(A 85) Il Giappone

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author image by Giuseppe | 0 Comments | 30 May 2018

L’arte grafica giapponese va divisa in due parti, l’aspetto moderno dell’espressione tecnica e l’interpretazione di tipo autoctona, cioé legata al proprio territorio.
Comunque la vera rivoluzione della grafica giapponese si ebbe dopo la guerra, grazie alle iniziative di artisti presso la mostra Graphic ’55, con il graphic design giapponese Kamekura Yusaku (fig. 1191), che fu tra i maggiori protagonisti di questa evoluzione, inoltre fu anche fondatore del Japan Adversiting Artist Club, JAAC, e tra i suoi lavori ricordiamo il famoso manifesto del 1961-64 per le Olimpiadi di Tokyo (fig. 1192), che fu un primo esempio di manifesto fotografico giapponese.
Nel 1960 vi furono anche altri due grafici, Hara Hiromu (fig. 1193) e Yamashiro Ryuichi (fig. 1194) che daranno vita alla Nippon Design Center, che vanterà anche altri grandi artisti che si sono susseguiti alla presidenza, come il graphic design Nagai Kazumasa (fig. 1195) nel 1967 e il graphic design Tanaka Ikko (fig. 1196).

1191 Kamekura Yusaku

1192 Olimpiadi di Tokyo

1193 Hara Hiromu

1194 Yamashiro Ryuichi

1195 Nagai Kazumasa

1196 Tanaka Ikko

Le nuove tendenze delle avanguardie europee influenzarono anche l’operato giapponese, così come anche l’aspetto di massa, che permise al settore grafico di giungere a nuove soluzioni.
In quest’ottica va ricordato il pittore e grafico Yokoo Tadanori (fig. 1197), noto soprattutto per le sue provocazioni verso il mondo orientale, che passò dalle prime realizzazione dal tono dadaista, come le etichette di birra e saké, carte da gioco, le xilografie ukiyo-e, a temi di tipo mistico e metafisico degli anni Settanta, con chiari riferimenti alla cultura Zen, Indù, Buddhista e cosmologica.
Invece Tanaka Ikko fu fortemente legata alla società, dove il colore e le sue forme diventano espressione di principi legati al miglioramento della vita mediante un’arte grafica moderna.
Nagai Kazumasa sviluppò uno stile legato alle forme astratte, elementi lineari e ricerche spaziali e cinetiche, mentre il graphic design Katsui Mitsuo (fig. 1198) fu un rappresentante di punta delle nuove tecnologie, alla ricerca di un linguaggio visivo nuovo.
Invece l’artista che sembra meno legato all’aspetto culturale orientale fu lo scultore e grafico Fukuda Shigeo(fig. 1199), anche se lo spirito delle sue opere sembra avere dei richiami all’essenza zen, un ‘opera fatta di umorismi e paradossi arricchita dalle metafore.
Comunque il periodo che mise in maggior risalto la tecnologia nipponica, fu il periodo che va dalle Olimpiadi di Tokyo del 1964 fino all’Expo di Osaka del 1970, dove vi furono intensi scambi culturali e nuove iniziative da parte degli artisti giapponesi nell’ambito dell’architettura, del design, l’illustrazione e la fotografia.

1197 Yokoo Tadanori

1198 Katsui Mitsuo

1199 Fukuda Shigeo

In questi anni si affermò molto l’arte legata all’aspetto commerciale e industriale dei modelli americani ed europei, però dagli anni Ottanta molti artisti giapponesi ripresero la propria tradizione, come il direttore artistico Asaba Katsumi (fig. 1200), il graphic design Matsunaga Shin (fig. 1201), il designer grafico Sugiura Kohei(fig. 1202) e lo scultore e designer Igarashi Takenobu (fig. 1203).
Takenobu fu dopo aver affrontato diversi anni di studio in California, ritornato in Giappone si mise alla ricerca sulla grafica e sul design e sulla costruzione tipografica mediante strutture assonometriche e architettoniche.
Verso al fine del decennio presero vita nuove problematiche, come la maggiore sensibilità sociale che aprì le porte a nuove forme espressive, e vanno ricordati i manifesti antinucleari e sul degrado ambientale, inoltre vi fu anche l’aperta ricerca su nuove formule espressive, da parte delle nuove leve, come il disegnatore grafico Matsui Keizo (fig. 1204), il progettista grafico Hara Kenya (fig. 1205) e il direttore artistico Toda Masatoshi (fig. 1206).

1200 Asaba Katsumi

1201 Matsunaga Shin

1202 Sugiura Kohei

1203 Igarashi Takenobu

1204 Matsui Keizo

1205 Hara Kenya

1206 Toda Masatoshi

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