(H 86) La fotografia nell’ambito della moda

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author image by Giuseppe | 0 Comments | 5 May 2018

La fotografia di Moda esiste ormai da più di cento anni, infatti questa divenne fondamentale per le riviste, contando anche un’incremento veramente significativo tra i fotografi, soprattutto a partire dai primi anni venti del ‘900.
Grande esponente di questo genere fu lo studio Reutlinger del francese Charles Reutlinger (fig. 784) che rimase aperto dalla metà dell’800 fino al 1937, data di morte del nipote Léopold, comunque proprio agli inzi del XX secolo molte immagini saranno pubblicate su numerose riviste, tra cui Les Models, Corring Modes e The Ladies Filed.
Lo studio realizzò anche diverse immagini di modelle esposte fuori all’aperto per la rivista Mode Pratique, inoltre il loro lavoro è stato veramente importante anche per la diffusione di questo settore all’estero, tra cui l’America, soprattutto per la rivista Harper’s Bazaar, nata nel ’67 dell’800.
Tra i primi vi fu anche Talbot (fig. 785), che realizzò immagini colorate anche tramite l’uso dell’anilina, come gli stessi giapponesi, comunque Parigi si aggiundicò in assoluto il primato di capitale della moda.
Per i fotografi legati al pittorialismo, questo lavoro fu accolto con molta serenità come dimostrano le immagini realizzate dallo stesso Steichen (fig. 786), anche se non bisogna dimenticare Adolph de Meyer, che fu tra i primi ad imprimere il tocco pittorialista sulle immagini di moda.
In questo settore ricordiamo anche Egidio Scaioni che ebbe l’idea di ambientare le modelle su diversi scenari dell’Europa, inoltre fu anche un allievo di Steichen, inoltre lui sarà anche costretto a trasferirsi a Londra, visto che l’Italia dell’epoca risultava essere molto chiusa nei confronti di tali innovazioni.
Nel 1933 vi fu anche Dahal Wolfe (fig. 787) che realizzò immagini introducendo il colore in modo pittorico per Vanity Fair, altro protagonista sarà anche l’ungherese André Kerstetz (fig. 788) che si dedicò intermante alla moda trovando grande affermazione anche negli Stati Uniti.
Molto influente fu Man Ray (fig. 789) senza dimenticare la sua assistente Lee Miller (fig. 790) che nel 1931 realizzò il suo primo lavoro per Vogue e proseguì con queste realizzazioni fino al 1977.

784 Charles Reutlinger

785 William Fox Talbot

787 Dahal Wolfe

788 André Kerstetz

789 Man Ray

790 Lee Miller

In questa epoca va menzionata anche Madame Yevonde (fig. 791) con le sue sperimentazioni del metodo Vivex, un metodo astratto a colori introdotto nel 1932 dal dottor Spebcer, anche se poi lo abbondonò per via della chiusura del laboratorio specializzato, con cui riuscì ad avere anche diverse conferenze presso la Royal Society.
Questa diffusione della fotografia proseguì anche negli anni trenta, soprattutto in Francia, Germania, Stati Uniti e Inghilterra, pers esempio in Germania abbiamo Erwin Blumenfeld (fig. 792) la cui produzione era caratterizzata da drappeggi bagnati e molto sensuali.
Vi fu anche Regina Relang (fig. 793) che collaborò con la rivista Vogue a Parigi anche se poi si trasferirà in Italia esaltando il gusto iltaliano nelle sue immagini.
Altro esempio fu l’inglese Cecil Beaton (fig. 794) che realizzò fotografie di moda divenendo anche il fotografo della famiglia reale, un lavoro il suo che influenzò lo stesso Platt Lynes (fig. 795) che lavorò ad immagini di moda conferendole un tocco surrealista che saranno poi pubblicate anche su riviste come Harper’s Bazaar e Vogue.
Importante fu anche l’ungherese Martin Munkacsi (fig. 796)che lavorò negli Stati Uniti ed fu anche un maestro per molti fotografi grazie anche alla sua originalità dovuta ad una ricerca continua di nuove ambientazioni a cui guardarono anche i nuovi fotografi, tra cui Avedon e Horvat.
In questi anni Parigi era la capitale della Houte couture, cioé dell’Alta moda, che vide impegnati diversi fotografi come Roger Shall (fig. 797) famoso per i suoi ritratti realizzati per Coco Chanel, oppure Philip Pottier che ha lavorato per ben venticinque anni con l’Officiel de la couture.

791 Madame Yevonde

792 Erwin Blumenfeld

793 Regina Relang

794 Cecil Beaton

795 Platt Lynes

796 Martin Munkancsi

797 Roger Shall

Anche l’ungherese Francois Kollar (fig. 798) si trasferì a Parigi realizzando splendide immagini per riviste come l’Officier de la couture, Harper’s Bazaar, etc.
Sempre nell’ambiente parigino ricordiamo anche il polacco Harry Ossip Meerson che lavorò per diverse riviste tra cui la l’Oreal, e molto attento al senso dell’immagine, invece a Roma lavora nel settore della moda e come ritrattista Arturo Ghergo (fig. 799), che nel giro di pochissimo tempo divenne il fotografo più richiesto nella realtà italiana.
Gli dopo il conflitto mondiale, rappresentò un perido di stallo per la fotografia di moda, mentre in America, più precisamente a New York si affermarono importanti riviste e case produtrici nel settore della moda, e di questo periodo è George Hoyningen Huene (fig. 800) simbolo dell’eleganza dell’epoca, invece nel 1929 vi fu Paul Horst(fig. 801) uno tra i più conosciuti nel mondo della fotografia di moda, e inoltre fu anche assistente e posò per come modello per Huene.
In questo tempo anche Penn (fig. 802), Avedon (fig. 803) furono un punto di riferimento non solo per la fotografia in generale ma anche per quella di moda, inoltre vi fu anche Gordon Parks (fig. 804), il cui lavoro di rilievo venne dedicato alla modella Bettina che furono pubblicate sulle pagine della rivista Life.
In Italia abbiamo come protagonisti, Federico Patellani (fig. 805) uno dei maestri del fotogiornalismo e dei fototesti che vennero pubblicati su Marie Claire e Bellezza.
Anche Pasquale De Antonis (fig. 806) si legò alla fotografia di moda, comunque la maggior parte dei fotografi in italia erano in un certo senso fotografi liberi, cioé non vincolati a nessun tipo di contratto o azienda che li rappresentasse.
Un’altro esempio da ricordare è quello di Ferdinando Scianna (fig. 807) che dopo una lungo lavoro da documentarista, si affaccierà alla moda solo negli anni ottanta, e importanti saranno le sue immagini sulla modella Marpessa.
Molto floridi, per il settore della fotografia di moda, saranno gli anni cinquanta dove vi furono altri grandi fotografi che si affermeranno con forza tra cui William Claxton (fig. 808), oppure Bob Richiardson (fig. 809) e Bert Stern (fig. 810) che realizzò servizi di moda ricchi di riferimenti romanticisti.

798 Francois Kollar

799 Arturo Ghergo

800 George Hoyningen Huene

801 Paul Horst

802 Irving Penn

803 Richard Avedon

804 Gordon Parks

805 Federico Patellani

806 Pasquale De Antonis

807 Ferdiando Scianna

808 William Claxton

809 Bob Richardson

810 Bert Stern

Anche di forte impatto sono le immagini del polacco Victor Skrebneski che aprì anche uno studio a Chicago nel 1952 dando vita ad una lunga collaborazione con le riviste del mondo della moda, tra cui Vogue Italia.
Altra grande personalità che mostrò grande carattere e forza nella fotografia di moda, fu Helmut Newton (fig. 811), lavorando durante gli anni cinquanta con numerose riviste.
Anche Diane Arbus (fig. 812) si dedicò alla foto di moda insieme a suo marito Alan, realizzando immagini molto ricche di significato.
Ritornando in Italia abbiamo ancora latre personalità che hanno continuato a diffondere e affermare la fotografia di moda, come la modella divenuta successivamente fotografa Maria Vittoria Backhaus (fig. 813), oppure Giampaolo Barbieri (fig. 814), che nel 1964 abbandona il cinema per dedicarsi alla fotografia di moda, infatti nelle sue immagini vi è un tocco teatrale all’insegna del bianco e nero.
In questi anni vi fu anche il trionfo dell’immagine di Oliviero Toscani (fig. 815), famoso anche per le sue dichiarazioni scandalose lungo le prime pagine dei quotidiani dell’epoca.
Da ricordare il caso nel ’66, quando una sua immagine, l’Osservatore umano, che mostrava il sedere della modella Donna Jordan stretto all’interno di un paio di jeans Jesus, venne ritirata.
Stesso attegiamento turbolento lo riscontriamo anche in Jean Francois Bauret (fig. 816), mediante la rappresentazione di uomini e donne incinte mostrate nude.
Toscani fu anche un grande fotoreporter che lavorò per il Corriere della Sera dove pubblicò, appena quindicenne, la foto di Rachele Mussolini catturata dal suo occhio di nascosto mentre era in visita presso la tomba del marito.
Altro elmento da tenere in considerazione, era il suo lavoro di matrice sociale dove va incontro a tematiche molto complesse.
Gli anni sessanta porteranno ancora ulteriori evoluzioni, vi sarà il presidente Kennedy, periodo di contestazioni, etc, quindi la moda inizia a subire altri mutamenti specie per quando riguarda l’abbigliamento femminile ormai stufe della loro condizione sociale di restrizione.
Questi sono gli anni che riguardano la fisicità, come quella ultra sottile della modella Twiggy, fotografata dal sudafricano Barry Latager, che divenne simbolo dell’epoca.

811 Helmut Newton

812 Diane Arbus

813 Maria Vittoria Backhaus

814 Giampaolo Barbieri

815 Oliviero Toscani

816 Jean Francois Bauret

In questi anni in Francia si afferma invece la figura di Patrick De Marcelier (fig. 817) realizzatore di numerose campagne pubblicitarie per numerose testate come Revlon e Chanel e a partire dal 1975 collaborerà con la rivista Harper’s Bazaar, visto che si trasferì a New York.
Negli anni sessanta si svilupperà lo stilismo, permettendo a diversi personaggi del tempo di affermarsi nel settore della moda come Armani, ponendo in secondo piano le classiche sartorie.
A tal proposito sarà fondamentale il lavoro di Aldo Fallai (fig. 818) che collaborò proprio con armani, introducendo il ritratto e ponendo in secondo piano l’abito di moda, inoltre nel 1970 aprirà anche il proprio studio a Ravenna, Paolo Roversi (fig. 819), il primo fra tutti i fotografi che adoperò una Polaroid 20 per 25 nel realizzare immagini di moda.
Altra figura di rilievo fu Fabrizio Ferri (fig. 820) ideatore di Industria Superstudio e fotografo di moda, che a soli diciannove anni realizza un’immagine, durante una manifestazione a sfondo politico, di un padre con la propria figlia che sarà pubblicata sul Paese Sera e divenuta simbolo durante quell’epoca.
Tra gli anni settanta e ottanta vi furono le prime pubblicazioni di Giovanni Gastel (fig. 821) , nipote di Luchino Visconti, famoso per le sue immagini raffinate ed eleganti, inoltre fu ancora uno dei pochi a lavorare con metodi tradizionali, come il fatto che usasse ancora il banco ottico, realizzando numerose sperimentazioni nel settore della moda.
Ricordiamo anche altre personalità, come il tedesco Peter Lindberg (fig. 822) che si specializzerà nel settore della fotografia di moda, opure l’inglese Sarah Moon (fig. 823) il cui stile è caratterizzato da un ottimo uso delle luci e delle ombre.
Durante gli anni settanta in America vi furono altre importanti personalità della fotografia di moda, uno era Bruce Weber (fig. 824) le cui fot riflettevano la nuova immagine della bellezza, poi Herb Ritts (fig. 825) molto amato dalle modelle che posano insieme ad elementi naturali, Robert Mapplethorpe (fig. 826) che lavorò in modo molto intenso anche se breve nel settore della moda e infine David LaChapelle (fig. 827), le cui immagini sono rese in modo incredibile grazie all’uso esagerato dei colori.

817 Patrick De Marcelier

818 Aldo Fallai

819 Paolo Roversi

820 Fabrizio Ferri

821 Giovanni Gastel

822 Peter Lindberg

823 Sarah Moon

824 Bruce Weber

825 Herb Ritts

826 Robert Mapplethorpe

827 David LaChapelle

Rilevanti furono anche i fotografi dell’avanguardia contemporanea, ed in quest’ottica non bisogna mettere da parte i fotografi inglesi, tra cui Christie Donald, Craig McDean (fig. 828) e Corinne Day (fig. 829) che iniziò con fotografie dei suoi amici, comunque questi furono fotografi le cui immagini furono pubblicate su riviste indipendenti e rivolte ai giovani.
In Germania abbiamo Jurgen Teller (fig. 830), che secondo molti fu l’iniziatore della nouvelle vague fotografica, inoltre va nominato anche Mario Sorrenti (fig. 831), l’italiano le cui immagini furono pubblicate su riviste come Interview e Harper’s Bazaar e non va dimenticata anche la fotografa italiana Cristina Ghergo (fig. 832).
Importante fu anche Robert Wyatt (fig. 833) molto più vicino al mondo dell’arterealizzando immagini dai valori cromatici delicati, prendendo spunto dalle ricerche di Sophie Calle (fig. 834) e dai colori che affollano le immagini di Martin Parr (fig. 835).
Anche il Giappone conta sui suoi esponenti tra cui Nobuyoshi Araki (fig. 836) con la sua visione della moda legata alle sue ricerche sui corpi e sulla psiche femminile, oppure Izima Karou (fig. 837) altro protagonista sulla scena della moda, la cui particolarità era quando, prima di fotografare le modelle per le relative riviste, chiedeva quali erano le loro fantasie di morte.

828 Craig McDean

829 Corinne Day

830 Jurgen Teller

831 Mario Sorrenti

832 Cristina Ghergo

833 Robert Wyatt

834 Sophie Calle

835 Martin Parr

836 Nobuyoshi Araki

837 Izima Karou

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