La grafica postmoderna

Nel corso del XX secolo, soprattutto verso gli anni Ottanta, maturò sempre più una mentalità rivolta ad una realtà sempre più dominata dal disordine e dalla complessità.
Graficamente tutto questo venne tradotto in una rinuncia dei valori geometrici in favore di una forte espressività legandosi sempre più alle nuove tecnologie.
Negli Stati Uniti si registrò in maniera dominante questa nuova tendenza che divenne una ripresa dei vecchi sistemi di comunicazione dell’Art Decò e allo Streamlining, cosa che si avvertì anche in Europa, anche se il razionalismo rimase sempre presente al suo interno.
A San Francisco prese vita una nuova scuola di grafica, che prendendo le distanze dalla tradizione modernista e dall’arte psichedelica degli anni Settanta, si spinse verso una pura libertà creativa.
In questo contesto salterà all’occhio la figura del progettista americano Michael Vanderbyl (fig. 01 e 02) che darà vita a manifesti che si ispirano ai modelli della cultura postmoderna, specialmente nel settore del design e dell’architettura.
Proprio questo suo approccio progettuale, gli consentirà di realizzare immagini legate ad un nuovo ordine tipografico e iconico, darà vita anche a nuove strutture visive, che nella loro espressione saranno caratterizzati da un senso di chiarezza e precisione.

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