(F 34) Font poco attraenti

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author image by Giuseppe | 0 Comments | 7 April 2018

I motivi che possono condurre l’individuo ad affermare che una font sia bella o brutta, possono essere diverse, per esempio, può dipendere dall’uso sbagliato che si fa di questa oppure un suo uso esagerato, etc.
Nel corso degli anni trenta le persone giudicavano il Futura come un font destinato ad avere breve durata, invece oggi si rimane un po snervati o scandalizzati davanti a font dall’aspetto poco invitante come, il Blackshirt (fig. 280) o l’Aftershock Debris (fig. 281), ma comunque il fatto che alcune font possano abbiano ereditato un’etichetta dispregiativa non è dovuto semplicemente ad un discorso di gusti, ma principalmente si lega ad un discorso proprio scientifico.
Nel 2007 all’interno del Typographic Papers Series volume 1 di Mark Batty, Anthony Cahalan realizzò uno studio sulla fama delle font, spedendo un questionario a diversi disegnatori dove li veniva chiesto di indicare le font che usavano di frequente, quelle più visibili e quelle meno gradite.
La classifica generò il seguente risultato:
– quelle più adoperate erano, il Frutiger con un numero pari a 23, poi l’Helvetica/Helvetica Neue con 21, il Futura con 15, il Gill Sans con 13, l’Univers con 11, il Garamond con 10, il Bembo con 8, Minion con 7 e Arial con il suo bel 6.
Invece tra quelle più visibili abbiamo:
– l’Helvetica/Helvetica Neue con 29, il Meta con 13, poi il Gill Sans con 9, Rotis con 8, Arial 7, ITC Officina Sans con 4, Futura con 3, Bold Italic Techno, FF info, Mrs Eaves, Swiss, TheSans e Times New Roman con 2.
Infine abbiamo la lista di quelle che risultavano meno gradite dai disegnatori:
– Times New Roman con 19, Helvetica/Helvetica Neue con 18, il Brush Script 13, Arial e Curier con 8, il Rotis e il Souvenir 6, Le font grunge (generici) con 5, Avant Garde e Gill Sans con 4 e infine il Comic Sans con 3 voti.
Comunque questa non risultò la prima indagine, perché ogni anno sembra essercene una, anche se queste tendono a concentrarsi di più sulle font migliori. Gli elenchi relativi alla valutazione dei font a volte può risultare anche un elemento di valutazione molto soggettivo, però possono esistere anche vari consensi che concordano su quelli che possono essere i font peggiori, come nel caso del Comic Sans, dove molti professionisti e non professionisti si trovano d’accordo, affermando che non vale molto a parer loro, cosa che risulta maggiormente accentuata sui caratteri dall’aspetto estremo o illeggibile, come, il font peloso Grassy (fig. 282), oppure lo Scrawlz (fig. 283) che sembra scritto in modo elementare e quasi infantile.

280 Font Blackshirt

281 Font Aftershock Debris

282 Font Grassy

283 Font Scrawlz

Poi vi sono anche font che sembrano essere andati proprio alla ricerca di tale fama negativa, come nel caso del font Ecofont (fig. 284).
Questo carattere è stato studiato per permettere un uso non esagerato di inchiostro e denaro e non solo.
Nel 2010 questo carattere vinse lo European Envornmental Design Award, ma secondo gli studi condotti dall’università del Wisconsin, questa font non sembra proprio far risparmiare inchiostro come si pensa, praticamente nei caratteri come l’Ecofont Vera Sans, adopera maggior inchiostro rispetto ai caratteri normali.
Un’altra font è il Souvenir (fig. 285), un carattere che sembra mandare fuori controllo molti disegnatori, e non solo, sembra attrarre anche la rabbia di chi lo vende, lo stesso Mark Batty dell’ITC, cioè la International Typeface Corporation, la definisce una font terribile.
Un carattere che venne utilizzato per pubblicità accattivanti, comparendo anche sugli album dei Bee Gees, sulle pagine di Playboy ai tempi di Farrah Fawcett, attrice statunitense e sex symbol degli anni ’70.
Questo font fu inciso nel 1914 dall’American Type Founders Company ideato da Morris Fuller Benton.
Jason Smith affermò che “Ogni carattere è un’icona grafica, ma è ancora armonioso”, indicando la g minuscola del Souvenir Demi Bold (fig. 286) come il suo carattere preferito.
Un altro carattere che sembra trovar posto in questa selezione poco favorevole è il Gill Sans Light Shadowed (fig. 287), un carattere che secondo molti non avrebbe dovuto mai vedere la luce.
Questo è un carattere optical, definito da un’ombra nera che simula perfettamente la luce del sole che colpisce gli elementi esili delle lettere a rilievo.

284 Font Ecofont

285 Font Souvenir

286 Font Souvenir Demi Bold

287 Font Gill Sans Light Shadowed

Questo non è l’unico carattere che presenta un effetto tridimensionale, infatti ve ne sono altri che risalgono agli anni venti e trenta, come il Plastika (fig. 288), il Semplicita (fig. 289), l’Umbra (fig. 290) e il Futura Only Shadow (fig. 291), oppure anche font con ombre come il Refracta (fig. 292) e l’Eclipse (fig. 293).
Riprendendo il discorso sui caratteri meno attraenti, possiamo ricordare, tra tanti, anche il Brush Script (fig. 294), carattere con cui vennero composti i manifesti britannici degli anni quaranta, come, “a bathe with a friend (un bagno con un amico)” o “a dig for victory (uno scavo per la vittoria)”.
Questo carattere venne lanciato dall’American Type Founders ATF nel 1942, dove il realizzatore Robert E. Smith produsse minuscole con curve congiunte e conferendo coerenza e grazia estreme, come se fosse scritto da una persona calma e spensierata.

288 Font Plastika

289 Font Semplicita

290 Font Umbra

291 Font Futura Only Shadow

292 Font Refracta

293 Font Eclipse

294 Font Brush Script

Questa font era un modo per raggiungere il proprio obbiettivo in modo informale, e fu adoperato per circa trent’anni nel settore della pubblicità, il carattere che presentò anche la soap opera Neighbours (fig. 295), inoltre ha ispirato altri caratteri del suo genere, come il Mistral (fig. 296), Chalkduster (fig. 297), Cafe mimi (fig. 298), Calliope (fig. 299) e HT Gelateria (fig. 300), inoltre tutti questi sono caratteri che vogliono esprimere in modo ingannevole una cosa fondamentale, cioè, non sono stati realizzati digitalmente, inoltre esistono anche aziende che offrono la possibilità di realizzare un font partendo dalla propria calligrafia. Un sito web che offre questa possibilità e Fontifier.com, praticamente si riempie la griglia dell’alfabeto e la si invia con relativo pagamento, poi alla fine il tutto viene convertito in digitale.
Un altro carattere da non dimenticare è il Papyrus (fig. 301) che venne adoperato nel famosissimo film Avatar (fig. 302) dai personaggi blu e pieno di effetti speciali 3D adoperando una font poco originale ed economica, perché disponibile in forma gratuita su ogni Mac e PC.
Il font venne creato da Chris Costello nel 1983, e da l’impressione come se si volesse scrivere con la penna d’oca su un papiro egiziano.
Le lettere piene di ruvidità e tacche come se fossero disegnate con un gessetto, e mostra anche una coerenza tra le lettere E e F, caratterizzate da aste trasversali molto alte, mentre le minuscole sembrano trovare ispirazione da Cheltenham, il carattere prediletto degli americani nella prima metà del novecento.
La versione digitale risultò perfetta nel boom del desktop publishing verso la metà degli anni ottanta, trasmettendo un senso di esotico ed avventuroso, quasi alla Indiana Jones.

295 Soap Opera Neighbours

296 Font Mistral

297 Font Chalkduster

298 Font Cafe mimi

299 Font Calliope

300 Font HT Gelateria

301 Font Papyrus

302 Avatar

In questa lista mancano ancora font come il Neuland Inline (fig. 303), il Ransom Note (fig. 304) e la font delle Olimpiadi del 2012 denominata 2012 Headline (fig. 305).
La prima venne creata nel 1923 dal tipografo Rudolf Kock, che realizzò anche il Kabel (fig. 306), il Marathon (fig. 307) e il Neufraktur (fig. 308), all’epoca divenne oggetto di ripudio da parte della società dell’epoca rispetto ad altri caratteri tedeschi, perché troppo inflessibile e maldestro.
Ma proprio questa sua diversità sarà il suo punto di maggior forza, infatti nel 1930 venne adottato per pubblicizzare prodotti considerati speciali, come, la motocicletta “Rudge-Withworth” a quattro marce, oppure il digestivo “Eno’s Fruit Salt”, oppure le sigarette “American Spirit”, etc.
Inoltre questo fu il carattere adoperato per Pumbaa e Timon, i famosi personaggi della Walt Disney, infatti viste le sue caratteristiche sembra quasi dire “Africa” , come per il Papyrus che richiama all’essenza dell’Egitto.
Questo carattere inoltre sfondò anche nel settore cinematografico, con il famoso film Jurassic Park (fig. 309).
Praticamente il font Nueland potrebbe essere definito il tipico carattere da parco divertimenti, infatti su questa stessa falsa riga sembrano muoversi anche altri caratteri, che sono stati elencati nel parco divertimenti della Walt Disney in Florida, come il Kismet (fig. 310) presso il Corner Cafè in Main Street, oppure lo Juniper (fig. 311) presso l’Haunted Mansion, oppure il font Libra (fig. 312) adoperato per scrivere la parola Jousting, cioè torneo, che si trova a Fantasyland nel Magic Kingdom, etc, praticamente tutti questi sono font decorativi e pubblicitari.
Seguendo la lista dei caratteri peggiori abbiamo ora, il già citato Ransom Note, una font le cui lettere dell’alfabeto sembrano essere state ritagliate in modo molto rapido e frettoloso, ed é molto efficace per ottenere uno stile comico, anche se dal suo aspetto si può anche intravedere una vena intimidatoria, quasi a proporre una richiesta di riscatto.
Infine abbiamo la font delle Olimpiadi del 2012, che venne denominata 2012 Headline.
Comunque il logo (fig. 313) realizzato in questa occasione non fece di certo una figura migliore del font, infatti la gente fu così contrariata e opposta dalla presentazione dell’elemento simbolico di queste Olimpiadi, a tal punto che il carattere sembrò passare del tutto inosservato.
Come il logo in questione, anche il font non mostra brillantezza nel suo aspetto e nella sua costruzione, infatti i caratteri sono irregolari ed eseguiti con poca cura, praticamente non richiama per niente alla tematica dello sport.
Inoltre mostra dei tratti greci, inoltre l’inclinazione delle lettere viene interrotta da elementi o lettere che sono o troppo rotonde o troppo diritte, tentando quasi di formare un anello olimpico, comunque sembra mostrare anche alcuni pregi, come quello di essere facilmente riconoscibile.

303 Font Neuland Inline

306 Font Kabel

307 Font Marathon

308 Font Neufraktur

309 Font Neuland nel film Jurassic Park

310 Font Kismet

311 Font Juniper

312 Font Libra

313 Il logo delle Olimpiadi 2012

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