I progressi nella stampa

La diffusione della comunicazione con tutto ciò che ne conviene, come le riviste, i periodici, etc, la si deve a due fili conduttori principali, il primo fu l’atteggiamento sociale, l’alfabetizzazione, la crescita economica a cui si collega lo sviluppo industriale, mentre l’altro fu l’evoluzione tecnologica che ha permesso mediante la velocizzazione dei processi di lavorazione, la rapida diffusione del prodotto editoriale.
Tra i primi ricordiamo il giornale Times, che fu tra le prime ad utilizzare nel 1814 la macchina da piano-cilindrica doppia (fig. 01 e 02), che consentiva la stampa di 1600 copie, anche se nella notte del 28 e 29 novembre fu possibile stampare l’intera edizione del giornale.
In questi anni venne definito anche il metodo dell’incisione cromolitografica (fig. 03), che consiste nel disegnare figure con una particolare matita grassa su una matrice di pietra, e dopo aver trattato la superficie della lastra litografica con una soluzione acida, si procede inumidendo la matrice dopo di che si inchiostra, utilizzando un rullo in pelle o in caucciù.
L’inchiostro, a base oleosa, aderisce solo sui tratti disegnati con la matita grassa, mentre viene respinto dalla superficie umida della pietra. Nella successiva fase di stampa solo l’inchiostro che ha aderito al disegno viene impresso sul foglio di carta. Per ogni differente colore è necessaria una differente matrice. Grazie alla cromolitografia è quindi possibile utilizzare tanti colori, più velocemente, con maggiori sfumature e toni molto più brillanti.

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Diverso invece è il metodo della retinatura meccanica (fig. 04 e 05) una tecnica che grazie ad uno schermo si interpone il negativo a tono continuo riuscendo ad ottenere un positivo diviso mediante piccoli puntini, che in base alla loro intensità consentono di ottenere un’immagine abbastanza fedele rispettando l’intera gamma della scala di grigi.
Un’altra grande evoluzione sarà nella creazione dei testi, passando dal metodo manuale a quello meccanico mediante l’invenzione della linotype inventata da Ottmar Mergenhaler (fig. 06, 07 e 08) nel 1886, che permetteva la realizzazione di testi monolineari in piombo.

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Nel 1889 invece si affermerà la monotype da parte di Tolbert Lanston (fig. 09, 10 e 11) con il vantaggio di poter unire le lettere in modo separato anziché averle unite su un’unica riga, facilitando le correzioni.
In questi anni si arriverà anche ai processi di produzione meccanica per la carta, e nel 1890 vengono realizzati in Germania esperimenti sui cilindri incisi e il sistema rotocalco (fig. 12 e 13), che più tardi sarà utilizzato a pieno da Germani e Francia per la stampa di vari giornali tra cui L’Illustration.
Più tardi grazie agli sviluppi in campo fotografico con la definizione dei processi chimici, l’editoria farà finalmente un grande passo in avanti, non solo da un punto di vista produttivo ma anche grafico, abbandonando finalmente quelle rigide regole legate ai sistemi di impaginazione e cercando nuove sintesi tra immagini e testi, che si servirà proprio delle capacità espressive della fotografia.

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Le nuove riviste che rispecchieranno questa nuova soluzione saranno le italiane L’Illustrazione Italiana del 1873 (14), La domenica del Corriere del 1899 (fig. 15) e La Civiltà Cattolica del 1850 (fig. 16), le tedesche Die illustrierte Zeitung del 1843 (fig. 17) e Fliegende Blatter del 1844 (fig. 18), in America la Harper’s Weekly del 1850 (fig. 19) e La Illustrated Newspaper sempre del 1850 (fig. 20), oppure le inglesi The Illustrated London News del 1842 (fig. 21) e The Economist del 1843 (fig. 22) e infine le francesi Le Mercure de France del 1829 (fig. 23) e L’Illustration del 1843 (fig. 24).

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Le nuove riviste che rispecchieranno questa nuova soluzione saranno le italiane L’Illustrazione Italiana del 1873 (14), La domenica del Corriere del 1899 (fig. 15) e La Civiltà Cattolica del 1850 (fig. 16), le tedesche Die illustrierte Zeitung del 1843 (fig. 17) e Fliegende Blatter del 1844 (fig. 18), in America la Harper’s Weekly del 1850 (fig. 19) e La Illustrated Newspaper sempre del 1850 (fig. 20), oppure le inglesi The Illustrated London News del 1842 (fig. 21) e The Economist del 1843 (fig. 22) e infine le francesi Le Mercure de France del 1829 (fig. 23) e L’Illustration del 1843 (fig. 24).

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