La grafica nella propaganda politica

Sempre in questo periodo, cioé il 1918, il presidente sovietico Lenin (fig. 01) mostrò la necessità di dover pubblicizzare gli ideali politici della rivoluzione, quindi pensò di sfruttare la comunicazione visiva di massa per affermare tali principi, un’iniziativa che venne accolta con forte entusiasmo a cui presero parte Rodčenko (fig. 02), Malevic (fig. 03), Gabo (fig. 04), ed altri che si impeganrono nella creazione di pannelli stradali, allestimenti di autocarri e treni, decorazioni su edifici, etc, con il fine di diffondere l’ideologia politica del tempo.
Anche l’agenzia Telegrafica Russa, Rosta, diede vita a diversi manifesti dal linguaggio molto semplice e in certi casi anche molto basilare, diffondendo istruzioni e informazioni verso i cittadini e i soldati.

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Un manifesto Rosta (fig. 05) di regola era caratterizzato dai relativi elementi, praticamente conteneva dai quattro ai quattordici riquadri narrativi, dove ognuno presentava dei disegni, battute e didascalie, inoltre i diversi riquadri erano prodotti mediante stampini che richiedevano un tratto molto lineare, dove l’artista interveniva solo in alcuni casi con il colore, e nonostante la sua semplicità, era possibile individuare lo stile di un artista, come nel caso di Majakovskij (fig. 06) che tendeva ad uno stile molto amico del fumetto, mentre quello di Vladimir Lebedev (fig. 07) era legato ad uno stile infantile.

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