(A 67) La grafica in Italia dopo la guerra

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author image by Giuseppe | 0 Comments | 27 May 2018

Dal 1945 a Milano prende vita il settimanale Il Politecnico (fig. 862) dello scrittore e traduttore italiano Elio Vittorini (fig. 863) e la grafica curata secondo un gusto costruttivista dal designer italiano Albe Steiner (fig. 864).
Nell’ambito del politecnico Albe sarà riconosciuto come uno dei maggiori protagonisti della grafica, riuscendo a fondere il suo impegno nell’ambito politico con la tradizione tipografica del Bodoni (fig. 865) e del Baskerville(fig. 866), diventando un esempio per le generazioni successive.
Bisogna anche dire che prima della guerra non esistevano in Italia scuole di grafica e i maestri prima di queste provenivano da esperienze formative diverse, come quella artistica di Bruno Munari (fig. 867) e Luigi Veronesi(fig. 868), a quella architettonica di Erberto Carboni (fig. 869) e Remo Muratore (fig. 870).
Comunque Steiner tende anche ad adoperare i caratteri sans serif, bastoni e grotteschi nell’ambito della pubblicità promozionale, mentre nell’ambito del settore editoriale come nel caso della Rinascita, adopererà caratteri bodoniani, inoltre lui opererà con grande maestria anche in altri ambiti, come i marchi, come quello realizzato per il Compasso d’Oro (fig. 871) della Rinascente nel 1954 e quello per il Teatro Popolare Italiano (fig. 872) di Gassman , il marchio per la Coop (fig. 873), fino al packaging Pierrel (fig. 874).

862 Il Politecnico

863 Elio Vittorini

864 Albe Steiner

865 Bodoni

866 Baskerville

867 Bruno Munari

868 Luigi Veronesi

869 Erberto Carboni

870 Remo Muratore

871 Compasso d'Oro

872 Teatro Popolare Italiano

873 Marchio Coop

874 Packaging Pierrel

Importante sarà anche Bruno Munari la cui personalità artistica va inquadrata sul suo intero operato, inoltre lui fu anche designer, grafico, filosofo e poeta, e ancora psico-pedagogo, infatti sulla base di questo vanno ricordati i suoi incontri con i bambini sul fare artistico.
Lui inziò ad operare dal 1932, grazie all’esposizione della Galleria Pesaro di Milano, con la rappresentazione di oggetti sospesi come mobiles nello spazio (fig. 875), e la sua ricerca si allontana da un operato ben preciso nell’arte, in quando il suo segno iconico e i suoi spazi bidimensionali sembrano avvicinarlo al dadaismo e al surrealismo, inoltre lui tenta di addentrarsi in nuovi territori della percezione e dei codici visivi, con mente sgombra e serena.
Nel 1948 lui prenderà parte al gruppo milanese MAC, Movimento Arte Concreta, e dopo collaborerà insieme all’imprenditore italiano Bruno Danese (fig. 876), realizzando diversi oggetti d’uso, e in ambito grafico sarà importante per aver realizzato l’immagine per la collana Einaudi (fig. 877) dal 1942, e poi per il manifesto realizzato per Campari (fig. 878), dove adopererà ancora la sua concezione sullo spaziamento.

875 Mobiles nello spazio

876 Bruno Danese

877 Collana “Il Nuovo Politecnico”, Munari, Einaudi Editore, 1965

878 Campari

Lui lavorerà anche alle impaginazioni editoriali per Mondadori come Tempo (fig. 879) dal 1939 e Epoca (fig. 880), e collaborerà anche con Bompiani e lo scrittore e filosofo italiano Umberto Eco.
Altro protagonista sarà Erberto Carboni che intensificherà la sua produzione nel settore della pubblicità.
Dopo aver studiato architettura a Milano, inizierà a lavorare prima nello studio pubblicitario di Motta e poi con Olivetti e lo Studio Boggeri.
Lui fara grande uso della fotografia mediante manipolazioni e scontorni e fotomontaggi, anche se la sua pubblicità sarà maggiormente incentrata su manifestazioni fieristiche, e tra i suoi lavori ricordiamo l’immagine per pasta Barilla (fig. 881), l’azienda di Parma con cui realizzerà ogni tipo di lavoro grafico, dal restyling del marchio al packaging, etc.
Anche Remo Muratore lavorerà presso lo Studio Boggeri durante gli anni rpima della guerra, infatti per molti artisti del tempo, questo studio sarà un’ottimo allenamento per il settore grafico , inoltre lui lavorerà con molte aziende, come la Rai, dove lavorerà nella realizzazione di diverse campagne pubblicitarie, anche se il meglio del suo lavoro grafico sarà espresso mediante la fotografia durante la sua collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano, lavorando con splendidi tagli delle immagini e un’ottima maestria nell’uso dei caratteri bodoniani.

879 Tempo

880 Epoca

881 Barilla

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