(HI 101) La fotografia negli anni ’80 e ’90, ulteriori approfondimenti, parte seconda

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author image by Giuseppe | 0 Comments | 11 May 2018

Posto fra il settore della realizzazione fotografica e quello artistico si colloca l’opera di Jean-Louis Garnell (fig. 1378) con immagini piene di colori (fig. 1379) che approfondiscono la sua indagine sul quotidiano.
L’opera di Alain Robbe-Grillet (fig. 1380) che prese parte alla stagione del Nouveau Roman francese, mette perfettamente in chiaro il suo interesse verso le concezioni l’estetiche.
David Hamilton (fig. 1381) mostra sempre soggetti nudi femminili (fig. 1382), bionde e immortalate in posizioni che tendono alla sensualità sfrenata.
Nell’ambito del panorama inglese ricordiamo Martin Parr (fig. 1383 pag. 379) che mostra nelle sue opere un tocco veramente unico e personale dove è presente il colore dalle tonalità forti (fig. 1384).
Robert Mapplethorpe (fig. 1385) dimostrò con il suo operato, una forte propensione verso una particolare estetica, invece da autodidatta l’artista Arno Minkkinen (fig. 1386) realizzerà immagini di se stesso nudo con in braccio il proprio figlio neonato (fig. 1387).

1378 Jean-Louis Garnell

1379 Interieur, 1990

1380 Alain Robbe-Grillet

1381 David Hamilton

1382 Nudo femminile

1383 Martin Parr

1384 The Ocean Dome, Miyazaki, Japan, 1996

1385 Robert Mapplethorpe

1386 Arno Minkkinen

1387 Father and Son

In lui prevale un forte senso plastico che generano atmosfere equilibrate dove compaiono anche aria e acqua creando effetti unici.
Mary Ellen Mark (fig. 1388) sarà un’altra grande protagonista di questo scenario, e per lei la fotografia non è il frutto di trovate o scene che meritano l’attenzione del mezzo, ma deve immortalare tutto ciò che vede, senza alterazioni o filtri di mezzo, inoltre i suoi lavori si legano alla denuncia sociale (fig. 1389).
Una breve parentesi va aperta anche sul panorama brasiliano, che vede l’opera di Mario Cravo Neto (fig. 1390) e Sebastiao Salgado (fig. 1391).
Il primo fu molto vicino all’arte e le sue immagini (fig. 1392 pag. 381) è distinta da una forte forma ed estetica, mentre il secondo lavora con un completo stile personalizzato e riconoscibile anche ad occhi chiusi, inoltre lui fu noto soprattutto per il fotoreportage (fig. 1393).
Evgen Bavcar (fig. 1394) fu importante per due elementi importanti, il fatto di essere fotografa e per via della sua cecità.
Infatti le sue immagini (fig. 1395) sono frutto del suo pensiero e non del suo sguardo, inoltre l’emblema della sua ricerca è la memoria, lui vive di tutto ciò che ricorda prima della perdita visiva.

1388 Mary Ellen Mark

1389 Senza titolo

1390 Mario Cravo Neto

1391 Sebastiao Salgado

1392 Portrait

1393 Campo di rifugio, Etiopia, 1984

1394 Evgen Bavcar

1395 Senza titolo

Nel 1979 fu importante il lavoro realizzato da Frank Gohlke (fig. 1396), Wichita Falls (fig. 1397) in Texas, che nella tragedia mostra un grande ordine evidenziando mediante le forme, tutto ciò che è sopravvissuto al disatro e contemporaneamente diventano oggetto della memoria e del ricordo sul territorio.
In questi anni vi saranno anche altri fotografi, compresi gli stranieri, che prenderanno parte a Viaggio in Italia, diretto da Ghirri.
Tra questi ricordiamo l’americana Cuchi White che si legherà alla fotografia artistica, ai trompe l’oeil e alla Belle Epoque della Costa Azzurra attraverso splendide immagini a colori (fig. 1398).
Nel 1948 venderà anche una sua foto a Steichen per il Museum of Modern Art di New York, durante la mostra Photo League e nel 1954 Mario Pannunzio acquisterà circa cinquanta sue immagini per la rivista Il Mondo.
Moreno Gentili (fig. 1399), oltre ad essere un organizzatore di eventi sarà anche fotografo lavorando particolarmente sui temi paesaggistici (fig. 1400), visto che in questo periodo in Italia si stava sviluppando una nuova fotografia di paesaggio.
Uno dei punti forti della sua ricerca è il tema del viaggio però legato al suo significato culturale, politico, spirituale, quindi una visione totale del mondo.

1396 Frank Gohlke

1397 Wichita Falls in Texas

1398 Senza titolo

1399 Moreno Gentili

1400 Twin Towers New York, 2001

Queste sono immagini in bianco e nero nella maggior parte dei casi e visione e pensiero sono sotenuti da memoria e conoscenza, inoltre tra i suoi lavori più conosciuti ricordiamo Memorie della casa di un folle, un reportage legato alla natura dove ha ripreso l’interno di un’abitazione di un uomo che ha dedicato una vita intera all’agricoltura e la figura umana riaffiora grazie agli oggetti e alle situazioni che si presentano.
Franco Jodice (fig. 1401) realizza immagini dai forti spazi narrativi (fig. 1402) che riflettono la realtà contemporanea con tutte le sue contraddizioni, velocità e lentezza, precisioni e imprecisioni, natura e costruzioni, etc e suoi gruppi famigliari sono composti da persone di diverse etnie, che dimostrano il cambiamento dell’attuale società. Nelle sue immagini, si avverte una certa vicinanza con l’inglese Martin Parr, dove vi é una continua dimostrazione di confronto tra realtà e fantasia.
Raffaella Mariniello (fig. 1403) realizza immagini che hanno bisongo sia di luce artificiale che naturale, immagini che sono state scattate per la maggior parte a Napoli e di sera (fig. 1404).
Ciò che prevale nelle sue immagini è una forte attenzione verso il dettaglio che poi proiettano verso una visione più aperta.

1401 Franco Jodice

1402 What We Want, Oostende

1403 Raffaella Mariniello

1404 Napoli

Paolo Simonazzi (fig. 1405) guarda verso il mondo con un tocco di leggerezza ed ironia e tra i suoi lavori più importanti ricordiamo Tra la via Emilia e il West (fig. 1406), dove racconta la realtà emiliana a lui molto familiare, una realtà che convoglia tutto, pregi e difetti, vizi e virtù.
Anche per il fotografo italiano Giampietro Agostini (fig. 1407) il paesaggio (fig. 1408) diventa la sua ricerca principale, immagini fatte di silenzio che sembrano evocare altre dimensioni all’insegna del bianco e nero.
In questo periodo non vanno dimenticati anche altri grandi fotografi legati al fotoreportage, come Lucia Patalano (fig. 1409 pag. 385) con il suo lavoro Vite concluse (fig. 1410) del 2000, che rigurada una serie di immagini legata alla storia di uno dei carceri più duri dell’Italia chiuso nel 1975, Procida.
Le sue immagini sono testimonianza di tracce molto inquietanti, cucchiai, forchette, scarpe dei carcerati, immagini di ombre che ricordano il passaggio dei carcerati, dove esalta fortemente il senso o le presenze di persone condannate ad una vita non vita.
Nel 1969 Luigi Gariglio (fig. 1411) si dedica ad un lavoro di carattere sociale (fig. 1412), un lavoro di catalogazione legata a persone che vivono le medesime esperienze di vita, sono progetti che vengono costruiti nel tempo e sembrano non trovare mai un punto di chiusura.
In questo quadro contemporaneo vi furono anche altri artisti italiani che diedero il loro contributo tecnico e concettuale, come Marco Anelli (fig. 1413), Luca Campigotto (fig. 1414), Isabella Balena (fig. 1415), la franceseMarianne Boutrit (fig. 1416), etc.

1405 Paolo Simonazzi

1406 Misano Adriatico, (Rimini) 2000

1407 Giampietro Agostini

1408 Archivio dello Spazio, Milano Lacchiarella , 1992

1409 Lucia Patalano

1410 Vite concluse

1411 Luigi Gariglio

1412 Contrasto

1413 Marco Anelli

1414 Luca Campigotto

1415 Isabella Balena

1416 Marianne Boutrit

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