Jules Cheret

Verso la fine del XIX secolo la stamperia diretta da Jules Chéret (Parigi, 1º giugno 1836 – Nizza, 23 settembre 1932, fig. 01), la Chaix di Parigi, pubblicherà quattro tavole al mese dove veniva mostrata una votazione relativa al miglior manifesto del periodo.
Questa pubblicazione fu un omaggio a Chéret dal titolo Les Maìtres de l’Affiche, perché lui fu proprio il padre del manifesto di qualità, inoltre lui per un periodo andrà a Londra dove farà esperienza sulla tecnica della litografia e dopo essere rientrato a Parigi nel 1866, inziera a lavorare alla creazione di manifesti.
La possibilità comunque di poter realizzare i manifesti fu possibile grazie a Jean-Pierre Brisset (fig. 02) che anni prima, precisamente nel 1833 realizzò il primo torchio litografico a stella (fig. 03) per grandi formati, che utilizzava inizialmente la pietra litografica e poi la lastra di zinco e successivamente vi sarà Goffredo Engelmann nel 1836, che realizzerà il metodo cromolitografico (fig. 04), un procedimento che prevede il trasferimento fotografico del disegno su una lastra di zinco prima della tecnica del retino.

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Le prime realizzazioni di Chéret furono il manifesto Faust, Lydia Thompson del 1869 (fig. 05) e La Biche au bois (fig. 06) per lo spettacolo di Sarah Bernhardt.
Più tardi il suo stile si farà più serpentino e lo vediamo sui manifesti Les Girard del 1879 (fig. 07) e Folies-Bergère del 1877 (fig. 08) che pone le basi anticipate dello stile Art Noveau.
Nel 1878 lui si dedicherà anche alla tecnica della matita litografica riuscendo ad ottenere effetti pittorici e contorni sulle immagini molto più scorrevoli, mostrando un segno che diventerà più fresco, sobrio e abile soprattutto.

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In Palais de Glace del 1894 (fig. 09) l’immagine della donna mostrata in tutta la sua eleganza diventerà un simbolo dell’epoca, inoltre la pubblicità, nonostante i richiami cromatici con l’impressionismo, avrà un modo di esprimersi tutto suo, inoltre la litografia legandosi a queste matrici o influenze espressive porteranno Chéret verso una strada stilistica diversa da quella dell’Art Noveau.
Inoltre i soggetti rappresentati spesso da Chéret sono anche quelli che vedremo in Henri de Toulouse-Lautrec (fig. 10), cioè luoghi di divertimento, la strada e nel caso più specifico di Lautrec, anche dai bordelli.

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