(A 45) La Gestalt

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author image by Giuseppe | 0 Comments | 23 May 2018

La psicologia della forma fu una teoria affermata agli inizi del XX secolo, e fu definita la Gestaltpsycologie, prendendo in esame i fenomeni legati alla coscienza, struttura che può essere speigata solo sulla base della loro forma, detta anche configurazione o campo.
Questa si legò principalmente all’analisi della percezione visiva dei fenomeni, infatti mediante gli studi dello psicologo ceco Max Wertheimer (fig. 575), dello psicologo tedesco Kurt Koffka (fig. 576) e dello psicologo tedesco Wolfgang Kohler (fig. 577) affermarono che, la precezione non coglie oggetti o sensazioni isolate, ma il loro insieme all’interno di un campo di fenomeni percepiti mediante precise leggi organizzate.
Le principali leggi sono, della vicinanza, dove gli oggetti tendono ad essere raggruppati mediante la loro vicinanza, poi quella della somiglianza, dove tendono ad unirsi solo se questi sono simili tra loro, la legge della buona forma, dove oggetti o forme che hanno una direzione continua tendono ad essere unite a discapito di altre e infine quella delle forme chiuse, dove le forme che completano una rappresentazione chiusa tendono ad essere percepite meglio rispetto alle altre.

575 Max Wertheimer

576 Kurt Koffka

577 Wolfgang Kohler

Altra grande importanza venne data ad un’altra legge generale definita dell’esperienza passata, praticamente deriva dalle abitudini, quindi nell’ambito dela nostra esperienza visiva tendono ad imporsi forme con cui abbiamo avuto una conitinua esperienza visiva, e quindi risulteranno maggiormente riconoscibili.
Grazie alla Gestalt, diversi artisti hanno avuto il loro fondamento espressivo dei fenomeni artistici, per esempio il pittore tedesco Paul Klee (fig. 578) e il pittore franco-russo Vasilij Kandinskij (fig. 579) sostennero che il punto e la linea, posti su un fondo venivano percepiti come forze spaziali, dinamiche, in tensione e con forze di direzione e nergie di campo.

578 Paul Klee

579 Vasilij Kandinskij

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