(H 59) La fotografia durante gli anni quaranta fino gli anni sessanta

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author image by Giuseppe | 0 Comments | 29 April 2018

In questi anni era in corso la guerra e in ambito fotografico si affermò sempre più la fotografia di reportage, comunque questi furono anni molto intensi per il settore, infatti in Francia a partire dal 1947 venne fondata l’agenzia Magnum di Robert Capa (fig. 483), Henri Cartier Bresson (fig. 484), George Rodger (fig. 485) e Chim(David Seymour) (fig. 486), in quando questi furono fondamentali per la fotografia, inoltre bisogna ricordare un altro episodio fondamentale, la prima donna ad unirsi al gruppo fu Eve Arnold (fig. 487), che determinò anche in futuro l’ingresso di altre donne, tra cui Inge Morath (fig. 488).
Questa fu veramente una grande scuola legata soprattutto all’arte del fotoreportage, e nei suoi primi anni di nascita venne frequentata da grandissimi personaggi, vere icone della fotografia, ricordiamo Robert Capa eWerner Bischof (fig. 489).

483 Robert Capa

484 Henri Cartier Bresson

485 George Rodger

486 Chim, David Seymour

487 Eve Arnold

488 Inge Morath

489 Werner Bischof

Questi sviluppi determinarono in questi anni anche la nascita di importanti riviste, tra cui il Time e Fortune, che vide la collaborazione di molti personaggi, tra cui Irving Penn (fig. 490), Robert Frank (fig. 491), Robert Capa, Chim, Alfred Eisenstaedt (fig. 492), e molti altri ancora.
Invece negli Stati Uniti ebbe come punto di riferimento Weegee (fig. 493) che determinò l’affermazione di una delle più grandi scuole di reportage a cui si ispirarono generazioni future, tra cui William Klein (fig. 494) e Diane Arbus (fig. 495).
Sempre in quest’ottica non va dimenticata Lisette Model (fig. 496), autrice di ritratti legati al bel mondo che dalla Francia si sposterà proprio a New York.
Determinante fu l’evento della Shoah, termine che sta a significare dal greco sacrificio secondo il giudaismo, storicamente è ricordato come il genocidio da parte dei tedeschi nei confronti del popolo ebreo e non solo, ma anche contro coloro che potremmo definire indesiderabili, la cui cifra ammonta a circa 15 milioni di cui 5-6 solo ebrei.
Ritornando alla fotografia, al di là della tragicità dell’evento storico, tecnicamente i nuovi fotografi mostravano sempre più il desiderio di misurarsi con la nuova epoca, in Germania prenderà vita il Fotoform la cui forma espressiva si basava su una nuova concezione della luce che permetteva di ottenere nuove soluzioni creative.

490 Irving Penn

491 Robert Frank

492 Alfred Eisensteadt

493 Weegee

494 William Klein

495 Diane Arbus

496 Lisette Model

Questa venne fondata da Keetman (fig. 497), Windstober e Otto Steinert (fig. 498) venne scilto dopo soli otto anni, anche se questo fu anche oggetto di diversi successi, tra cui quello proprio di Steinert, il cui stile era rivolto con attenzione verso i volti, nonstante la sua laurea in medicina.
Lui segnò o meglio influenzò molto altre personalità del mondo della fotografia, tra cui, Lutz Dille che viaggiò molto tra l’Europa e l’America, il tedesco Hans Silvester, Ralph Crane (fig. 499) senza dimenticare lo svedese Christer Stromholm (fig. 500) che si avvicinò al mondo della fotografia in tarda età, visto che negli anni precedenti visse a Firenze e si impegnò nella lotta contro il fascismo.
Anche in Inghilterra si registrarono dei cambiamenti, ricordiamo la nascita della Combinated Society, infatti a partire dalgi anni trenta si affermò in questo scenario Cecil Beaton (fig. 501), una delle più grandi personalità della fotografia, senza dimenticare altri esponenti, Norman Parkinson (fig. 502), David Hamilton (fig. 503), Michael Kenna (fig. 504), etc.
L’evento più rilevante di questi anni in fotografia fu la mostra The Family of Man organizzata da Edward Steichen(fig. 505) curato nel corso di questi anni dal Museum of Modern Art di New York.

497 Peter Keetman

498 Otto Steinert

499 Ralph Crane

500 Christer Stromholm

501 Cecil Beaton

502 Norman Parkinson

503 David Hamilton

504 Michael Kenna

505 Edward Steichen

Anche il messico avrà il suo massimo esponente, Manuel Alvarez Bravo (fig. 506) che si ispirò soprattutto all’arte di Picasso, inoltre lui fu un allievo di Weston (fig. 507) e si ispirò anche alla fotografia di Tina Modotti (fig. 508).
Bravo fu molto attratto dalla realtà della cultura messicana degli anni trenta, ma non solo, perché ne rimase affascinato anche per la sua magia e mitologia.
Nel Giappone invece avremo Ken Domon (fig. 509), che ebbe un’importante posizione in ambito fotografico, mostrando interesse verso l’infanzia e denunciando la realtà sociale e politica del suo tempo.
Altrettante personalità vanno citate in territorio americano, tra cui Andreas Feininger (fig. 510), che dopo la sua formazione presso la Bauhaus e grazie al suo occhio molto attento e raffinato si dedicò al fotogiornalismo, oppure William Klein che rese l’immagine da fotoreporter libera da ogni costrizione o attaccatura tecnica.
Sempre in ambito sociale va ricordato anche Ben Shahn (fig. 511) che passò dal fronte pittorico a quello fotografico.
I nuovi fotografi spinti anche dalle vecchie generazioni, si muoveranno ricercando tramite la fotografia non più l’attimo fuggente, ma cercheranno di creare dal nulla l’attimo, questo permetteva di infondere maggior significato.
In questo periodo i due fotografi più conosciuti non solo sul territorio nazionale ma anche internazionale, saranno Irving Penn e Richard Avedon (fig. 512).
Il loro lavoro sarà molto ampio ripercorrendo diverse tematiche, da quella documentarista a quella di moda, e diventeranno anche il centro di interesse di molti fotografi.
Altra piccola parentesi va aperta per Mary Ellen Mark (fig. 513) che dopo aver ricevuto una formazione in storia dell’arte e puttura, si dedicherà alla fotografia.
I suoi primi temi saranno gli emarginati e gli esclusi che fotograferà nella realtà turca, poi si sposterà in India dando vita ad altri stupendi scatti fotografici.
Poi a Bompay realizzerà anche immagini fotografiche sul mondo delle prostitute.
Il lavoro svolto dalla Mark va oltre la semplice realtà, praticamente prosegue nel profondo del consapevole, inoltre verso gli anni ottanta realizzerà anche un lavoro fotografico all’interno di ospsedali psichiatrici.
In questo periodo merita anche attenzione il regista Stanley Kubrick (fig. 514) che negli anni tra il 1945 e il 1950 si affaccierà al mondo della fotografia, una passione tramandata dal padre.
Nel 1945 lavorerà all’interno della rivista Look come fotoreporter all’età di soli diciassette anni, anche se poi abbandonerà questo settore per dedicarsi al cinema, infatti già dalle foto si intravedeva nel suo stile una documentazione che si tramutava in racconto.
Anche in Europa il reportage trova grande affermazione con Roger Schall (fig. 515), che lavorò per illustre riviste, cui fondamentale sarà il suo incontro con Cartier Bresson.
Molto di spicco saranno i suoi lavori realizzati in Cina che poi esporrà sia a Pechino che a Parigi.
Anche Edouard Boubat (fig. 516) fu importante per la fotografia di viaggio, attratto e incuriosito soprattutto da uomini e oggetti inseriti in atmosfere molto trannquille e rilassanti.
Invece equilibrio e forma furono alla base del lavoro di March Riboud (fig. 517), che dal 1951 arrivò a Parigi legandosi a Cartier Bresson.

506 Manuel Alvarez Bravo

507 Edward Weston

508 Tina Modotti

509 Ken Domon

510 Andreas Feininger

511 Ben Shahn

512 Richard Avedon

513 Mary Ellen Mark

514 Stanley Kubrick

515 Roger Schall

516 Edoward Boubat

517 Mark Riboud

Fu anche collaboratore della rivista Life e mostrò grande raffinatezza nel realizzare fotografie di guerra, il cui obiettivo era quello di accomunare le persone tra loro attraverso le immagini, nonstante la distanza o le differenze culturali e religiose.
Altri fotoreporter che hanno operato sempre nella realtà francese, fanno capolino al nome di Raymond Depardon (fig. 518), Anne Garde, Francoise-Maire Banier (fig. 519), etc.
Di questo periodo sarà importante anche Bernard Faucon (fig. 520), che sperimentò diverse tecniche ed utilizzò la stampa a carbone, ottenendo l’immaterialità dei corpi, inoltre lui giungerà in netto anticipo negli anni settanta per l’uso della luce, generando curiose atmosfere dove i personaggi affiancati a manichini venivano raffigurati al limite della rappresentazione, immagini estreme tra realtà e finzione.
Importante per il cambiamento di rotta della fotografia e che molti considerano il punto di partenza del periodo contemporaneo, fu Robert Frank.
Tramite lui sono nati diversi personaggi nel corso del XX secolo, tra cui Elliott Erwitt (fig. 521) che trattava le proprie immagini con la sua ironia riuscì a dar vita ad immagini oltre la semplice realtà.
Negli anni sessanta fondamentale furono gli esiti della fotografia di ricerca che si lega alla scienza.
Ralph Eugene Meatyard (fig. 522) fu importante proprio per questo tipo di fotografie, altra cosa importante furono le rivolte scoppiate nel 1965 nel ghetto nero di Los Angeles, una delle guerriglie urbane senza precedenti, inoltre nel 1968 vennero assassinati Martin Luther King e i Kennedy e in Cina tra il 1965-67 vi fu la rivoluzione culturale degli studenti ad opera di Mao Zedong, infatti i suoi libricini rossi diventeranno il simbolo di un’intera epoca.
Poi nel 1967 sarà ucciso anche il compagno di Fidel Castro sulle montagne dell’America Latina, l’argentino Che Guevara.
L’immagine di Che Guevara verrà adoperata da Andy Warhol, diventando l’icona della nuova idea.
Nel 1966 sarà importante anche l’operato di altri due grandi fotografi, Duane Michals (fig. 523) e Leslie Krims(fig. 524).

518 Raymond Depardon

519 Francoise-Maire Banier

520 Bernard Faucon

521 Elliott Erwitt

522 Ralph Eugene Meatyard

523 Duane Michals

524 Leslie Krims

Comunque in questi anni l’elemento al centro di tutto il fotogiornalismo sarà proprio l’emarginazione, che risentirà anche dell’influenza dell’arte da quella concettuale alla body art.
In Francia continuano a nascere nuovi gruppi, tra cui il Groupe Libre Expression nel 1965, inoltre nacque anche l’agenzia Viva, spinta dall’esigenza di aggiornare la foto di reportage.
In questi anni quello che un fotografo ricercava nella fotografia era la spontaneità, non come quella tradizionale ma bensì l’esigenza di far parlare la realtà che si raccontava.
In questo quadro storico vanno presentate due grandi personalità del settore, Garry Winogrand (fig. 525) e Lee Friedlander (fig. 526).
Il primo fu più preciso ed intelletuale realizzando costruzioni concettuali, mentre il secondo risultò essere molto più fantasioso dove le immagini sembravano venir fuori per caso.
In questo clima contemporaneo l’inventiva risiedeva proprio nella diversità, dove la realtà veniva espressa secondo termini personali, a tal proprosito ticordiamo, Jan Saudek (fig. 527), Mario Giacomelli (fig. 528), Josef Koudelka (fig. 529) la cui fotografia venne adoperata per realizzare immagini su gruppi di zingari.
Ricordiamo anche il giapponese Daido Moriyama (fig. 530) la cui fotografia era un mezzo per registrare il vissuto e delle sue esperienze personali, ricordiamo le sue famose immagini sulle basi americane di Yokosuka, realizzate a modi collage, cioé sovrapposte l’una all’altra.
Diverso invece fu Yoshihiro (fig. 531) che si specializzò nella fotografia pubblicitaria.
Comunque sono veramente tanti gli esperti e maestri nell’arte della fotografia che si sono susseguiti nel corso della storia e in tutto il mondo, per esempio ricordiamo il vietnamita Nick Ut (Ut Cong Huynh fig. 532) che dopo la morte durante il servizio del fratello fotoreporter si dedicò ala settore realizzando immagini straordinarie, a tal proposito ricordiamo quella simbolica della guerra di vietnam che raffigura la bambina vietnamita (fig. 533).
In svezia avremo gruppi di fotografi tra cui Unga, di cui fece parte il fotografo Lennart Nilsson (fig. 534) che realizzò immagini di natura scientifica esplorando l’interno del corpo umano, etc.

525 Garry Winogrand

526 Lee Friendlander

527 Jan Saudek

528 Mario Giacomelli

529 Josef Koudelka

530 Daido Moriyama

531 Yoshihiro

532 Nick Ut

533 Bambina vietnamita di Nick Ut

534 Lennart Nilsson

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