(A 70) I manifesti di matrice umoristica

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author image by Giuseppe | 0 Comments | 27 May 2018

L’umorismo nell’ambito grafico del manifesto fu rappresentato mediante immagini dalle caratteristiche comunicative di natura giocosa e al limite dell’infantile.
Per esempio le immagini dello scultore, designer e pittore italiano Fortunato Depero (fig. 926) furono molto emblematiche, una carattersitica a cui si legano anche i manifesti per Ercole Giommi, Apri l’occhio (fig. 927) del 1928, oppure quello del grafico di origini ucraina Cassandre (fig. 928), Dubo, Dubon, Dubonnet (fig. 929) del 1932.
Anche il grafico e pubblicitario francese Raymond Savignac (fig. 930) si mise in mostra mediante il suo segno leggero, molto divertente e infantile come nei manifesti per Monsavon (fig. 931) del 1949 e quello per Il Giorno(fig. 932), quotidiano del 1956.

926 Fortunato Depero

927 Apri l'Occhio

928 Cassandre

929 Dubo, Dubon, Dubonnet

930 Raymond Savignac

931 Monsavon

932 Il Giorno

Comunque in questo scenario il primato fu del grafico, pubblicitario, animatore e pittore italiano Armando Testa(fig. 933), con i suoi personaggi sottoposti ad una sorte di trasformazione visiva, come il caso di Pirelli (fig. 934) del 1954, o quello per il Campionato di Sci (fig. 935) del 1974, o i modelli narrativi per Carpano (fig. 936) del 1950, Sasso (fig. 937) del 1964, San pellegrino (fig. 938) del 1979 e quelli realizzati quasi come vere sceneggiature televisive, come Caffé Paulista (fig. 939) del 1964 e Philco (fig. 940) del 1966.

933 Armando Testa

934 Pirelli

935 Campionato di Sci

936 Carpano

937 Sasso

938 San pellegrino

939 Caffé Paulista

940 Philco

Il suo lavoro è frutto di una lunga ricerca di matrice surrealista e sulle immagini ambigue dove il significato e il ciò che vogliono significare, si scambiano continuamente i ruoli.
Importante sarà anche l’operato del disegnatore statunitense Saul Steinberg (fig. 941), la cui esperienza si basa sulla linea con cui mette in risalto i contorni e con cui rappresenta lo spazio senza limiti precisi ma permettendo questo limite tramite l’intuizione che vediamo rappresentato nel mondo in prospettiva partendo da una strada di New York del suo disegno A View of the World from Ninth Avenue (fig. 942) del 1976.

941 Saul Steinberg

942 A View of the World from Ninth Avenue

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