(H 99) La fotografia dagli anni ottanta in poi, terza parte

 Welcome
  • Benvenuto in giuseppepalumbo.org, il sito web dedicato interamente al profilo personale di Giuseppe Palumbo. All'interno del sito web potrai visionare una sezione dedicata al mio portfolio oltre ad una sezione di lavori realizzati nel tempo libero. Inoltre all'interno della piattaforma è presente una sezione blog dedicata ad argomenti legati al mondo della grafica, della fotografia e della tipografia.
author image by Giuseppe | 0 Comments | 10 May 2018

L’artista Jitka Hanzlovà (fig. 1230) di origine ceca, diede vita ad immagini legate ai boschi del Belgio dove sono presenti i villaggi con i loro abitanti nel lavoro Vielsalm (fig. 1231, fig. 1232) con richiami lirici, e successivamente si dedicherà alla ricerca femminile, realizzando oltre cinquanta immagini nel lavoro Female (fig. 1233) dando vita ad un profondo rapporto comunicativo con l’immagine.
Molto importante sarà anche l’artista irlandese nata nel 1971 Hannah Starkey (fig. 1234) il cui lavoro si lega alla rappresentazione del mondo femminile (fig. 1235), che rappresenta quasi sempre all’interno di ambienti urbani e mostrando dei chiari riferimenti cinematografici.
Comunque anche se in tempi molto lunghi, lei farà la sua prima apparizione mediante un lavoro su una città reale ma contemporaneamente immaginaria nel 1997, mettendo in crisi la fotografia documentarista.
Guardare alle sue foto significa riesaminare la nostra conoscenza di quello che è reale o frutto dell’immaginazione.
La francese Valerie Jouve (fig. 1236) lavora invece realizzando immagini in scala reale chiedendo alle persone di poter posare in modo casuale all’interno di ambienti urbani (fig. 1237), mettendo in risalto la relazione tra spazio e corpo.
Florence Paradeis (fig. 1238) prima di passare alle sue realizzazioni fotografiche, passava diverso tempo ad osservare, e la sua ettenzione volgeva sempre verso i dettagli e sezioni di ciò che la circondava aggiungendo un taglio teatrale (fig. 1239).

1230 Jitka Hanzlovà

1231 Vielsalm

1232 Vielsalm

1233 Female

1234 Hannah Starkey

1235 The Dentist

1236 Valerie Jouve

1237 Senza titolo

1238 Florence Paradeis

1239 La Crique, 2013

Armin Linke (fig. 1240) lavorò inizialmente con la fotografia commerciale negli anni ’80, volgendo il proprio sguardo verso il ruolo dell’immagine e avviando un’analisi dei mass media.
In Global box e 4 Flight (fig. 1241) si concentrerà sulla ricerca legata al mondo dell’ingegneria e della ricerca spaziale, inoltre realizzerà immagine dagli effetti veramente incredibili, questo grazie alla sua attenzione verso la tecnica fotografica.
Ingar Krauss (fig. 1242) lavora soprattutto sul tema dell’infanzia (fig. 1243 e 1244) fotografando carceri minorili e orfanotrofi tra il 2001 e ’03 in Russia.
In questo periodo sarà importante anche l’operato di Marina Ballo Charmet (fig. 1245) con Coda dell’occhio del 1993-94 (fig. 1246 e 1247), dove l’attenzione è rivolta verso una percezione non voluta o intenzionale, praticamente come se fossero immagini dimenticate dalla nostra coscienza.
Altra sua opera sarà Rumori di fondo del 1998 (fig. 1248) dove coglie solo i particolari dei volti, per esempio le labbra, oppure il mento, parti del torace, etc, praticamente il suo modo di vedere le cose sembra rifarsi allo sguardo di un bambino che sembra aver preso contatto per la prima volta con il mondo esterno.
Punto principale della sua fotografia è ancora la periferia dello sguardo, il suo è uno sguardo attento e parti di un tutto, non narrazione ma frammenti di qualcosa.

1240 Armin Linke

1241 Dalla serie di Global Box

1242 Ingar Krauss

1243 Senza titolo, Mosca, 2002

1244 Senza titolo, Prigione minorile di Alexin, Russia 2003

1245 Marina Ballo Charmet

1246 Senza titolo dalla serie Coda dell'occhio

1247 Senza titolo dalla serie Coda dell'occhio

1248 Rumori di fondo

Verso la fine degli anni settanta avviò le proprie ricerche nel settore fotografico, Silvio Wolf (fig. 1249), e tra i suoi progetti ricordiamo del 1980 Spazio mentale dove tenta di svelare elementi non visti nella realtà dove interni ed esterni sono contrapporsti attraverso l’idea della soglia, esprimendo attraverso metafore i simboli dei luoghi.
Nel 1982 fino al 1984 lavorerà su Il movimento che raffigura attraverso un polittico di nove stampe che rappresenta l’apertura di una grotta giocando tra luci e ombre, dove il significato diventa elemento di conoscenza.
Invece nel 1992 Wolf realizza Icone di luce (fig. 1250 e 1251), quadri che ha fotografato da determinate posizioni perché la luce diventava elemento di ostacolo nella visione del quadro, una luce che è protagonista generando il quadro e annullando la rappresentazione pittorica.
Importante sarà anche Luci bianche (fig. 1252 e 1253) realizzata nel 1995 presso la Galleria del Credito Valtellinese di Milano, sede della Stella, un orfanotrofio femminile le cui ragazze venivano chiamate stelline.
Qui vi è uno scambio continuo tra fotografia e video dove la sensazione del luogo si rivela attraverso il percorso dell’immaginazione.
In questo quadro storico fu importante anche Mauro Ghiglione (fig. 1254) il cui concetto si lega ad una riflessione legata al senso della memoria, al linguaggio e la sua trasformazione, praticamente gli interessa porre dei chiarimenti sul significato delle immagini che ci circondano ogni giorno, i loro fenomeni, la trasformazione, la registrazione, etc (fig. 1255 e 1256).
Una memoria universale basata su modelli dell’esistenza sociale risulta essere una parte evocativa del lavoro fotografico del’artista russa Lena Liv (fig. 1257) che visse in Italia per diverso tempo.

1249 Silvio Wolf

1250 Icone di luce

1251 Icone di luce

1252 Luci bianche

1253 Luci bianche

1254 Mauro Ghiglione

1255 Non ti ho toccata

1256 Equilibristi

1257 Lena Liv

Lei si interessa principalmente al problema del tempo, un tempo che racconta storie in cui non sembra esistere più una memoria storica, e le sue immagini sono principalmente in bianco e nero della prima metà del secolo che poi trasforma realizzando lavori veramente originali (fig. 1258, 1259 e 1260).
Daniela Comani (fig. 1263) fotografa italiana, nel suo lavoro realizza sagome di personaggi ritagliate in modo da costituire un rapporto dialettico tra presenza e assenza, come in Soggetti assenti del 1995, serie che poi sarà ampliata realizzando lavori anche su plexiglass.
I protagonisti di quese serie sono proprio i committenti che si fanno ritagliare all’interno delle loro case tra 1996 e il 2003.
Tra le sue opere realizzate di recente abbiamo Matrimonio felice (fig. 1264 e 1265), dove lei stessa si traveste da marito e poi realizzerà tutto in fotomontaggio, dove recita entrambi i ruoli, dove prende in giro la noisa vita di coppia.
Tra Francia e Stati Uniti è il lavoro (fig. 1266 e 1267) svolto da Bianca Sforni, che porta avanti riflessioni sulla percezione, rappresentazione e tecnica.
Inoltre le immagini che realizzerà a colori saranno realizzate secondo una tecnica a strati sovrapposti.
Altra grande personalità è quella di Alessandra Spranzi (fig. 1268) che realizzò immagini di diorami presso i musei di storia naturale di Milano e di Bonn, dove evidenzia l’immobilità e la rigidità dei corpi, cercando di creare atmosfere particolari come nell’opera Sesto Continente (fig. 1269).
Nel 1996 realizzerà L’angelo del focolare (fig. 1270) un lavoro improntato sul femminile adoperando come soggetti dei manichini, truccati e sitemati, e sulla stessa scia sarà anche il lavoro Tornando a casa del 1996 (fig. 1271), dove mostra sempre immagini femminili legandosi alla cultura degli anni sessanta e mostrando su alcune dei fuochi che sembrano richiamare ad un senso di consumo della cosa.
Le immagini di silenzio che mostrano una via d’entrata ma senza uscita, dove il luogo richiamano al silenzio e ad un disagio psicologico, è il lavoro a cui si lega l’arte di Luisa Lambri (fig. 1272).
Anche le architetture sono elementi che lei rappresenta con dei chiari riferimenti all’arte minimale (fig. 1273 e 1274).

1258 Aereo

1259 Dancing Makes Me Joyful

1260 Dancing Makes Me Joyful

1263 Daniela Comani

1264 Matrimonio felice

1265 Matrimonio felice

1266 From Cipango

1267 River

1268 Alessandra Spranzi

1269 Sesto Continente

1270 L'angelo del focolare

1271 Tornando a casa

1272 Luisa Lambri

1273 Senza titolo

1274 Senza titolo

Invece un eroe deformato del fumetto è il soggetto principale delle immagini della fotografa Giulia Caira (fig. 1275).
Lei darà vita ad opere fantastiche che sembrano vere e proprie fiction dove l’immagine (fig. fig. 1276) muta si innesta perfettamente con l’intero contesto.
Invece Alessandra Tesi darà vita ad immagini di un mondo plastico fatto di luoghi di passaggio con i loro relativi oggetti, come, anonimi corridoi di un hotel con la mochette rossa e sporca che sembrano richiamare un po ad un ambiente casalingo.
Anche Robert Gligorov (fig. 1277), di origine macedone ma naturalizzato italiano, realizzerà immagini che possiamo ricondurre al Body art, infatti i suoi soggetti sono spesso ricoperti di carne, pelle di pollo, bistecche e anche carne marcia (fig. 1278 e 1279), immagini molto forti.
Elisa Sighicelli (fig. 1280) si lega ad uno stile pittorico seicentesco, caravaggio, Veermer, etc, dove rappresenta interni domestici dove la luce viene resa con maggiore forza mediante l’uso di altre fonti luminose poste dietro i soggetti.
Le sue prime opere del 1998, Near to Nothing (fig. 1281), mostra una candela tutta tremolante, come se questa stesse aspettando la stessa persona che ha dato vita alla sua minuziosa fiaccola.
L’artista Sarah Ciracì (fig. 1283) lavorerà fondamentalmente con il digitale, realizzando panorami senza limiti e territori sconfinati, una dimensione fantastica dove le immagini sembrano fondersi tra fantastico e realtà (fig. 1284).
Invece l’artista Loris Cecchini (fig. 1285) darà vita a mondi stravolgenti popolato di rappresentazioni tra grande e piccolo che disorientano l’utente, un mondo fatto di cose impossibili tra finzione e realtà (fig. 1286 e 1287).

1275 Giulia Caira

1276 Senza titolo

1277 Robert Gligorov

1278 Pistorius

1279 Tengo la piel de gallina

1280 Elisa Sighicelli

1281 Near to Nothing

1283 Sarah Ciracì

1284 Like An Ocean With Its Waves

1285 Loris Cecchini

1286 Wallwave Vibrations

1287 Cloudless

Paola De Pietri (1288) utilizzerà la fotografia come mezzo di conoscenza progettuale e tecnica.
Lei si concentrerà sulla densità dei suoi spazi pieni di elementi (fig.1289), persone e fatti che si mescolano, dove ogni istante diventa memoria del futuro ed il passato continua a vivere nel presente.
Paola Di Bello (fig. 1290) realizza un lavoro basato sul tempo e sull’attesa nei confronti della propria opera, nelle sue foto la realtà sembra cambiare verso (fig. 1291), mentre è la realtà che cambia verso nel momento in cui lei blocca la propria attenzione sugli oggetti evidenziandone l’inadeguatezza.
Importante sarà anche Angelo Candiano (fig. 1292) che baserà la sua foto, la Fotosofia, sul sistema foto-filosofico.
Gli elementi principali nel suo lavoro saranno la camera, cioé la stanza, la luce, la carta fotosensibile e il tempo.
Con lui nascono le Situazioni, foto tridimensionali su carta fotosensibile in bianco e nero, Carbon paper (fig. 1293) foto tradizionali con l’assenza di luce, le Mutanti (fig. 1294), interventi sulle immagini fotografiche mediante anche i Carbon paper, etc.
George Perec (fig. 1295) sarà importante per L’Infraordinario (fig. 1296), praticamente un lavoro dove mette in evidenza o sostiene che ci si accorge della loro presenza solo nel momento dell’accaduto, per esempio ci si accorge degli operai solo quando c’è uno sciopero, oppure ci si accorge dei treni solo quando deragliano, etc.
Invece il banale sembra essere l’ingrediente giusto per Italo Zuffi (fig. 1297), sottolineata da una normalità preoccupante.
I suoi mezzi sono molto semplici e composte da poche cose, ma viste nel miglior modo.
Al centro delle immagini di Luca Barzaghi vi è il vissuto personale, immagini dove le cose sono sottoposte a tempi lunghi di ripresa che si contrappongono a quelle istantanee, per esempio in Autoritratto del 2001, lui si sottoporrà ad una registrazione di circa trenta minuti, dove si rifà al tempo che gli scorre addosso e all’immobilità.

1288 Paola De Pietri

1289 Senza titolo

1290 Paola Di Bello

1291 Concrete Island, 1996-98

1292 Angelo Candiano

1293 Carbon paper

1294 Mutante, 1997

1295 George Perec

1296 Lo Infraordinario

1297 Italo Zuffi

Diversa è l’esperienza di Leonardo Genovese (fig. 1298) che parte dagli spunti cinematografici di Michelangelo Antonioni (fig. 1299) e Andrei Tarkovsky (fig. 1300).
In lui c’è una sorta di astrazione dell’immagine, quindi i suoi spazi e il concetto del tempo non sono definiti, immagini ai margini della visione.
In Gianluca Cosci (fig. 1301) è presente all’interno dei suoi luoghi un richiamo ad una navigazione tra spirito e materiale, ambienti anche diversi dove mostra anche omosessuali.
In lui c’è un richiamo tra eros e thanatos, cioé tra amore e morte, inoltre fu anche leader di un’associazione gay all’interno dell’Accademia di Belle Arti di Bologna.
Lui lavora con la tecnologia a bassa risoluzione sciupando, rovinando e elaborando l’immagine con pezzi di fotocopie.
Anche Walter Niedermayr (fig. 1302) darà un grande contributo con il suo lavoro, concentrandosi sulla rappresentazione delle montagne (fig. 1303, 1304 e 1305).
Lui realizza immagini delle sequenze, come frame di un film, mediante la vena concettuale dove cerca di cogliere i dettagli e le differenze mostrando unicità e complessità nella visione di queste.
Inoltre lavorò anche sulle alpi, ma anche a prigioni, caserme e ospedali, luoghi marginali, dove il suo interesse è rivolto verso la presenza umana dove i simboli, i colori e i segni sono elementi che guidano e regolano i movimenti delle persone.
Marcello Maloberti (fig. 1306) adopera la fotografia come mezzo per avviare la sua ricerca sulla soglia, ma non la soglia fisica, bensì quell’attimo in cui l’immagine inizia a mostrarsi ma non totalmente.
Nel 1993 realizzerà Casa (fig. 1307) dove tratterà le immagini quasi come un regista organizzando i propri set, qui mostra un’anziana signora con le mani giunte tenendosi le gambe e posta sotto un tavolo che sopra di lei sembra quasi appoggiarsi come un pesante fardello.
Comnque in questi anni vi saranno anche altri artisti e fotografi italiani impegnati con il loro lavoro come, il fotografo Matteo Basilè (fig. 1308, 1309, 1310 e 1311), il fotografo Giacomo Costa (fig. 1312, fig. 1313, fig. 1314 e 1315), la fotografa Patrizia Della Porta (fig. 1316, 1317 e 1318), l’artista Marco Samoré (1319, 1320 e 1321), etc.

1298 Leonardo Genovese

1299 Michelangelo Antonioni

1300 Andrei Tarkovsky

1301 Gianluca Cosci

1302 Walter Niedermayr

1303 Senza titolo

1304 Senza titolo

1305 Senza titolo, Spazio con sequenze

1306 Marcello Maloberti

1307 Casa, 1993

1308 Matteo Basilè

1309 Pietra santa

1310 Wonderland Series #1

1311 Ofelia, 2010

1312 Giacomo Costa

1313 Post Natural

1314 Architetture

1315 Atto N.3, 2006

1316 Patrizia Della Porta

1317 Postdamer Platz Berlino. Variazione sul tema, 2003

1318 Guggenheim Museum, Bilbao Variations on the Theme 9 , 1998

1319 Marco Samoré

1320 Senza titolo, installazioni

1321 Senza titolo, installazioni

0

Your email is never published nor shared. Required fields are marked *

Captcha code *Captcha loading...

Who is online

There are no users currently online

Calendar

November 2018
M T W T F S S
« Oct    
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930  
error: Content is protected !!