(F 35) La psicologia dei font

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author image by Giuseppe | 0 Comments | 7 April 2018

Secondo la Lexmark, l’azienda produttrice di stampanti, la scelta del font è un elemento fondamentale, perché permette di mandare un segnale forte agli altri sui loro gusti e permette anche di capire meglio la propria personalità.
L’azienda incaricò anche un grande psicologo di Manhattan, Aric Sigman, con il fine di avviare uno studio psicologico sui font.
Ne derivò uno studio che lui stesso definì, codici sociali, cioè l’analisi emotiva captata intorno a determinate font rivolte ai destinatari.
I risultati presentati dall’azienda basandosi sullo studio di Sigman furono impeccabili, per esempio, “se usate l’Univers, allora siete persone che tenete molto all’anonimato e alla sicurezza”, etc, poi vi fu anche un sondaggio sui caratteri preferiti dalla gente famosa, per esempio, Jennifer Lopez e Kylie Minogue votarono per lo Shelley, invece Richard Branson si legava agli usi del Verdana, etc, inoltre non mancò anche lo studio o consigli sull’impaginazione, “se dovete scrivere una lettera importante, a tal punto da determinare una svolta nella vostra vita, allora adoperate caratteri piccoli e minimalisti”.
Comunque lo studio di Sigman risulta ancora più dettagliato, se adoperiamo caratteri con O grandi accompagnate da code, allora la nostra personalità risulterà più cordiale e umana, mentre quelle più rettilinee e spigolose, presentano una carattere più freddo e rigido, invece per occasioni particolari come i ringraziamenti, si consiglia di adoperare un carattere più cordiale e sincero, per esempio il Geneva, invece per una lettera di licenziamento, se l’esperienza è stata positiva, allora è preferibile un carattere più gradevole, come il Verdana, viceversa, è meglio adoperare un carattere che determina un certo allontanamento, come l’Arial, oppure per rompere un rapporto senza essere rigidi, potete utilizzare il Times Regular, infine se siete persone che non amano i malintesi, potete utilizzare un Courier.
Nel corso del 2009 vi fu un’azienda, la Pentagram che invio un biglietto elettronico ai suoi clienti augurando loro buone feste, e al suo interno vi era un questionario dal titolo, “Di che carattere sei”.
Il quesito parte con un video, dove quest’uomo inquadrato dal collo in giù rivolge al diretto interessato quattro domande, per esempio la prima era, “sei istintivo e non esiti a dire qualcosa che ti piace? Oppure sei razionale, e preferisci dire che qualcosa ha una possibilità su due di piacerti?, etc.
Ad ogni singola domanda, dopo che l’utente aveva fornito la sua risposta, di conseguenza l’uomo nel video prendeva nota, in poche parole, alla fine di questo questionario, appariva il risultato del font idoneo alla propria personalità con tanto di foto e spiegazione orale.
Comunque attualmente le situazioni sono molto cambiate dai tempi di Steve Jobs, perchè anche il Mac più elementare offre molte varianti di font, così come il windows, dove l’utente ha l’imbarazzo della scelta.
Nel caso in cui non si riesce a trovare una font soddisfacente, è possibile crearne una totalmente nuova adoperando software come, TypeTool, FontLab Studio e Fontographer.
Allo stesso Matthew Carter venne posta la domanda, “icomputer hanno semplificato la vita al disegnatore di font?”, la sua risposta fu si, o meglio, sotto diversi aspetti sta rendendo il disegnatore più pigro.
Lui stesso litigò con il designer Milton Glaser, il creatore del logo I Love New York (fig. 314) e caratteri come il Baby Teeth (fig. 315) e il Glaser Stencil (fig. 316), durante una conferenza, sostenendo che, al computer non potevano essere realizzati gli schizzi e non si poteva disegnare, praticamente quello che ne veniva fuori, era un prodotto finito anche se il PC offre anche altri modi per realizzare schizzi.

314 Logo I Love New York

315 Font Baby Teeth

316 Font Glaser Stencil

Infatti tutti i programmi offrono la possibilità di realizzare forme, girarle, ruotarle e applicarle dove vogliamo all’interno dell’area di lavoro, inoltre se creo una font, e inizialmente ho realizzato la b minuscola, posso successivamente sfruttarla per realizzare successivamente la p e la q minuscola, quindi in poco tempo, stessa cosa per la n minuscola, posso realizzare la m oppure la lettera h e la u, cosa che si poteva fare anche a mano, ma che comportava maggior tempo e sforzo lavorativo.
Grazie al computer abbiamo conosciuto nuove font, per esempio il BlackBerry, adopera il BlackBerry Alpha Serif (fig. 317), il Clarity (fig. 318) e il Millbank (fig. 319), mentre Amazon Kindle adopera un Monotype Caecillia (fig. 320), etc.
Online è possibile anche giocare a Cheese or Font, praticamente in base alla domanda, bisogna indovinare se il nome che viene fuori è quello di un formaggio o di una font, oppure è possibile acquistare un mazzo di carte Type Trumps dove vengono analizzate le font in base alla loro leggibilità, peso, etc.
A tal proposito possiamo ricordare la società online di Max Kerning (fig. 321), un personaggio ossessionato dalla crenatura, soffermandosi sulle proporzioni della corretta spaziatura dei font, affermando anche che, “Una font pulita è una font divina” e “Quando un testo è pulito, ben spaziato e organizzato, allora trovo la perfezione”.

317 Font Black Barry Alpha Serif

318 Font Clarity

319 Font Millibank

320 Font Monotype Caecillia

321 Max Kerning

I font trovano un altro grande favore a San Francisco, nella personalità forte di Rodrigo Xavier Cavazos o RXC (fig. 322), capo della PSY/OPS Type Foundry, da cui sono stati creati font come, il Plexo (fig. 323), Retablo (fig. 324) e il Martini @ Joe’s (fig. 325), caratteri con cui sono stati esplorati nuove forme espressive delle font.
Lui fondo la sua società nella metà degli anni novanta, e il suo cliente più importante è proprio la software house Electronic Arts EA (fig. 326), per cui realizzò il sans serif adoperato per diversi giochi sportivi.
La sua passione per i font nacque quando da bambino, ebbe in regalo un torchio giocattolo, e cerca di trasmettere quella stessa semplicità ed entusiasmo anche quando insegna al California College of the Arts.
Ma per poter apprendere l’arte del creare una nuova font, c’è bisogno di guardare indietro, cioè al passato, trovando ispirazione in caratteri come il Garamond, il Caslon, il Baskerville, etc, praticamente è importante avere una conoscenza visiva di ciò che è accaduto precedentemente.
In altre parti del mondo, i font prendono vita con altre forme diverse, per esempio a Berlino con il disegnatore olandese Lucas de Groot (fig. 327).
Questa sua passione nasce da quando era bambino, ed era molto attratto dalla sua macchina da scrivere a teste rotanti, che permetteva di modificare l’aspetto delle lettere sulla pagina.

322 Rodrigo Xavier Cavazos

323 Font Plexo

324 Font Retablo

325 Font Martini @ Joe's

326 Electronic Arts EA

327 Lucas de Groot

Lui nella maggior parte dei casi, disegna caratteri, che potremmo definire utili, e deve la sua fama a diverse creazioni, tra cui, il Thesis (fig. 328), il TheSans (fig. 329), il TheSerif (fig. 330) e il TheMix (fig. 331), disponibili per un vasto assortimento di pesi e impieghi.
Inoltre ha ridisegnato il logo per Volkswagen, Audi e la testata per Spiegel ed ha prodotto caratteri altrettanto folli, come il Jesus Loves You (fig. 332), composto per intero da spine e filo spinato, oppure il soffice Nebulae (fig. 333), composto per intero da bolle.
Comunque il suo progetto più importante iniziò nel 2002, un progetto veramente segretissimo, infatti scoprì solo successivamente che si trattò di Microsoft.
Praticamente lo contattarono perché avevano bisogno di creare nuove font per ClearType, una tecnologia all’avanguardia che permetteva di avere maggiore chiarezza sullo schermo, e inizialmente progettata per gli e-book.
Lui propose inizialmente propose il Consolas (fig. 334), una font molto simile al Courier, ma quello che ebbe maggior riscontro, fu il Calibri (fig. 335), disegnato personalmente da de Groot.
Un carattere sans serif dalle forme tonde e molto malleabile e dotato di grande impatto visivo, diventando nel 2007 la font preferita di casa Microsoft, non solo per Word, ma anche per Outlook, PowerPoint e Excel.
Praticamente divenne la font più popolare nel mondo occidentale.

328 Font Thesis

329 Font TheSans

330 Font TheSerif

331 Font TheMix

332 Font Jesus Loves You

333 Font Nebulae

334 Font Consolas

335 Font Calibri

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