La grafica durante gli anni venti

L’Art Decò fu un modo di esprimersi mediante un genere artistico generico ma che, poteva essere attuata solo in determinati contesti, anche se negli anni Venti le sue basi tecniche saranno il punto di partenza e di riferimento delle espressioni artistiche.
Il manifesto aveva ereditato il dinamismo delle precedenti ricerche artistiche del Cubismo, Futurismo e del Costruttivismo, mentre la pubblicità fece sue queste evoluzioni piegandole ad un senso seduttivo che si rifaceva alle forme sinuose del pittore e pubblicitario francese Jules Chéret (fig. 01) e del pittore francese Henri de Toulouse-Lautrec (fig. 02).
Quindi sarà proprio in Francia che verrà definito il nuovo aspetto del manifesto grazie a disegnatori e pubblicitari come i francesi Jean Carlu (fig. 03) e Paul Colin (fig. 04), il francese Charles Loupot (fig. 05) e il francese Cassandre (fig. 06) nominati i Tre Moschettieri, che ripresero i motivi spaziali e figurativi dell’arte visiva del tempo tramutandoli secondo i canoni del Cubismo, del Futurismo e del Purismo mediante una forma espressiva raffinata e popolare allo stesso tempo.

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In tutto questo fu molto estroso il lavoro di Cassandre con i manifesti per L’Intransigeant (fig. 07) del 1925, Nord Express (fig. 08) del 1927 e Casino (fig. 09) del 1930.
In Italia invece vi fu il pubblicitario Leonetto Cappiello (fig. 10) e il pubblicitario e pittore Marcello Dudovich (fig. 11), esponenti di un sistema figurativo basato sul modernismo dei linguaggi visivi.
Anche l’opera del pittore Fortunato Depero (fig. 12) fu fondamentale, impegnandosi nel trasferire all’interno della pubblicità le sue sperimentazioni già eseguite durante la sua esperienza teatrale e pitorica, caratterizzata da una spinta di tipo meccanica nella rappresentazione grafica degli elementi, tutto questo è ben visibile nel suo famoso manifesto per Bitter Campari (fig. 13) del 1927.

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Anche l’opera dello scultore, pubblicitario e pittore Severo Pozzati detto anche Sepo (fig. 14) e del pittore, designer e architetto Marcello Nizzoli (fig. 15) fu uno studio fondato sulla sintesi astratta del moderno legata alla narrazione figurativa dei tradizionalisti.
Comunque l’elemento fondamentale dell’arte Decò all’interno dei manifesti fu il forte linearismo, che non fu come quella del Liberty, cioè fondamento strutturale, ma divenne una linea di contorno e di delimitazione delle forme, inoltre fu importante anche lo sviluppo del lettering, che vide il dominio della funzionalità già annunciato dallo scrittore, designer e tipografo tedesco Jan Tschichold (fig. 16) mediante le sue ricerche presso la Bauhaus.
Qui la scrittura diviene essenziale, sottolineata da un modulo quadrato su cui vengono costruite le singole lettere e tagliate in alcuni casi da sottili linee bianche separatrici, mostrando un tipico aspetto Decò.

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