Kolo Moser

La secessione si formerà intorno a Gustave Klimt (fig. 01) nel 1897 e circa un anno dopo darà vita alla sua sede presso la palazzina con tanto di cupola in alloro traforata e oro realizzata dall’architetto Joseph Maria Olbrich (fig. 02).
In quest’ottica prenderà vita l’attività di Kolo Moser (Vienna, 30 marzo 1868 – Vienna, 18 ottobre 1918, fig. 03), il suo stile non sembra allontanarsi molto dalla tradizione figurativa del tempo, anche se i suoi disegni sono realizzati con tratto deciso e nervoso con inchiostro di china.
Nel 1895 sarà invitato dall’editore Martin Gerlach (fig. 04) a realizzare illustrazioni allegoriche per calendari, il cui simbolismo si ispira molto al clima di monaco, anche se sarà il lavoro svolto nell’ambito della secessione, soprattutto quello svolto per la rivista Ver Sacrum, che lo consacrerà nell’ambito della produzione simbolica della mitologia rinvigoriti da un disegno più asciutto e forte.
Nel 1898 il suo lavoro si farà molto più intenso e dal 1906, si dedicherà esclusivamente alla grafica mostrando al massimo le sue doti come disegnatore, grafico e professore.

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Nel 1898 prenderà vita la rivista Ver Sacrum, ispiratasi alla fonte sacra dell’antica cultura romana, una rivista dal formato quadrato 29 per 29 cm, e le pagine saranno ingabbiate in strutture bidimensionali dove saranno visibili numerosi decori e fregi ornamentali, vignette, cornici, etc.
In questo ambito Moser sarà una delle figure di spicco, ed oltre alla produzione artistica per la rivista (fig. 05), lui sarà impegnato anche in altri progetti di design come quelli per le fabbriche Bakalowits (fig. 06) per i vetri, Prag Rudniker (fig. 07) nel settore dei mobili, Backhausen (fig. 08) nel settore dei tessuti, etc.
In questo periodo storico non vanno messe da parte le relative influenze di carattere geometrico e simboliche che Moser ricevette nell’ambito del design e della grafica, influenze che possiamo distinguere in due filoni fondamentali, l’uno dall’arte grafica giapponese e poi quella di Mackintosh e del gruppo della Glasgow School.

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Moser riuscì a mescolare la sensualità e la bellezza femminile con il simbolismo nipponico, pesci, uccelli, fiori, etc, quindi sono molti i rimandi all’arte orientale come i Tunkpapiere (fig. 09), una tecnica molto particolare con cui riesce ad ottenere disegni mediante macchie di colori e figure molto allungate come nel manifesto della Secessione (fig. 10) del 1902 o i primi molto esasperati come le vignette per Ver Sacrum (fig. 11) del 1898, senza dimenticare le campiture ad unico colore del 1898 in Frommes Kalender (fig. 12).

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Proprio grazie a queste evoluzioni formali e stilistiche lui giungerà a successivi sviluppi di tipo gestaltica, inoltre nell’ambito della sua intensa produzione grafica, saranno importanti anche i suoi geometrismi, come quelli della doppia pagina in Ver Sacrum per Rilkie, Vorfruhling (fig. 13) del 1901, ai francobolli e alle rilegature dei libri, oppure il marchio e pubblicità per la ditta Kohn (fig. 14) e la copertina per la monografia di Segantini (fig. 15) del 1902.
Molto interessante sarà anche il volume Die K. K. Hof und Staatsdruckerei, 1804-1904, con xilografie di Czeschka, cornici di Moser e caratteri tipografici realizzati da Larisch, la cui impaginazione prende spunto proprio dalla Kelmscott Press di William Morris (fig. 16), mentre il carattere viene usato spesso come elemento decorativo dando l’impressione di una gestazione grafica unitaria.

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Kolo Moser si impegnerà anche nel rendere astratto l’elemento figurativo, e la sua più grande realizzazione saranno proprio i patterns e l’alternanza di figure in positivo e negativo.
Inoltre lui elaborerà il suo lavoro sulla base dell’esperienza fatta con i katagami, mascherine giapponesi per stampare i tessuti, inoltre nell’Aprile del 1899 pubblicherà nella rivista Ver Sacrum una serie di Flächenmuster (fig. 17), praticamente disegni per tessuti, carte da parati e tappeti, impaginati con motivi decorativi e testo che saranno fondamentalmente un’anticipazione della serie Die Quelle (fig. 18) per l’editore Gerlach.
In questa raccolta sono contenuti diversi campionari di elaborazioni geometriche, figurative, cromatiche in ambito grafico, ed è proprio grazie a queste tavole che Moser riuscirà a dare un grande contributo nei confronti della grafica moderna.

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