(H 96) La fotografia durante gli anni sessanta e settanta, seconda parte

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author image by Giuseppe | 0 Comments | 8 May 2018

Oltre alle personalità già citate in precedenza nella prima parte dedicata a questo argomento, abbiamo anche l’artista Bruno Di Bello (fig. 997) che mostrò un forte legame con il dadaismo e con Raoul Hausmann (fig. 998), inoltre la sua peculiarità fu quella di aver adoperato per primo la tecnica del fotomontaggio e ponendosi a stretto contatto con molte personalità che si stavano affermando nel mondo della comunicazione.
Lo stesso artista Alberto Garutti (fig. 999) fotografò e stampò le sue immagini alla ricerca di una dimensione percettiva cercando di allontanarsi da un aspetto più freddo dell’arte legata ad un carattere più analitico, dove invece cercò di contrapporre un aspetto più interrogativo e dubbioso.
Nel 1965 vi fu l’artista Aldo Tagliaferro (fig. 1000) che realizzò il suo primo lavoro, La bella famiglia dopo esseresi avvicinato alla fotografia, mostrando un forte attaccamento alla realtà sociale.
Sempre in questo anno realizzerà anche Rapporto quotidiano politico, opera che porterà avanti fino al 1968 e a partire dal 1966 realizzerà anche Condizioni e libertà adoperando la calcatura mediante l’uso di Colla Vinilica, poi nel 1967 darà vita anche a America-America, raffigurando i personaggi politici del tempo immersi nel clima di quel tempo.
Nel 1972 realizzerà Soggiorno temporale-sogiorno eterno come momento di identificazione (fig. 1001), poi nel 1973 darà vita a Memoria-identificazione (fig. 1002) dove arriverà alla conoscienza del proprio io attraverso questi due elementi.
Sotto questo panorama italiano vi fu anche il fotografo e regista Paolo Gioli (fig. 1003) che si legò al rapporto arte-fotografia.

997 Bruno Di Bello

998 Raoul Hausmann

999 Alberto Garutti

1000 Aldo Tagliaferro

1001 Soggiorno temporale-soggiorno eterno come momento di identificazione

1002 Memoria-identificazione

1003 Paolo Gioli

Importante per il suo lavoro è stata la conoscenza dell’arte americana sotto la Biennale di Venezia del 1964, che poi lo porterà a trasferirirsi a New York nel 1967 dove conoscerà molte personalità del tempo.
Lui semplificò molto il mezzo fotografico riducendolo al minimo indispensabile, preferendo per diversi anni il foro stenopeico (fig. 1004), quello presente fin dalle prime camere oscure, ottenuto da vari oggetti e in varie dimensioni.
Lui lavorerà proprio con questi mezzi ridotti all’osso e riuscirà a realizzare immagini con effetti incredibili, adoperando materiali di vario genere come fotografie della storia fotografica .
Altro esempio fu l’artista Vimercati (fig. 1005) che per molti anni lavorò sulle rapprentazioni di una zuppiera (fig. 1006) fotografandola in varie pose poetiche.
Franco Vimercati subì molto l’influenza della letteratura, con la storia e la poesia, inoltre fu anche molto moderno legandosi alle problematiche del suo tempo.
Più complicata è la ricerca dell’artista Ketty La Rocca (fig. 1007) che adopera la fotografia per registrare azioni diverse e sui corpi, tra i suoi lavori più importanti ricordiamo le Riduzioni (fig. 1008) dove il soggetto prinicipale è il polittico, cioé un dipindo sacro che funge da pala d’altare, qui la sua immagine si fa disegno, poi scrittura, praticamente muta diventando semplicmente un segno.
Nel 1972 presso la Biennale di Venezia fu invitato anche Germano Olivotto (fig. 1009) che nel 1969 darà vita a Sostituzioni (fig. 1010) nella cerchia delle ambientazioni venete, dove gioca con tubi al neon in poliestere in sostituzione ad alcuni elementi reali degli alberi, quindi la fotografia e il video serve a documentare tutta l’operazione dove la realtà si fonde con le sue rappresentazioni.

1004 Foro stenopeico

1005 Franco Vimercati

1006 Rappresentazioni di Zuppiera

1007 Ketty La Rocca

1008 Riduzioni

1009 Germano Olivotto

1010 Sostituzioni

Anche Vincezo Agnetti (fig. 1011) lavorò sul discorso memorico, giocando con i suoi meccanismi.
Lo stesso farà anche Luca Patella (fig. 1012) dove la sua immagine fotografica gioca fra image trouvée, cioé obiettiva e costruita e image cherchée, che si lega all’indagine e alla profondità sulla propria immagine.
Tra il 1969 e il 1970 realizzerà una serie di immagini con un ampio angolo di campo, circa 180 gradi di un tondo iscritto in un quadrato dal titolo, Immagini Azioni Foto globalizzanti.
Nel 1973 e ’77 tenendo in mano la fotocamera mediante l’uso di diverse ottichem, realizzerà Autofoto Camminati “Sbadate” autodocumentazioni in atto, una documentazione mentre lui compiva azioni, lavori, osservazioni, etc.
La fotografia era invece per Michele Zaza (fig. 1013) un mezzo di rappresentazione per eccellenza con cui bloccare il suo pensiero.
Nella galleria di Marilena Bonomo di Bari dove nella mostra Dissidenza ignota (fig. 1014) mostrerà la sua raccolta, si legherà a rappresentazioni dei suoi familiari, dove riaffiora l’elemento del pensiero in modo omogeneo e dal tratto drammatico, imtazioni del pensiero partendo dalla realtà concreta.
L’opera di Giulio Paolini (fig. 1015) è stata fondamentale per l’aspetto teorico della ricerca, nel 1965 documenterà se stesso mentre porta un quadro lungo una strada di Torino dal titolo, Diaframma 8 (fig. 1016), dove è visibile un doppio richiamo a se stesso, quando trasporta il quadro che raffigura se stesso.
Nel 1973 e ’75 vi sarà un’altro grande capolavoro di Michelangelo Pistoletto (fig. 1017) La conferenza (fig. 1018) composta da ventuno fotografie, dove il conferenziere e il pubblico, si sostituiscono all’immagine fotografica.

1011 Vincenzo Agnetti

1012 Luca Patella

1013 Michele Zaza

1014 Raccolta in Dissidenza ignota

1015 Giulio Paolini

1016 Diaframma 8

1017 Michelangelo Pistoletto

1018 La conferenza

Altra sua grande opera sarà Fecondazione, un ragazzo e una ragazzo che si danno la mano con i corpi rivolti al contrario, dove il loro punto di congiunzione sembra formare la circolarità totale.
Durante la seconda metà degli anni ’70 nel settore della comunicazione, Bologna sarà la città dove si registreranno maggiormente segnali di vita, e come massimo punto di riferimento ricordiamo il filosofoUmberto Eco (fig. 1019), mentre nel panorama artistico ricordiamo Valeria Borsari (fig. 1020), che realizzò La Stella della sera é la Stella del Mattino?, che si concentra sull’aspetto scientifico indossando sia i panni di una ricercatrice e sia della filosofa, anche se già in altri lavori mostrò un interesse verso la memoria personale, come in Testimonianze del 1976 (fig. 1021 e fig. 1022) dove racconta tracce della sua vita da bambina che sembrerebbe essere un’anticipazione del lavoro del gruppo Oreste con Labirinto (fig. 1023).

1019 Umberto Eco

1020 Valeria Borsari

1021 Testimonianze

1022 Testimonianze

1023 Labirinto

Il suo lavoro è caratterizzato dal desiderio di voler penetrare nelle cose come in Chi ha vissuto qui? Qui è vissuto del 1977, dove da importanza ai dettagli e sulla ricerca dei frammenti che sveleranno parti dell’identità.
Nel 1978 Borsari realizzerà Foto di Carla B (fig. 1024), fotografie realizzate su un paziente del marito psicoterapeuta.
In questi stessi anni vanno citate altre personalità come Cindy Sherman (fig. 1025), che nei suoi lavori come Film Still del 1977 (fig. 1026) anni in cui giunse a New York insieme all’artista Robert Longo (fig. 1027), mostra immagini anche di se stessa, dove predominano elementi di trasformazione e travestimento.
Inoltre ricordiamo anche Ritratti storici, che mostra l’artista impeganto in azioni di mimesi di personaggi famosi sia della storia che dell’arte, oppure Post-Human dove i corpi diventano inumani come bambole, una sorta di trasformazione, quindi opere che hanno destato anche un certo senso sconvolgente.
Lei rifletterà anche sugli usi e costumi sessuali contemporanei ed evidenziando elementi di cattivo gusto, inoltre in questi anni sarà imprtante anche la fotografa Francesca Woodman (fig. 1028) che morì suicida nel 1981.
In House del 1975-77 (fig. 1029) la modella appare quasi nascosta dietro la luce creando un’effetto di reale ed inreale, inoltre lei sarà quasi sempre modella delle sue fotografie.
Nel 1977 realizzerà a Roma la serie di immagini On Being an Angel (fig. 1030), dove lei stessa è rappresentata mentre si solleva da terra quasi come un volo d’angelo.
Comunque vi furono anche altri artisti che operarono in questo periodo come, l’artista Adriano Altamira, l’artistaBruno Locci (fig. 1031), Emilio Prini (fig. 1032), oppure gli inglesi Rebecca Horn (fig. 1033), Mac Adams (fig. 1034), Mark Boyle, o ancora il francesi Michel Journiac (fig. 1035), la portoghese Helena Almeida (fig. 1036), l’olandese Ger Van Elk (fig. 1037), etc.

1024 Foto di Carla B

1025 Cindy Sherman

1026 Film Still

1027 Robert Longo

1028 Francesca Woodman

1029 House, 1975-77

1030 On Being an Angel

1031 Bruno Locci

1032 Emilio Prini

1033 Rebecca Horn

1034 Mac Adams

1035 Michel Journiac

1036 Helena Almeida

1037 Ger Van Elk

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