Immagini e consumo

Dalla metà del XX secolo si affermò una nuova società di massa che puntò la propria attenzione sulla comunicazione visiva.
Nel 1965 venne pubblicato il libro, Apocalittici integrati, che rivolgeva il proprio interesse verso la società dell’epoca, qui il filosofo e scrittore italiano Umberto Eco (fig. 01) esaltò i nuovi mezzi come il cinema, la televisione, etc, a fenomeni estetici e individuando l’aspetto moderno della cultura industriale.
Lui si rese conto del mutamento in Europa sulla base di ciò che era accaduto in America, affermando che l’attuale società e ormai soggetta ad un continuo flusso di prodotti dominati da continui messaggi dominati dalle regole della domanda e dell’offerta.
Anche il pittore, filosofo e critco d’arte italiano Gillo Dorfles (fig. 02) affermò la medesima cosa, ossia il rapporto tra immagine e consumo, estendendo la cosa anche ad altri settori comunicativi.
Tutto questo però fu giustificato dal fatto che in questi anni si registrarono forti sviluppi, quindi fu compito della comunicazione visiva documentare ed esprimere queste evoluzioni, dove il pubblico si fece sempre più adulto, e le letture divennero ricche di nuovi generi.
La televisione inizialmente si è servita di un linguaggio tutto suo per fra presa sulla massa, anzie la grafica fu uno strumento per definire sempre più il suo linguaggio, e in Italia presero vita le prime sigle della Rai e della TV disegnata nel 1949 e la seconda nel 1953 realizzate dall’architetto, designer e pubblicitario italiano Erberto Carboni (fig. 03 e 04) basate su un piano completamente grafico, e la medesima cosa è visibile anche nei suoi manifesti, come quelli per le prime campagne di abbonamento.

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Sempre nel 1953 sarà rilevante anche l’ideazione del marchio della BBC (fig. 05) ad opera del designer inglese Abram Games (fig. 06), oppure quello per la Granada Television del pittore inglese Richard Hamilton (fig. 07) nel 1956, che sembrano essere molto più vicini alla natura del mezzo in questione, anche se il secondo, data la sua forma, assolve maggiormente all’idea grafica di logo.

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