La situazione delle avanguardie russe

Nel 1917 la Russia fu protagonista di una riviluzione che vide protagonista la creatività e l’aspetto progettuale degli artisti, che mostrarono inizialmente un forte interesse verso il Futurismo, senza dimenticare l’opera del Cubismo.
Ciò che risaltò subito all’occhio fu l’interesse verso la pittura oggettiva e naturalistica e la trasformazione dello spazio pittorico, anche se il futurismo russo volto il suo interesse più verso le discipline letterarie che artistiche.
Questo fu dovuto soprattutto all’opera del poeta russo Vladimir Majakovskij (fig. 01) ed altri personaggi come i pittori russi David Burliuk (fig. 02) e Olga Rozanova (fig. 03), David in particolare pubblicò il manifesto del 1912 Schiaffo al gusto del pubblico (fig. 04), anche se l’idea elaborata da Kazimir Malevic (fig. 05) sul Suprematismo, che sosteneva la pratica artistica di un’arte finalmente liberata da fini pratici ed estetici e che doveva assecondare una pura sensibilità plastica, questo portò all’annullamento totale di ogni rappresentazione formale e pittorica della realtà.

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Lui nel 1915 realizzò Quadrato nero su fondo bianco (fig. 06), dove il suo interesse era rivolto verso la purezza delle forme sullo spazio quadrato.
Comunque la rivoluzione sovietica del 1917 portò ad un’ansia verso il rinnovamento molto frenetica e i processi attuati dall’industrializzazione determinò un cambiamento di rotta nella ricerca dei valori estetici.
Questo modello fu preso in seria considerazione dall’architettura e dal disegno industriale generando movimenti che, come il Costruttivismo fondato dall’architetto russo Vladimir Tatlin (fig. 07) e lo scultore russo Naum Gabo (fig. 08) nel 1915, rivolgevano il proprio sguardo verso le macchine e le fabbriche.
Questo movimento dichiarò apertamente il principio legato alla distribuzione funzionale degli spazi e dei volumi sulla base di relazioni meccaniche che dipendevano dalla produzione industriale, inoltre mise anche l’accento sulla struttura tecnica degli artefatti e su ogni sua funzionalità, esprimendo una sana natura estetica.
Queste linee guida furono interpretate alla perfezione dal pittore russo Rodchenko (fig. 09) con composizioni dal forte gusto geometrico rinunciando al gusto decorativo ed impiegando i caratteri tipografici e immagini fotografiche mediante il fotomontaggio o il collage.
Diverso sarà il principio costruttivista del pittore, grafico, fotografo e tipografo russo El Lissitzky (fig. 10), dove la sua opera appare piena del gusto artistico, che da una parte mostra un’aspetto più dinamico e articolato dello spazio, e dall’altra invece tende a svelare gli elementi strutturali più segreti della composizione.

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Nel 1919 realizzerà il famoso manifesto Insinua nei bianchi il cuneo rosso (fig. 11) mostra il messaggio politico mediante poche ed essenziali figure geometriche sparse sul foglio mediante un metodo casuale, ma dietro tuttoquesto si cela uno schema che segue una precisa logica visiva.
La medesima struttura viene colta anche in altri suoi progetti di natura architettonica e nei suoi Proun (fig. 12), dove mediante pochi elementi grafici, espresse l’idea di affermazione del nuovo.
Comunque il suo spazio rimane sempre quello che fu esposto in principio dai futuristi italiani.

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