(H 60) La fotografia italiana tra gli anni quaranta e sessanta

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author image by Giuseppe | 0 Comments | 29 April 2018

In Italia la situazione dopo il conflitto bellico risultò essere molto dura e complessa, perché da un lato si assiste agli sviluppi del fotogiornalismo e dall’altra il neorealismo fotografico.
La Bussola, gruppo fondato da Giuseppe Cavalli (fig. 535) ebbe un idealismo che possiamo considerare in contrapposizione al neorealismo, anche se il loro problema, soprattutto agli inizi, risiedeva nella scelta dei soggetti, l’uso delle luci, come adoperare il mezzo, etc, anche se molte immagini realizzate da questo gruppo sembrano avere dei richiami al neorealismo.
L’Italia come è stato accennato in precedenza, stava vivendo un periodo molto difficile, da un lato la miseria e dall’altro invece la voglia di cambiamento all’insegna dello sviluppo.
Quindi la fotografia di questi anni, soprattutto la neorealista rifletterà proprio questi cambiamenti, incluso il mutamento del concetto di famiglia, così come anche la democrazia politica.
Favorevoli a tutto questo sono state anche le iniziative di Occhio quadrato di Alberto Lattuada, le pubblicazioni anche dell’annuario Domus e con la fine della censura da parte del fascismo, il contatto con l’FSA americana.
Un’altra cosa che bisogna sottolineare, fu il fatto che molti fotografi italiani derivavano da esperienze fotoamatoriali, come Mario de Biasi (fig. 536) e Paolo Monti (fig. 537), anche se questo non fu mai del tutto considerato.
Altra importante situazione da prendere in considerazione fu quella del fotoclub di Venezia, La Gondola, praticamente un vero punto di riferimento, inoltre in questi anni si venne anche a conoscenza della famosa mostra The Family of Man di Edward Steichen (fig. 538), organizzata presso il MoMa di New York e poi organizzata anche a Milano nel 1959.

535 Giuseppe Cavalli

536 Mario de Biasi

537 Paolo Monti

538 Edward Steichen

Importante fu anche la rivista Ferrania che ebbe tra u suoi collaboratori anche Luigi Veronesi (fig. 539) e Giuseppe Cavalli.
Durante questi anni nel mirino della storia italiana rientrarono anche i due critici fotografici Giuseppe Turotti e Italo Zannier (fig. 540).
Il primo giunse dal mondo del cinema enel 1959 darà vita al volume Nuova fotografia italiana per Arturo Schwarz, e lavorerà anche per il centro informazioni di Ferrania e collaborerà anche con Il Corriere della Sera.
Invece il secondo, Italo Zannier giungerà direttamente dal mondo della fotografia, e negli ultimi anni le sue mostre e relative pubblicazioni sono risultate fondamentali per l’esito futuro della fotografia italiana.
Influenzato dal Veronesi ma importante per il contributo italiano, è stato il bolognese Nino Migliori (fig. 541), fotografo e sperimentatore di grande qualità ha documentato l’italia tra Nord e Sud, evidenziando il processo di trasformazione della nazione, giovani, anziani catturati con un profondo senso di umanità.
In questa vicenda va ricordato anche Gianni Berengo Gardin (fig. 542) un fotografo documentarista che ha collaborato con il Mondo, il Telegraph, Epoca ed autore anche del libro di Zavattini su Luzzara.
Anche lui sarà un punto saldo per le future evoluzioni nel corso degli anni ’50 della fotografia italiana.
Riprendendo il discorso sul gruppo La Bussola, i primi cenni evolutivi si ebbero grazie al volume 8 fotografi italiani d’oggi, realizzato dall’Istituto d’Arti Grafiche di Bergamo nel 1942, inoltre il nome di questo gruppo diventerà fin da subito un puno di riferimento per la fotografia, tal proprosito sarà anche importante la dichiarazione pubblicata su un manifesto firmato da Giuseppe Cavalli, Finazzi, Leiss, Veronesi e Vender sulla rivista Ferrania.
Nel 1948 si aggiunse alla Bussola anche Vincenzo Balocchi (fig. 543) e nel 1950 anche Fosco Maraini (fig. 544), che puntualizzarono sul fatto che le relative distanze tra i diversi movimenti era una cosa non determinate e molto sottile.
Nel 1953 venne fondata la Misa ad opera sempre di Cavalli che ebbe la sua prima riunione a Roma nel 1954.
Sulla vecchia scia della Bussola, alcuni fotografi inziarono a riunirsi presso il piccolo negozio gestito dai fratelli armeni Vasken e Rant Pambakian in Piazza San Marco a Venezia, perché possedevano diversi testi sulla storia e sugli aspetti tecnici della fotografia.
Altra grande personalità sarà quella di Paolo Monti, legato molto alla Subjective Fotografie di Steinert, trattando pirncipalmente la fotografia di reportage e mantendo un profilo diverso rispetto ai fotografi del gruppo La Bussola.

539 Luigi Veronesi

540 Italo Zannier

541 Nino Migliori

542 Gianni Berengo Gardin

543 Vincenzo Balocchi

544 Fosco Maraini

In questo periodo, cioé dopo il conflitto bellico, quindi dagli anni quaranta ai sessanta, la fotografia vivrà una svolta molto interessante, infatti con la rivista l’Epoca di Alberto Mondadori vedrà la collaborazione di grandi protagonisti come, Mauro Galligani (fig. 545), Nino Leto (546), Walter Bonatti (fig. 547), etc.
Figura molto interessante sarà anche Tazio Secchiaroli (548), un personaggio complesso ma capace di puntare il proprio dito su un’Italia troppo imborghesita, sopraffatta dagli scandali.
Inoltre lui fu anche fotografo ufficiale per Sophia Loren e Fellini, e le sue immagini al di là del soggetto risultano essere intelligenti e inerenti con ciò che devono comunicare.
Lui nel 1950 fonderà anche l’agenzia Roma Press Photo dove documenterà ciò che accade nelle piazze e nelle borgate italiane, tra cui lo scandalo del caso Montesi che fu determinante come prova processuale.
Altra grande esperienza editoriale fu quella con le Ore di Salvato Cappelli (fig. 549), inoltre in questo clima di fotogiornalismo si affermarono anche altri fotografi, tra cui, Mario Donderi (fig. 550) e Ugo Mulas (fig. 551) che fra l’altro furono anche amici.
Dondero trascorse molto tempo a Parigi e di conseguenza si sposterà anche in Asia, Africa e America Latina, le sue immagini raccontano le atmosfere, i mondi e relativi sentimenti senza enfatizzarle troppo.
Come accennato in precedenza anche Ugo Mulas avrà la sua importanza, infatti lui lavorerà come fotoreporter, come fotografo di moda, realizzò anche diversi still life e negli ultimi anni di vita sperimenterà le Verìfiche soffermandosi su riflessioni e metodi legati alla fotografia.
Nel 1937 vi sarà anche Vincenzo Carrese (fig. 552) e Fedele Toscani che insieme fondernno la Publifoto, sempre in questi anni vi sarà anche Tullio Farabola (fig. 553) che svolgerà un’interessante attività dopo aver ereditato l’agenzia del padre.
Tra la sciera di fotoreporter non vanno dimenticati anche Arturo Zavattini (554), Tranquillo Casiraghi e Christian Schiefer (fig. 555) che realizzò una serie di fotografie di gerarchi e potenti dell’epoca impiccati e uccisi insieme a Benito Mussolini e Claretta Petacci ed esposti in pubblica piazza nel 1945.

545 Mauro Galligani

546 Nino Leto

547 Walter Bonatti

549 Salvato Cappelli

550 Mario Donderi

551 Ugo Mulas

552 Vincenzo Carrese

553 Tullio Farabola

554 Arturo Zavattini

555 Christian Schiefer

Punto forte in questi anni per la fotografia di documentazione sarà quella di Carla Cerati (fig. 556), che realizzerà una serie di scatti fotografici su lla vita mondana di Milano.
Lei insieme a Berengo Gardin darà vita al suo libro più famoso, Morire di classe dedicato alle strutture manicomiali dove i testi furono trattati dal medico Franco Basaglia.
Praticamente la Cerati riuscì a portare a galla uno spirito ed un mondo ormai scomparsi da diverso tempo.
Gli anni della contestazione sono stati un occasione veramente ghiotta per la fotografia di reportage, infatti inzialmente venivano considerati quasi amici dagli studenti e dai lavoratori dove le foto raccontavano periodi di violenza e scontri.
In questi anni possiamo anche ricordare fotografi che documentarono la guerra del Vietnam del nord nel 1965 e documentarono anche eventi fondamentali del XX secolo, tra questi il giornalista James Cameron (fig. 557) e il fotografo Romano Cagnoni (fig. 558).
Gian Butturini (fig. 559) realizzò insieme agli Hippies e i movimenti hunderground dell’epoca una serie di immagini sulle malattie psichiatriche di Londra.
Ricordiamo anche il 1996, hanno in cui venne assegnato a Francesco Cito (fig. 560) il premio WordPress Photo.
In questi anni, dal ’40 al ’60 fondamentale furono anche la fotografia dedicata ai ritratti, come quelli realizzati da Vittorugo Contino (fig. 561) la cui specialità erano i ritratti di gente letterata, oppure Paolo Mussat Sartor che si dedicò ai ritratti crativi di artisti e Elisabetta Catalano (fig. 562) che lavorò a Roma realizzando immagini su personaggi dell’arte, della politica e della borghesia.
Quindi sotto questa atmosfera ribelle nacquero o cambiarono molte cose, l’immagine stava mutando e il sessantotto fu un periodo di transito o prove sotto quest’aspetto, e non dimentichiamo anche le lotte femminili, o ancora la lotta dei lavoratori che riversandosi per le strade gridavano a contratti di lavoro migliori, oppure le brigate rosse o la generazione dopo la bomba atomica.
Negli anni settanta a Milano giunserò le prime televisioni di proprietà, come quella di Berlusconi che giocò un ruolo fondamentale per l’informazione di massa, la fotografia per le riviste politiche che assunsero un ruolo fondamentale, anche se poi durante gli anni ottanta l’immagine del fotoreporter cambierà rotta.
In questi anni sarà molto importante la svolta per la fotografia di moda e di quella pubblicitaria che richiama all’immagine di Aldo Ballo (fig. 563), fratello di Guido un critico dell’epoca.
La sua era una fotografia molto elegante e creativa, dove la luce assume un ruolo importante e mostrano evidenti segni dell’arte figurativa.

556 Carla Cerati

557 James Cameron

558 Romano Cagnoni

559 Gian Butturini

560 Francesco Cito

561 Vittorugo Contino

562 Elisabetta Catalano

563 Aldo Ballo

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