina, praticamente adopera una bassa velocità di otturazione per ricevere luce ambientale ma evitando il formarsi delle traccie, visto che in questo caso il lampo è generato alla fine del tempo di posa.
Quindi avremo una prima tendina che ritirandosi consentirà l’accesso della luce sul sensore, poi la seconda tendina bloccherà la luce consentendo al flash di sparare il lampo poco prima che questa ritroni in posizione.
Altra modalità è il Falsh off, praticamente riguarda la disattivazione del flash, che in alcuni casi potrebbe risultare fastidioso se impostato su auto.

71 Flash esterno

72 Mini softbox

La funzione Zoom disponibile su modelli avanzati consente di sfruttare i dati della nostra focale per concentrare il fascio di luce, per esempio se lavoriamo con un obiettivo tele, avremo la possibilità di poter sfruttare un raggio più lungo, inoltre con questa modalità potremo sfruttare anche il rimbalzo della luce impostando il flash con lo zoom massimo generando un raggio più concentrato riducendo la perdita di luce.
Molto importanti sono anche i Flash indipendenti che sfruttano pulsanti di scatto e connettori wireless.
Quindi sulla slitta a caldo anzichè inserire il flash, inseriamo un sistema di scatto, avremo la possibilità di attivare tramite un segnale radio o infrarossi il flash, questo ci consentirà anche di poterne posizionare più di uno in modo da poter illuminare più elementi oltre al nostro soggetto ottenendo effetti più gradevoli.
In questi casi potremmo anche adopereare anche una superficie bianca opaca in modo da riprodurre l’effetto di un grande softbox posizionandolo a 45 gradi come in uno studio, oppure ponendolo alle spalle della nostra fotocamera, sparando lil flash dalla testa regolabile contro la superficie con lo zoom al massimo per evitare la dispersione della luce.
Possiamo anche posizionare il falsh alle spalle del soggetto in modo da fa risaltare i contorni, comunque prima di realizzare i nostri scatti sarebbe più indicato fare delle prove con i relativi flash e posizioni in modo da raggiungere un buon risultato per l’immagine finale.
In alternativa potremmo decidere anche di optare per la Modalità manuale, ma se non siamo pratici o non conosciamo bene lo strumento possiamo rischiare di avere problemi durante la seduta, quindi prendiamoci del tempo per sperimentare questa modalità in modo da giungere ad una maggiore precisione nelle impostazioni per ottenere l’effetto desiderato.
Un altro fattore importante è la Sincronizzazione del flash, infatti in base alla marca della fotocamera avremo la più alta velocità di otturazione pari a 1/200 – 1/250 sec., oltre questa soglia correremo il rischio di avere un’immagine attraversata da una banda nera dove non vi sarà la registrazione di nessun dettaglio.
In giornate troppo luminose la velocità di 1/200 sec. può risultare lento, quindi è possibile utilizzare la sincronizzazione HSS per l’alta velocità, qui il flash sparerà luce a ripetizione mentre la tendina si muove sul sensore, e se desideriamo non illuminare troppo la scena allora possiamo abbassare manualmente la potenza del flash o il controllo della compensazione flash.
In relazione alla potenza dei flash, questi sono musirati in GN, che indicano la distanza che raggiunge la luce del flash con sensibilità a 100 ISO, praticamente la massima potenza a distanza più vicina.
Per misurare questa distanza massima dobbiamo dividere i GN per l’apertura di diaframma, per esempio se abbiamo GN 40 con apertura f/8 allora la distanza massima sarà del soggetto sarà di 5 metri.
La situazione può complicarsi quando adoperiamo teste mobili sparando il flash in modo indiretto o adoperando un diffusore, quindi il suo raggio d’azione risulterà essere più limitato.

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