(A 31) La grafica intorno al Dadaismo ed altri movimenti durante la rivoluzione

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author image by Giuseppe | 0 Comments | 23 May 2018

Il Dadaismo fu un movimento artistico nato a Zurigo nel 1916 che scardinò le regole tradizionali dell’arte e della letteratura, mostrando un timbro molto più forte dello stesso Cubismo e Futurismo.
Adoperando un lignuaggio fattodi automatismi propri e guidatodal capriccio, questo si scagliò contro tutte le categorie estetiche, compreso lo stesso modernismo, con forte attegiamento critico nei loro confronti, proprio sulla base di questo suo atteggiamento fu emblematico il caso di Marcel Duchamp (fig. 398) che adoperò oggetti comuni, come la ruota di una biclicletta (fig. 399), elevandoli ad oggetti d’arte, inoltre vi furono anche altre tecniche adottate dal Dada, come il collage, tecnica già adoperata dai cubisti, che puntavano a scoprire ogni concetto e ogni rappresentazione visiva della realtà.

398 Marcel Duchamp

399 Ruota di bicicletta

Comunque questo movimento ebbe una forte influenza anche sull’arte grafica, come le prime riviste dadaiste come 391 o Cabaret Voltaire (fig. 400 e 401) il cui lavoro si limitò solo a variare o rompere le regole della pagina, mentre una spinta più decisiva fu posta invece dai fotomontaggi dell’artista tedesco John Heartfield (fig. 402), dai collage degli artisti tedeschi Raoul Hausmann (fig. 403) e Hannah Hoch (fig. 404), dando vita a nuove soluzioni in ambito visivo e della comunicazione di massa.

400 Rivista 391

401 Rivista Cabaret Voltaire

402 John Heartfield

403 Raoul Hausmann

404 Hannah Hoch

Diversi invece furono gli interventi o le soluzioni esposte in ambito letterario, che furono affiancate anche da altre esperienze, già le soluzioni proposte dagl futuristi come Francesco Cangiullo (fig. 405) con Grande foule sur la Piazza del Popolo (fig. 406) del 1914, lo stesso Corrado Govoni (fig. 407) con Rarefazioni e parole in libertà(fig. 408) del 1915, Paolo Buzzi (fig. 409), Giacomo Balla (fig. 410) e Carlo Carrà (fig. 411) aprirono le porte ad un’ampia ricerca che poi sarà ampiamente definita mediante le innovazioni tipografiche del volantino Parole in libertà di Marinetti (fig. 412) nel 1915.

405 Francesco Cangiullo

406 Grande Foule sur la Piazza del Popolo

407 Corrado Govoni

408 Rarefazioni e parole in libertà

409 Paolo Buzzi

410 Giacomo Balla

411 Carlo Carrà

412 Parole in libertà di Marinetti

In questo stesso periodo ci sarà anche lo scrittore e poeta francese Guillaume Apollinaire (fig. 413) che sperimenterà nuovi rapporti tra immagine poetica e forma della scrittura con i suoi Calligrammes (fig. 414) del 1918 cercando di proiettare la pagina verso un piano completamente pittorico, inoltre ancora più radicale fu la scrittura elaborata dal poeta ebraico Tristan Tzara (fig. 415) nelle Composition dada (fig. 416) del 1917 e 1919, senza dimenticare il lavoro tipografico svolto dall’artista tedesco Kurt Schwitters (fig. 417) presso la rivista Merz(fig. 418).

413 Guillaume Apollinaire

414 Calligrammes

415 Tristan Tzara

416 Composition dada

417 Kurt Schwitters

418 Rivista Merz

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