Il regime del design grafico

Lo scopo del design (progettazione, ideazione, disegno…) è progettare nuovi prodotti attraverso un insieme di attività che può essere un utensile, un accessorio, una rappresentazione, ecc, attraverso forme e soluzioni nuove, oppure può anche intervenire andando a ridisegnare forme o immagini già esistenti.

Inoltre il design crea anche l’utilità delle cose che devono soddisfare i bisogni della società con stile, quindi anche l’occhio vuole la sua parte, inoltre genera idee, concetti, cultura, ecc.

Tutto può essere design come lo stesso cibo secondo metodi o stili di rappresentazione di un primo o di un secondo come la rappresentazione del Rosso e il Nero e Riso oro e zafferano del milanese e cuoco Gualtiero Marchesi (fig. 01, 02 e 03), ispirati dall’arte di Lucio Fontana (fig. 04), oppure un mobile d’arredo (fig. 05), un gadget tecnologico come lo smartphone (fig. 06) e così via.

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Il design è anche metodo che risponde alle informazioni raccolte sul problema, come il caso dell’IPOD (fig. 07) progettato dal designer Jonathan Ive (fig. 08) realizzando un dispositivo portatile per la musica il cui risultato estetico, cromatico e funzionale sono il frutto di una ricerca precisa.

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Fondamentale è anche la risposta alle richieste della società, infatti questo non lavora mai per se stesso perché la sua creatività è sottomessa alla richiesta del cliente, che poi ne determinerà anche il successo.

Inoltre deve tener conto anche di ulteriori vincoli come quello economico e tecnico, materiali e processi di realizzazione operando nel totale rispetto dei fondamenti ecologici, culturali e sociali, e molte volte opera all’interno di un gruppo di lavoro coordinando le diverse figure specializzate in vari settori come gli esperti del mercato, i tecnici che dovranno realizzare il prodotto finale, ecc.

Come affermava lo stesso Moholy-Nagy (fig. 09), il design è una mentalità e non una semplice professione, questo è presente nelle emozioni, nella famiglia, nelle città, nelle collaborazioni, praticamente tutti i problemi sono racchiusi nel design, quindi “design per la vita”.

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Comunque oggi il design si è diffuso a macchia d’olio e nonostante le diversificazioni professionali presenti al suo interno è possibile riscontrare molti tratti comuni nel modo in cui viene strutturata la fase progettuale.

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