La grafica intorno al Dadaismo ed altri movimenti durante la rivoluzione

Il Dadaismo fu un movimento artistico nato a Zurigo nel 1916 che scardinò le regole tradizionali dell’arte e della letteratura, mostrando un timbro molto più forte dello stesso Cubismo e Futurismo.
Adoperando un lignuaggio fattodi automatismi propri e guidatodal capriccio, questo si scagliò contro tutte le categorie estetiche, compreso lo stesso modernismo, con forte attegiamento critico nei loro confronti, proprio sulla base di questo suo atteggiamento fu emblematico il caso di Marcel Duchamp (fig. 01) che adoperò oggetti comuni, come la ruota di una biclicletta (fig. 02), elevandoli ad oggetti d’arte, inoltre vi furono anche altre tecniche adottate dal Dada, come il collage, tecnica già adoperata dai cubisti, che puntavano a scoprire ogni concetto e ogni rappresentazione visiva della realtà.
Comunque questo movimento ebbe una forte influenza anche sull’arte grafica, come le prime riviste dadaiste come 391 o Cabaret Voltaire (fig. 03 e 04) il cui lavoro si limitò solo a variare o rompere le regole della pagina, mentre una spinta più decisiva fu posta invece dai fotomontaggi dell’artista tedesco John Heartfield (fig. 05), dai collage degli artisti tedeschi Raoul Hausmann (fig. 06) e Hannah Hoch (fig. 07), dando vita a nuove soluzioni in ambito visivo e della comunicazione di massa.

01

02

03

04

05

06

07

Diversi invece furono gli interventi o le soluzioni esposte in ambito letterario, che furono affiancate anche da altre esperienze, già le soluzioni proposte dagl futuristi come Francesco Cangiullo (fig. 08) con Grande foule sur la Piazza del Popolo (fig. 09) del 1914, lo stesso Corrado Govoni (fig. 10) con Rarefazioni e parole in libertà (fig. 11) del 1915, Paolo Buzzi (fig. 12), Giacomo Balla (fig. 13) e Carlo Carrà (fig. 14) aprirono le porte ad un’ampia ricerca che poi sarà ampiamente definita mediante le innovazioni tipografiche del volantino Parole in libertà di Marinetti (fig. 15) nel 1915.

08

09

10

11

12

13

14

15

In questo stesso periodo ci sarà anche lo scrittore e poeta francese Guillaume Apollinaire (fig. 16) che sperimenterà nuovi rapporti tra immagine poetica e forma della scrittura con i suoi Calligrammes (fig. 17) del 1918 cercando di proiettare la pagina verso un piano completamente pittorico, inoltre ancora più radicale fu la scrittura elaborata dal poeta ebraico Tristan Tzara (fig. 18) nelle Composition dada (fig. 19) del 1917 e 1919, senza dimenticare il lavoro tipografico svolto dall’artista tedesco Kurt Schwitters (fig. 20) presso la rivista Merz (fig. 21).

19

20

21

16

17

18

image_pdfimage_print
Seguimi su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit exceeded. Please complete the captcha once again.

Rating*