(I 02) Fotocamere, Obiettivi e Treppeidi

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author image by Giuseppe | 0 Comments | 22 July 2018

In ambito fotografico ciò di cui abbiamo bisogno principalmente, sono una fotocamera, scheda di memoria e obiettivo, ma esistono anche ulteriori attrezzature che possono aiutarci a migliorare le nostre immagini oppure possono proteggerle dai diversi fattori atmosferici.
Le fotocamere sono da dividere in tre principali categorie, le compatte (fig. 01), le DSRL (Digital Single Reflex Lens, fig. 02) e le mirrorless (fig. 03), le compatte sono quei modelli dove l’obiettivo non è intercambiabile, inoltre queste utilizzano un sistema di sensori molto piccolo rispetto alle DSRL, inoltre queste mostrano anche dei limiti quando la luce scarseggia.

01 Fotocamera compatta

02 DSRL

03 Mirrorless

Il vantaggio invece risulta proprio nelle dimensioni ridotte del sensore che permette l’uso di obiettivi dalla lunghezza focale ridotta, quindi sarà sufficiente un’apertura moderata per ottenere una profondità di campo abbastanza ampia, con immagini nitide dal primo piano allo sfondo.
Inoltre queste possono risultare utili per via delle loro ridotte dimensioni che possiamo tenere sempre a portata di mano.
Opposto a quanto detto sarà invece più difficile poter isolare un soggetto a breve distanza dal resto della scena.
Le DSRL o sistemi fotografici, sono quelle fotocamere che offrono la possibilità di poter cambiare un obiettivo e di poter aggiungere ulteriori accessori, come flash, filtri, adattatori, etc.
Questo insieme alle SRL (Single Reflex Lens) sono i sistemi fotografici più adoperati e varia anche il loro sistema di acquisizione di un’immagine.
Queste sono dotate di uno specchio inclinato che consente di trasferire l’immagine dal nostro obiettivo verso il mirino ottico attraverso un pentaspecchio.
Lo specchio non farà altro che bloccare il nostro sensore per tutta la durata dell’esposizione permettendo l’acquisizione della scena, diverso invece con il live view, qui il sensore rimane bloccato verso l’alto permettendo alla luce di giungere direttamente sul sensore.
Il vantaggio di questa strumentazione è legata all’alta fedeltà di ciò che vede, inoltre i leader incontrastati del settore sono nikon e canon anche se possiamo aggiungere anche Sony, Pentax e Fujifilm.
Altro grande sistema evolutivo è stata la mirrorless, o CSC (Compact System Cameras), che presentano la mancanza assoluta dello specchio all’interno del sistema.
Infatti sulla parte posteriore, queste presentano un monitor LCD e un mirino elettronico EVF, una tecnologia che sta facendo passi da gigante in questi ultimi anni, inoltre qui l’immagine è acquisita direttamente dall’obiettivo, anche qui intercambiabili, verso il sensore.
Un altro punto bisogna farlo anche sui sistemi dei formati, questi si dividono principalmente in Fullframe, APS-C e Micro 4/3 (fig. 04, fig. 05 e fig. 06 pag. 9).

04 Sensore Fullframe

05 Sensore APS-C

06 Sensore Micro 4/3

Il Fullframe risulta essere il formato più grande con le relative dimensioni, 36mm per 24mm, praticamente il tipico 35mm delle pellicole cinematografiche, di conseguenza questo formato consente lo sfruttamento di un’apertura di campo più elevata e la possibilità di poter integrare o catturare più elementi all’interno dell’obiettivo.
Invece l’APS-C è un formato più ridotto, basta calcolare circa il 30% in meno rispetto ad un fullframe, quindi le dimensioni del sensore saranno rispettivamente 24mm per 16mm, mentre su un Micro 4/3 le dimensioni saranno circa il 50% in meno, quindi la metà di un fullframe, rispettivamente 17,5mm per 13mm.
Altrettanto importanti sono anche gli obiettivi, infatti bisogna fare molta attenzione sull’acquisto di questi componenti, perchè la resa di una buona immagine dipende, oltre al grande estro artistico del fotografo, anche dalla qualità delle lenti e la loro relativa sensibilità alla luce, infatti un corpomacchina è più facile o soggetto a cambiamenti, mentre un obiettivo sarà quasi insostituibile.
Questi li possiamo dividere in quattro principali categorie, i grandangoli, gli standard, gli zoom e i teleobiettivi.
Gli obiettivi grandangolari (fig. 07) solitamente vengono relazionati alla fotografia di paesaggi, e in passato un 28mm su fullframe, su APS-C corrisponderebbe a un 18mm e su micro 4/3 a 14mm, era considerato l’obiettivo limite della categoria, mentre oggi il 24mm risulta essere quello indicato o la norma per questo genere di fotografie.
Quando realizziamo una fotografia di paesaggio con tale obiettivo, la particolarità di questi risiede proprio nella collocazione degli elementi in base alla profondità, infatti ciò che risalta è proprio la distanza esasperata che si viene a creare quando scattiamo con questi obiettivi, inoltre maggiore è l’ampiezza dell’obiettivo e maggiore sarà la rappresentazione o esasperazione del fattore spaziale tra gli elementi.
Quindi il fotografo deve essere molto bravo nel saper collocare gli elementi in primo piano con quelli posti lungo gli altri piani focali, in modo da non creare vuoti all’interno della composizione (fig. 08).
Altra grande caratteristica di questi obiettivi è proprio nell’apertura, cioè i famosi f o diaframmi, che mostrano una maggiore profondità di campo rispetto a quelli che hanno una maggiore lunghezza focale, di conseguenza ci consentirà anche di avere una maggiore messa a fuoco su tutta la scena.
Gli obiettivi standard (fig. 09) sono di solito, quelle ottiche la cui lunghezza focale corrisponde alla diagonale del nostro sensore.
In una fullframe questo risulta essere un 50mm, anche se 43mm sarebbe il valore più indicato e vicino alla stessa diagonale del nostro sensore.

07 Obiettivo grandangolare

08 Esempio di foto con obiettivo grandangolare

10 Obiettivo standard

Questo standard varia in base ai rispettivi sensori, nel caso di una APS-C dobbiamo stimare il 30% in meno, quindi lo standard sarebbe 35-28mm, mentre in una Micro 4/3 dobbiamo calcolare il 50% in meno, di conseguenza avremo lo standard nel 24mm.
Questo tipo di obiettivi sono anche definbiti normali, perchè sono quelli che si avvicinano maggiormente al modo di vedere del nostro occhio, e proprio per questo che non sono indicati per la foto di paesaggio, visto che presentano un impatto visivo diverso dai grandangolo, la massimo il loro uso può prestarsi maggiormente per la foto di tipo documentarista.
Poi abbiamo le ottiche fisse o zoom (fig. 11 e 12), quest’ultimo risulta essere il più venduto, per il semplice fatto che consente di integrare più ottico in un unico corpo e di conseguenza risulta essere anche più economico rispetto ad un sistema di ottiche fisse, e altro grande vantaggio è la possibilità di non dover cambiare l’obiettivo, evitando così anche possibili inconvenienti, come polvere, pollini, etc, che potrebbero depositarsi sul sensore e relativi circuiti.
Comunque per la fotografia di paesaggio è consigliato l’uso dell’ottica fissa, perchè mostrano una maggiore apertura di campo rispetto ad uno zoom, inoltre la fotografia di paesaggio richiede in diversi casi l’apertura più piccola, per esempio f 2.0, 2.2, etc, quindi avendo queste più piccole risulterà anche più luminoso, ottimo anche per condizioni fotografiche di scarsa luminosità.
Ricordiamo che le tipiche ottiche grandangolo sono 18mm, 24mm, 28mm e 35mm, anche se lo standard autentico è 28-35mm.
Potremmo anche optare per un o zoom 28-35mm f 2.0 o f 2.8, però avremo il problema di apertura di campo inferiore rispetto ad un fisso 28 o 35mm.
A questo punto posso solo dire che, la scelta è personale.
Infine parliamo dei Teleobiettivi (fig. 13), questo è caratterizzato da una lunghezza focale maggiore, parliamo dei 70-200mm oppure dei 70-300mm, quindi ricoprono una gamma che va dai 70mm in su.

11 Obiettivo fisso

12 Obiettivo zoom

13 Obiettivo tele

Sono considerati ottimi per la fotografia naturalistica più che per i paesaggi, e per naturalistica intendo immagini legate agli animali, infatti la sua lunga focale può permettere l’ingrandimento su questi mantenendoci a lunghe distanze dal soggetto, in questo modo possiamo catturare pose o dettagli incredibili (fig. 14 e 15) senza che questo possa scappare via perchè infastidito dalla nostra vicina presenza.
Ma questo non evita l’uso di tale obiettivo anche nel paesaggio, per esempio per isolare alcuni dettagli della scena, come una sorta di messa a fuoco selettiva, inoltre lo si può adoperare anche per catturare persone o particolari nella fotografia di strada o meglio la street photography.
Altri strumenti importanti sono anche il treppiedi, relativi comandi a distanza e borse.
Il treppiedi è fondamentale ai fini della fotografia di paesaggio, anche se in diverse occasioni sarà possibile scattare anche con la fotocamera tra le mani.
Quando ci approcciamo alla scelta di questo strumento, dobbiamo prendere in considerazione tre fattori fondamentali, il suo costo, la stabilità e il suo peso.
Più questo sarà pesante maggiore sarà la sua stabilità, rispetto ad uno più leggero, e di solito sono in alluminio, mentre l’altro è in plastica, anche se l’alluminio nei periodi invernali può diventare molto freddo.
Oppure un’alternativa o compromesso può risultare quello in fibra di carbonio (fig. 16 pag. 12), che presenta un giusto equilibrio tra resistenza e peso, ma con la differenza di essere maggiormente costosi, inoltre un altro fattore da considerare è l’altezza ideale, praticamente questa deve risultare all’altezza dell’occhio senza l’uso della colonna centrale, ma a discapito del peso, perchè più sarà alto e maggiore sarà il suo peso, ricordandoci che quando si esce per escursioni fotografiche all’aperto, bisgona percorrere lunghi o diversi tragitti, visto che nella fotografia di paesaggio non si resta mai fermi sullo stesso posto.
Poi esistono anche diverse tipologie relative alla testa di un treppiedi che possono essere fisse o anche separati.

14 Foto naturalistica

15 Foto naturalistica

16 Treppiedi in fibra di carbonio

Quelli dalla testa separata risultano essere anche i più costosi, ma sarà possibile cambiare gambe e testa in base alle nostre esigenze, inoltre le teste più comuni sono tre, quella a tre vie, a sfera e a cremagliera (fig. 17, 18 e 19).
Quella a tre vie consente lo spostamento su tre assi diversi, mentre quella a sfera consente lo spostamento mediante un corpo o giunto formato da un cilindro con sopra una sfera che consente i mvimenti in qualsiasi direzione, conferendo anche un ottimo compromesso tra qualità e resistenza nel tempo.
Invece quello a cremagliera è molto simile alla testa a tre vie, però con la differenza che i tre relativi controlli direzionali non necessitano di essere bloccati e si muovono ruotando semplicemente le tre manopole che rimangono in posizione, infatti proprio questo offre una maggior precisione nel posizionamento.

17 Treppeidi con testa a tre vie

18 Treppiedi con testa a sfera

19 Treppiedi con testa a cremagliera

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