La situazione svizzera

Sempre nel corso del XX secolo vi furono molti designer impegnati nelle varie nazioni, Inghilterra, Italia, Francia, Germania, Olanda, America, Giappone, etc, per diffondere una grafica razionale e obiettiva, inoltre le riviste specializzate come Graphics del 1944 del designer svizzero Walter Herdeg (fig. 01) ed altre, dedicarono servizi molto soddisfacenti nei confronti delle personalità del settore.
Il manifesto realizzato nel 1944 dal critico d’arte, grafico e designer svizzero Hans Neuburg (fig. 02) per la Croce Rossa Internazionale (fig. 03), appartenente al genere del fotomontaggio documentario, diede vita ad un nuovo messaggio di natura realistica e fotografico.
La lezione che prenderà vita in questi anni sarà legata dalla fedeltà di una rappresentazione legata alla fotografia, sobrietà e l’uso di una scrittura lineare grottesca e colori primari abbinati ai complementari.
In questi anni si affermerà dunque un modo di operare che vedrà la perfetta fusione e aderenza dei concetti di arte pura dello scultore, grafico, designer e architetto svizzero Max Bill (fig. 04) a cui si allinenano anche del pittore e grafico svizzero Richard P. Lohse (fig. 05), Hans Neuburg, il grafico e designer svizzero Carlo Vivarelli (fig. 06), etc, autori di numerosi prospetti, manifesti, etc, insieme alle tendenze grafiche costruttive e industriali.
La rivista internazionale Neue Grafik del 1958 di Lohse, Vivarelli e del grafic e designer svizzero Muller Brockmann (fig. 07), presentò la nuova grafica svizzera secondo i principi spirituali e artistici della grafica contemporanea, e il loro primo numero fu pubblicato sempre nel 1958 del mese di Settembre.
Comunque la figura di maggior spicco fu proprio Lohse, che con le sue ricerche artistiche e cromatiche fu molto vicino a Max Bill, e dal 1974 sarà anche consulente della rivista internazionale Bauen+Wohnen, con cui conquisterà la medaglia d’oro presso la IX Triennale di Milano del 1951.
La sua grafica e la sua pittura possono essere considerate mediante un sistema costruttivo con criteri che si ispirano alle regole scientifiche e matematiche, la cui qualità e visibile soprattutto nella divisione delle superfici, nei ritmi delle costruzioni e nei colori, tutti elementi che sono in perfetta armonia con il soggetto.
Anche per la tipografia lui opererà mediante regole tecniche e razionali molto forti.
Anche Brockmann darà vita a manifesti e annunci mediante griglie modulari con l’introduzione anche di diagonali, dando vita a composizioni dinamiche da un punto di vista percettivo.
Lui per un periodo fu anche insegnante presso la Kunstgewerbeschule di Zurigo e nel 1961 pubblicherà Gestaltungsprobleme des Grafikers, dove analizzerà le basi della progettazione grafica evidenziando diversi metodi per perfezionarlo.
Hans Neuburg oltre ad essere grafico sarà anche un critico d’arte, e successivamente sarà anche editore molto rilevante nell’ambito dell’ambiente svizzero.

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Lui fu insieme ad altri un grande sostenitore della nuova tipografia legata al nuovo carattere da stampa Haas-Helevtica (fig. 08), inoltre furono anche interessanti i suoi manifesti sulla prevenzione sociale (fig. 09) e quelli per la Tonhalle Gesellschaft (fig. 10).
In questo quadro progettuale va inserito anche Vivarelli, che lavorerà nel settore anche in Italia e diventando direttore artistico presso lo studio Boggeri dal 1946.
Lui collaborerà, come il progettista svizzero Karl Gerstner (fig. 11), con diverse aziende tra cui, Roche, Glaxo, Philips.
Gerstner sarà anche molto importante mostrando fin da subito una grande originalità, diventando un’artista internazionale in ambito grafico, fotografico e teorico, inoltre pubblico anche diversi volumi come Kate Kunst (fig. 12) del 1957, Programme entwerfen (fig. 13), e insieme allo storico svizzero Markus Kutter (fig. 14), pubblicò Die neue Grafik (fig. 15) nel 1959.
Negli anni sessanta darà vita all’agenzia GGK, Gerstner, Gretinger, Kutter, introducendo nel suo lavoro alcuni criteri appartenenti alla pubblicità internazionale.

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Inoltre lui fu allievo del designer svizzero Armin Hofmann (fig. 16) e del designer svizzero Emil Ruder (fig. 17) che oltre ad essere insegnanti, furono anche impegnati nella progettazione grafica , soprattutto il primo, che fu impegnato non solo nelle conferenze negli Stati Uniti, ma lavorò anche alla pubblicità per i mobili d’ufficio della Herman Miller nel 1962.
Attenzione merita anche il designer svizzero Max Huber (fig. 18), che partendo dalle teorie della scuola svizzera vi aggiungera la sua esperienza milanese, lavorando da prima presso Boggeri e poi come libero porfessionista.
Nei suoi lavoro esiste un fondamento di leggerezza, inoltre nel 1950 parteciperà, insieme al designer italiano Albe Steiner (fig. 19), al concorso per realizzare le prime collane dell’enciclopedia Einaudi (fig. 20) e poi otterrà l’incarico di realizzare il marchio per La Rinascente (fig. 21), inoltre egli affronterà anche diverse esperienze in altri settori, come la fotografia, la tipografia, il colore, etc.
Lui progetterà molto, realizzerà diversi schizzi, decorazioni murali, allestimenti, dando vita a creazioni molto fantasiose.
Inoltre la sua produzione grafica sembra avere anche rimandi ad altri grandi maestri oltre a Max Bill, come il fotografo e pittore ungherese Moholy-Nagy (fig. 22) e il tipografo, scrittore e designer tedesco Tschichold (fig. 23), infatti le sue composizioni sono composte dalla griglia, rompendole mediante la sovrapposizione delle forme geometriche.
Le sue composizioni sono sempre variabili mediante l’inserimento di quadrati, cerchi, poligoni, etc, inoltre gli inserimenti fotografici mantengono sempre il loro aspetto descrittivo.

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