I caratteri tipografici

Per quando riguarda l’aspetto legato al lettering, sia se creato o originale, ebbe dopo il 1945 sviluppi decisamente differenti.
Un caso di spicco fu quello dell’Haas-Helvetica (fig. 01) realizzato del tipografo svizzero Eduard Hoffman (fig. 02) per la fonderia Haas, che basandosi sull’Akzidenz Grotesk (fig. 03) realizzerà un perfetto aggiornamento di questo.
Il restyling fu commissionato dal tipografo e designer svizzero Max Miedinger (fig. 04), e vedrà la luce solo nel 1953, dopo cinquant’anni dal Neue Haas Grotesk (fig. 05), successivamente nominato Helvetica.
Anche il tipografo e designer svizzero Adrian Frutiger (fig. 06) realizzerà tra il 1954 e il 1957 l’Univers (fig. 07) per la fonderia Deberny e Peignot, composto da ben ventuno varianti.
Inoltre lui realizzò molti altri caratteri come il Frutiger (fig. 08) del 1976, l’OCR-B, Optical Charcter Recognization (fig. 09) del 1968, e fu anche autore di diversi saggi sulla teoria e simbologie della scrittura.

01

02

03

04

05

06

07

08

09

In contrapposizione agli svizzeri vi fu il tipografo, designer e pubblicitario francese Roger Excoffon (fig. 10), allora titolare di un’agenzia che nel 1960 realizzerà l’Antique Olive (fig. 11) per una fonderia di Marsiglia, un carattere lineare da spessori un po irregolari ed aste tagliate nei terminali.
Lui già nel 1953 realizzò il Mistral (fig. 12), un carattere ispirato alle vecchie scritture manuali che ebbe un gran successo, mentre in Italia il più esemplare progettista nel settore fu Aldo Novarese (fig. 13) che lavorò all’interno della fonderia Nebiolo di Torino dal 1936 al 1952, realizzando numerosi nuovi caratteri.
Lui fu un grande appassionato del settore a tal punto da esserne anche studioso, e dando vita anche ad una classificazione degli stili.
Invece altri progettisti nell’ambito svizzero-tedesco si sono legati all’uso dei sans serif, come il tipografo e disegnatore tedesco Hermann Zapf (fig. 14) di Norimberga, che si legò profondamente ai caratteri latini.
Lui parte proprio da un’analisi filosofica per poi reinterpretare i caratteri tramandati dalla storia, come quelli del rilegatore, calligrafo e scrittore amanuense italiano Felice Feliciano fino a quelli Bodoniani.
Il suo primo carattere fu il Palatino (fig. 15), inoltre il suo metodo non si lega alle rigide regole geometriche, ma si legano alle differenze proporzionali delle lettere degli alfabeti antichi, come nel caso delle lettere E ed S, poi lui darà vita anche all’Optima (fig. 16), un carattere ereditato dalla sua analisi sulle scritte lapidari viste durante il suo viaggio a Firenze e a Torricello tra il 1950 e il 1958.
Nel 1968 pubblicherà anche un omaggio a Bodoni sul volume Manuale Typographicum e tra il 1970 e il 1975 realizza per l’ITC di New York, lo Zapf Book (fig. 17), un carattere classico composto da diverse varianti.

10

11

12

13

14

15

16

17

Un altro grande interprete della tradizione fu l’inglese Matthew Carter (fig. 18) che fu realizzatore di vari design e restyling di diversi caratteri, come il Bell Centennial (fig. 19), l’ITC Galliard (fig. 20), il Verdana (fig. 21) per i video e per la società di cui sarà anche coofondatore la Carter e Cone, poi il Sophia (fig. 22) e infine il Mantinia (fig. 23).
Secondo molte fonti quest’ultimo carattere si ispira alle lettere incise e dipinte del pittore e incisore italiano Andrea Mantegna, insistendo sulle maiuscole elevandole secondo il gusto delle lapidi originali, stessa cosa anche per il Sophia che si ispira alle scritture antiche, come quelle tardo-bizantine e quelle greche fino alle prime onciali.
Comunque tra le figure legate al moderno lettering ricordiamo anche il disegnatore grafico statunitense Herbert Lubalin (fig. 24) che fin dai suoi studi presso la Cooper Union, rimase molto colpito dalla tipografia e dalla calligrafia, infatti lui con mezzi tecnici molto modesti riuscì a dar vita a caratteri molto elastici, conferendo loro effetti speciali, e quando non vi era questa possibilità, li ridisegnava completamente.
Lui fu socio e art director dell’agenzia pubblicitaria Sudler, Hennessey e Lubalin, e nel 1964 diede vita ad un suo studio legato alla pubblicità e all’editoria.
Con lui lavorarono altri grandi artisti come il tipografo statunitense Tom Carnase (fig. 25), il designer americano Alan Peckolick e il designer e tipografo Tony Di Spagna, inoltre con Carnase lavorerà soprattutto al nuovo carattere per la testata AvantGarde (fig. 26).
Tra le altre riviste dirette da Lubalin, ricordiamo anche U&lc, dove poté sperimentare nuovi caratteri e nuove forme di lettura, nuove rappresentazioni visive ed aspetti psicologici del carattere tipografico.

24

25

26

21

22

23

18

19

20

Print Friendly, PDF & Email
Seguimi su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit exceeded. Please complete the captcha once again.

Rating*

error: Il contenuto è protetto !!