(H 95) La fotografia durante gli anni sessanta e settanta, prima parte

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author image by Giuseppe | 0 Comments | 7 May 2018

Nel corso degli anni sessanta e nel decennio successivo, la fotografia continuò a registrare un forte incremento e in questi anni preceduti dall’arte concettuale, dove qualunque rappresentazione artistica in cui i concetti e le idee espresse siano più importanti del risultato estetico e percettivo dell’opera stessa, la fotografia venne adoperata come elmento di ricerca da parte di molti artisiti in tutto il mondo, non solo della concettuale che derivava dal dada dell’artista Duchamp (fig. 889) ma anche la Land Art, Body Art, Fluxus. etc.
Nel 1968 vennero esposte presso la mostra Earthworks nella Duran Gallery di New York, opere d’arti sotto forma di fotografie di Michael Heizer (fig. 890, fig. 891 e fig. 892), Richard Long (fig. 893, fig. 894 e fig. 895), l’artista americano Sol Lewitt (fig. 896, fig. 897, fig. 898, fig. 899 e fig. 900), etc.
Immagini che erano accompagnate dal testo, grafici, schemi, etc, tutto questo solo dopo due anni dalla mostra dell’arte concettuale, Working Drawings and Other Visible Thing on Paper not Necessarily Menat to Be Viewed as Art del 1966 in New York presso la School of Visual Arts.
In quest’ottica la fotografia si sforzava di mettere da parte lo stile per abbracciare la documentazione o traccia della realtà, lo stesso Warhol (fig. 901) adoperava l’immagine fotografica per trasformarla in un quadro, cosa che realizzò anche lo stesso Richard Hamilton (fig. 902) autore del collage Just What is It that Makes Today’s Home so Different, so Appealing? (fig. 903) esposto presso la mostra This is Tomorrow.

889 Marcel Duchamp

890 Michael Heizer

891 City, 1972

892 Masso che lievita

893 Richard Long

894 Connemara Sculpture, 1971

895 Five paths

896 Sol Lewitt

897 Wall Drawing

898 Wall Drawing

899 Complex Form with Black and White Bands

900 Corner piece

901 Andy Warhol

902 Richard Hamilton

903 Just What Is It That Makes Today's Homes So Different, So Appealing?

Anche l’artista Francis Bacon (fig. 904) adoperò il fotogramma del regista Sergej Eizenstejn (fig. 905) e di Muybridge (fig. 906) per realizzare un suo dipinto, lo stesso fece anche l’incisore Eduardo Paolozzi (fig. 907) adoperando immagini ritagliate dai giornali (fig. 908 e 909) secondo una pratica dadaista.
Attraverso il concettuale l’arte fuggiva un po dai soliti canoni espositivi, musei, quadri, etc, inoltre fu anche importante l’esperienza di Fluxus, un network internazionale di artisti, compositori e designer conosciuti per aver mescolato diversi media e diverse discipline artistiche lavorando nel campo della performance, del Neo-Dada, del rumorismo, cioé arte dei rumori, nelle arti visive, nella pianificazione urbanistica, nell’architettura, nel design e nella letteratura, fondato dall’artista George Maciunas (fig. 910) nel 1961, dove la fotografia era adoperata mediante la sua freddezza come strumento di registrazione (fig. 911, fig. 912 e fig. 913) ed i libri divennero il luogo dell’opera, di raccolta e testimonianza di quanto svolto.
In questo periodo fu anche importante il lavoro mastodontico e di documentazione di tutti gli edifici industriali e agricoli tedeschi da parte dei fotografi Bernd e Hilla Becher (fig. 914, fig. 915), immagini che mostrano gli edifici senza nessun tipo di manipolazione (fig. 916, fig. 917 e fig. 918), ma nudi e crudi, immagini che erano divise in due tipologie, stessi tipi di edifici, casolari, silos, rappresentati in diversi luoghi, oppure l’edificio fotografato da diversi punti di vista.
Dopo lo sfacelo della seconda guerra mondiale si evitò la rappresentazione di edifici distrutti adoperando la manipolazione della realtà, inoltre nel 1970 sarà pubblicato il primo libro dei Becher, Anonyme Skulpturen.
Gli stessi Becher si legheranno molto in ambito Land Art, corrente che opera sul paesaggio naturale o sugli spazi urbani manipolandoli e trasformandoli in vario modo, all’artista Robert Smithson (fig. 919) le cui opere non mostrano nessun filo conduttore e soprattutto rilevanti sono le sue immagini fotografiche aeree dei luoghi in cui lavorava poste insieme ai reperti del territorio.
Il suo lavoro più importante è stato quello del Messico nel 1969 (fig. 920, 921 e fig. 922), una serie di diapositive a colori, infatti proprio sulla base di questo nasce una piccola guida turistica per gli studenti dello Utah sul tema delle rovine di un albergo la cui costruzione non fu mai ultimata e divenendo una struttura di tipo archeologica.

904 Francis Bacon

905 Sergej Eizenstej

906 Edward Muybridge

907 Eduardo Paolozzi

908 Real Gold, 1949

909 Bash, 1971

910 George Maciunas

911 John Lennon and Yoko Ono standing in front of Maciunas' USA Surpasses all the Genocide Records!, c.1970

912 Poster for Yoko Ono's, 1971

913 No Smoking, 1963-1975

914 Bernd Becher

915 Hill Becher

916 La tecnica al servizio dell'arte

917 La tecnica al servizio dell'arte

918 La tecnica al servizio dell'arte

919 Robert Smithson

920 Hotel Palenque

921 Yucatan Mirror Displacements (1 - 9), 1969

922 Spiral Jetty, 1970

Anche il lavoro su Investigations dell’artista Joseph Kosut (fig. 923) fu molto rilevante, lui realizzò immagini che mostrano oggetti affiancati a testi (fig. 924 e 925), altro grande realizzatore fu l’artista Dan Graham (fig. 926) che si concentrò sulla rappresentazione di edifici in serie di case popolari.
Nel 1930 la rivista Magazine pubblicherà immagini di Walker Evans (fig. 927) molto simili a quelle di Graham, che raffigurano case in legno (fig. 928 e 929), e nel 1992 fu anche organizzata una mostra, in diversi luoghi, in onore dei due fotografi.
La fotografia per Graham assume una posizione molto precisa tra i media, la tecnologia e l’arte con giusti richiami al dadaismo.
Nel 1969 abbiamo anche il pittore Michael Snow (fig. 930) che realizzerà Authorization (fig. 931), praticamente un autoritratto che rappresenta la messa in atto della fotografia stessa, praticamente uno specchio messo in cornice dove presenta cinque polaroid in bianco e nero, una posta nell’angolo in alto e le altre poste al centro dello specchio tramite un nastro adesivo grigio, che mostrano un’esatta sequenza cronologica.
Nel 1972 venne organizzata la Biennale di Venezia organizzata da Renato Barilli, Marco Valsecchi e Francesco Arcangeli, che mise in mostra i relativi mutamenti del tempo e a cui presero parte diverse personalità tra cui il fotografo e artista Franco Vaccari (fig. 932) con l’Esposizione in tempo reale (fig. 933) e il pittore Germano Olivotto (fig. 934) che realizzò Sostituzioni e Indicazioni, che rappresenta fotografie, diapositive e tubi al neon(fig. 935 e 936).
In questo stesso periodo vi è anche la Documenta di Kassel del curatore d’arte Harald Szeemann (fig. 937) dove espongono diversi artisti del tempo mostrando le proprie fotografie (fig. 938 e 939), come il pittore Edward Ruscha (fig. 940), l’artista Giulio Paolini (fig. 941), etc.

923 Joseph Kosut

924 One and Three Lamps, 1965

925 One and Three Chairs, 1965

926 Dan Graham

927 Walker Evans

928 Case a schiera in legno

929 Case a schiera in legno

930 Michael Snow

931 Authorization

932 Franco Vaccari

933 Esposizione in tempo reale N° 4. 1972

934 Germano Olivotto

935 Sostituzione, 1972

936 Indicazione II, 1970

937 Harald Szeeman

938 Documenta 5, Kassel, 1972

939 Documenta 5, Kassel, 1972

940 Edward Ruscha

941 Giulio Paolini

La fotografia sarà anche un’arma fredda nelle mani della Land Art, dove fondamentale è la partecipazione dell’osservatore o spettatore creando una sorta di linguaggio comunicativo con l’opera che si stà guardando, inoltre molti furono gli artisti che si legarono a questo tipo di movimento, ricordiamo l’artista Piero Manzoni (fig. 942) che firmava le modelle a Bruce Nauman in Autoritratto (fig. 943) come una fontana, oppure vi furono anche l’artista Ben Vautier (fig. 944 e fig. 945), Trisha Brown (fig. 946 e fig. 947), l’artista Giuseppe Desiato (fig. 948, fig. 249 e fig. 250), etc.
Anche l’architetto John Baldessari (fig. 951, fig. 952 e fig. 953) sono evidenti richiami al dadaismo, evidente nell’uso di diveso materiale fotografico combinato, anche il pittore David Hockney (fig. 954) esponente della Pop Art scomponeva le immagini per poi ricombinarle in splendidi collage (fig. 955 e fig. 956) pieni di colori, o ancora la ricerca dell’artista Gordon Matta Clarck (fig. 957) dedicandosi all’archittettura (fig. 958, fig. 959) e principalmente sul loro vissuto misterioso, cioé cercare tracce del passato in case diroccate, praticamente fotografie che documentano chiari richiami alla Land Art, come i tipici tagli degli edifici.
Tra i suoi ultimi lavori ricordaimo quello ad Anversa del 1977, Office Baroque, inoltre non dobbiamo dimenticare anche la Dog Art, termine nato dalle ricerche del fotografo William Wegman (fig. 960), dove la figura del cane(fig. e 961 e fig. 962) diviene la sua ombra, il rappresentante della sua arte.
Vi fu anche Robert Mapplethorpe (fig. 963) che oltre a lavorare come fotografo di moda fu anche fotografo d’arte (fig. 964, fig. 965) generando un pensiero estetico dal nome punk-new wawe, un linguaggio riadattato secondo un suo linguaggio personale autentico e fortemente riconoscibile.
Molti lavori realizzati durante quest’epoca avevano anche richiami alla politica, come Shapolsky et al. Manhattan Real Estate Holdings (fig. 966), a Real-Time Social System as of May (fig. 967), entrambi del 1971 dell’artista Hans Hacke (fig. 968) dove mediante le foto di diversi uffici newyorkesi denunciava diversi affari illegali di un noto immobiliare.

942 Piero Manzoni

943 Piero Manzoni che firmava modelle. 1961

944 Ben Vautier

945 Senza titolo

946 Trisha Brown

947 Trisha Brown

948 Giuseppe Desiato

949 The End Blind

950 Storia di un manichino, Napoli, 1966

951 John Baldessari

952 Space between glad hands, 1986

953 Kiss Panic, 1984

954 David Hockney

955 Mother, 1985

956 Collage

957 Gordon Matta Clarck

958 Building Cuts

959 Conical Intersect, 1975

960 William Wegman

961 Dog couple

962 Dog

963 Robert Mapplethorpe

964 Robert Mapplethorpe exhibition in london

965 Senza titolo

966 Shapolsky et al. Manhattan Real Estate Holding

967 Real-Time Social System as of May

968 Hans Hacke

Tra i diversi centri istituiti dall’arte concettuale vi fu la galleria Art and Project di Amsterdam dove venivano esposte opere tra cui quelle del fotografo Jan Dibbets (fig. 969), che concentrò il prorpio lavoro su un discorso spazio-temporale, o meglio la stessa immagine rappresentata in diverse ore creando una sequenza logica (fig. 970, fig. 971 e fig. 972), stessa cosa era il lavoro del pittore inglese Tom Phillips (fig. 973) fotografando lo stesso soggetto in tempi differenti.
Quindi la Land Art si avvale dell’aiuto della fotografia come elemento di testimonianza, e a partire dal 1968 vi sarà l’artista John Hilliard (fig. 974) che cercherà di unificare la fotografia con il mondo della scultura (fig. e fig. 975 e 976), mutatis mutandis, che sembra ricordare il metodo dello scultore Medardo Rosso (fig. 977).
Nel 1977 vi sarà invece Sol Lewitt che realizzerà Photogrids, una serie di immagini a colori a modi catalogo che sembrano ricordare il lavoro di Lee Friedlander (fig. 978).
Tra il 1974 e il 1975 in Italia vi saranno mostre dedicate alla Narrative Art dove testo e immagini convivono nelle opere degli artisti senza predominare l’uno sull’altro dove il vissuto e la memoria saranno l’elementi portanti della fotografia.
Altra grande personalità sarà quella dell’artista visuale Annette Messager (fig. 979) il cui lavoro sulla fotografia diventerà ancora più intenso dopo il 1976 realizzando Images-modéles, dove l’elemento dominante di queste tavole composte da fotografie e disegni (fig. 980, fig. 981 e fig. 982), è la fortuna.
Altro elmento su cui si concentrò anche l’arte concettuale fu quello della percezione, infatti molti artisti proseguirono verso questa direzione, come nel lavoro Photo Path del 1969 (fig. 983) dell’artista Victor Burgin(fig. 984) dove ricoprirà un pavimento con immagini fotografiche dello stesso creando un senso di ambiguità, diverso invece il discorso sugli artisti inglesi che sembrano non avere nessuna coerenza con movimenti o tendenze del tempo, come il lavoro di Gilbert & George che realizzano immagini normali, mostrando la quotidianità inglese, divenendo in un certo senso scontati.
Negli anni settanta la fotografia è rimasta uno strumento importante soprattutto per la documentazione e allo stesso tempo per le operazioni svolete in territorio Land Art e Zoom Art.
In questi anni vi saranno anche molti italiani che opereranno nel settore, come Cioni Carpi, Bruno Di Bello, l’artista Giorgio Ciam (fig. 985 e fig. 986), invece l’artista Claudio Costa (fig. 987) e l’artista Antonio Paradiso (fig. 988 e fig. 989) si servono delle immagini per le ricerche di tipo antropologico.
In questi anni vi sarà anche il pittore Luigi Ontani (fig. 990) che con Ombrofago, mangiatore di ombre, rappresenterà l’ombra quasi come se avesse un’identità, vi fu anche l’artista Guerzoni (fig. 991) che non sembra mai allontanarsi dalla pittura (fig. 992 e 993), dove il suo uso del mezzo è legato al fatto che l’immagine è altamente condizionata nel percepire il soggetto.
Con Cioni Carpi l’attegiamento nei confronti del mezzo e della fotografia si dimostra essere come quello dell’artista Vincenzo Agnetti (fig. 994, fig. 995 e fig. 996), praticamente dopo aver confermato la scoperta si azzera tutto per passare oltre, o meglio lla prossima, praticamente la nuova cosa che si affronta azzera quella dell’esperienza passata.

969 Jan Dibbets

970 Castello di Rivoli

971 Sequence

972 Horizon Land Sea, 1973

973 Tom Phillips

974 John Hilliard

975 Camera Recording its Own Condition, 1971

976 Frozen Motion, 1979

977 Medardo Rosso

978 Lee Friedlander

979 Annette Messager

980 Method mixed, da Images modélles

981 Method mixed, da Images modélles

982 Method mixed, da Images modélles

983 Photo Path, 1969

984 Victor Burgin

985 Giorgio Ciam

986 Alla riscoperta dell'artista oltre la performance e la Body Art

987 Claudio Costa

988 Antonio Paradiso

989 Senza titolo, 1970

990 Luigi Ontani

991 Franco Guerzoni

992 Archeologia, 1973

993 Spia, 1982

994 Vincenzo Agnetti

995 Ritratto d'artista, 1971

996 Surplace, 1979

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