Grafica e tipografia all’interno della Bauhaus

Tra i diversi laboratori presenti nell’ambito della Bauhaus, vi erano quelli della grafica pubblicitaria e della lavorazione tipografica realizzati nel 1925.
Gia il pittore e fotografo ungherese Laszlo Moholy-Nagy (fig. 01) aveva ricordato che già nei primi manifesti, si tenne conto della forma, del colore, del formato e dei materiali tipografici, inoltre questo concetti furono adoperati già dagli stessi futuristi italiani e nel 1928, l’artista e grafico austriaco Herbert Bayer (fig. 02) cercò di legarsi ad aspetti tecnici come la chiarezza, la precisione, la nitidezza e l’astrattezza della forma.
Poi anche l’etnologo, antropologo e linguista austriaco Wilhelm Schmidt (fig. 03) analizzò diversi fattori, come la lingua, la psicologia, la tecnica, la fisiologia e l’economia che ebbero forte influenza sulla scrittura.
Comunque il piano di studi della scuola fu molto articolato avviando anche indagini e approfondimenti sui nuovi media e sui supporti pubblicitari e la sua pianificazione seguendo determinate regole legate all’analisi psicologica e comunicativa.
Significative furono le tre immagini che riassumevano in modo essenziale la natura della Bauhaus.

01

02

03

La prima fu la xilografia realizzata dal pittore statunitense Lyonel Feininger (fig. 04) del 1919, Cattedrale (fig. 05), presentata dall’architetto tedesco Walter Grophius (fig. 06), praticamente questa rappresenta una cattedrale gotica simbolo di un’architettura che la cultura tedesca voleva elevare a modello di una progettazione grafica dove la geometria degli spazi era legata ancora a regole espressioniste.
La seconda opera è del 1922, e il marchio della scuola (fig. 07) fu realizzata dal pittore e scultore tedesco Oskar Schlemmer (fig. 08), che raffigura il profilo di un volto all’interno di una figura geometrica circolare composta ancheda quadrati e rettangoli, mentre i caratteri risultano essere lineari e tendono ad una forma quadrata, una rappresentazione che si rifà alla filosofia scolastica di una razionalità asciutta e funzionale.

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05

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La terza immagine è quella di Laszlo Moholy-Nagy, il marchio della Bauhaus Press (fig. 09), che rappresenta una figura con un quadrato e un triangolo posti all’interno di un cerchio.
Comunque l’insistenza della Bauhaus sulle forme geometriche, fu la base anche per la realizzazione per la struttura della pagina e dei relativi caratteri tipografici, infatti il carattere Universal (fig. 10) disegnato da Bayer nel 1925 era progettato mediante un modulo quadrato con variante rettangolare.
Lo stesso vale anche per le pagine che erano costruite sulla base di fondamenti architettonici, come il manifesto della Bauhaus (fig. 11) del 1922-23 realizzato da Schmidt, che presentava forme geometriche ad incastroc che richiamava al sensostrutturale dell’architettura moderna.
Molta attenzione fu dedicata anche alla produzione grafica e fotografica, che si legano ad una ricerca sistematica legata ad effetti plastici, come l’esempio del disegno di Bayer prima nel 1923 e poi nel 1928 per la copertina della rivista Bauhaus (fig. 12 e 13) dove le forme geometriche del triangolo, del quadrato e del cerchio, mutano in cono, sfera e cubo.

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