Gli studi inglesi che operarono nella grafica

Gli accordi o unioni avvenute o verificatesi tra diversi design, fu una pratica abbastanza affermata o praticata nel corso degli anni Cinquanta.
Molti gruppi inglesi del tempo perfezionarono questo tipo di attività badando anche all’esempio americano, e tra i più famosi ricordiamo Pentagram di Londra nata nel 1962 come studio di design grafico e consultazioni, composto originariamente dal designer inglese Alan Fletcher (fig. 01), il designer grafico inglese Colin Forbes (fig. 02) e l’illustratore americano Bob Gill (fig. 03).
La realtà inglese di questi anni sarà molto alla pari con i tempi, ricordiamo i Beatles, la Pop Art inglese, il teatro di John Osborne, oppure la stilista Mary Quant, il cui logo (fig. 04) fu realizzato secondo uno stile neoliberty da John McConnell (fig. 05), che poi farà parte del gruppo di Pentagram.
Nel 1965 vi fu un cambiamento presso lo studio, Gill abbandonerà il gruppo a cui si unirà l’architetto inglese Theo Crosby (fig. 06), che permetterà allo studio di intraprendere anche la strada dei progetti tridimensionali.
L’anno successivo verrà anche il disegnatore industriale inglese Kenneth Grange (fig. 07) che opererà nel settore del product design.
Poi si associerà anche il designer Mervyn Kurlansky (fig. 08) che grazie alle sue precedenti esperienze presso Rank Xerox e Reuters e Roche, finalizzerà la composizione iniziale del gruppo.
Più tardi, cioè vent’anni dopo, il gruppo si estese contando 17 partner, divisi anche tra New York e San Francisco, la cui filosofia fu sempre legata al legame societario professionale.

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Poi nel 1974 si aggiunse anche John McConnell e il fotografo e regista inglese David Hamilton (fig. 09).
Nel 1978 il gruppo Pentagram si stabilì anche a New York dove avrà approcci in più discipline, dalla grafica alle manifestazioni e al design di interni.
Invece verso la metà degli anni Ottanta si affermerà anche a San Francisco sotto la rappresentazione dei designer americani Kit e Linda Hinrichs (fig. 10), e poi al gruppo americano si aggiunsero anche Alan Fletcher e John Rushworth (fig. 11) insieme a John McConnell e infine la graphic designer americana Paula Scher (fig. 12).
Nelle ricerche grafiche del gruppo fu sempre evidente l’impatto visivo mediante composizioni chiare ed efficaci su cui Fletcher fu quello più esauriente, mostrando un segno calligrafico inconfondibile, lieve che sembra richiamare in determinati casi l’arte del videomaker e fotografo statunitense Paul Strand (fig. 13).
Rigore grafico e attenzione sull’esito comunicativo furono la base dei progetti del gruppo, legandosi sempre a ricerche innovative, cosa soprattutto evidente nel gruppo americano, più che in quello inglese.
Altri studi che operarono in questo periodo furono la Minale Tattersfield e Partners fondata nel 1964 dall’italiano e designer Marcello Minale (fig. 14) e dal designer inglese Brian Tattersfiled (fig. 15) che si diplomò presso la Royal College of Art e fu anche art director presso l’agenzia Young e Rubicam.

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Comunque lo studio divenne in pochissimo tempo il più prestigioso presente sul territorio europeo vantando un’ampia produzione come il progetto per la British Petrolum (fig. 16), Toyota (fig. 17), British Airport Authority, National Westminster Bank (fig. 18), IP Italiana Petroli (fig. 19), etc.
Poi vi furono anche la XMPR, Creative Consultancy, famosa per il progetto della cooperative identity delle Ferrovie dello Stato italiane (fig. 20), dal marchio alle segnaletiche e tutti i prodotti stampati.
Aperta sempre alla multidisciplinarità fu anche lo studio inglese Why not Associates del 1987, che operò in diversi ambiti, dalle applicazioni tecnologiche della pagina destrutturata alle multivisioni negli allestimenti, etc.
Le personalità più di spicco furono il grafico David Ellis e il fotografo Rocco Redondo, inoltre il gruppo realizzò anche manifesti per il football, audiovisivi per la moda e per manifestazioni culturali, la politica, etc.
Comunque il loro metodo lavorativo o stile era quello di sorprendere e allo stesso tempo provocare la commissione mediante effetti visivi non convenzionali.

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