L’Art Decò e gli anni durante le guerre

Durante gli anni Venti dominò uno spirito o uno stile che prese vita proprio durante l’Exposition des Arts Décoratifs et Industriels di Parigi del 1925, una mostra che vide l’affacciarsi di varie tendenze moderne sviluppate negli ultimi dieci anni del XIX secolo, come le forti geometrie della scuola di Glasgow e della Secessione austriaca, lo spazio del Cubismo, i Costruttivismo russo, la Bauhaus, etc.
Comunque vi furono anche l’implicazione di nuove ricerche estetiche come la moda dello stilista francese Paul Poiret (fig. 01), le coreografie dei balletti dell’impresario teatrale russo Sergej Pavlovič Djagilev (fig. 02), il cinema, le nuove forme della pubblicità, etc.

01

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Tutto questo contribuì all’affermazione dell’Art Decò, un’arte di élite visti i suoi prodotti di lusso e dal gusto raffinato, anche se si diffuse pure come arte popolare grazie ai nuovi mezzi di diffusione di massa, alle nuove architetture, al cinema, la moda, l’editoria e la pubblicità di piccola e media borghesia.
I caratteri principali dell’Art Decò sono comunque legati al linearismo e alla geometria degli spazi, nei profili esili delle immagini e nella forza luminosa dei colori che sembrano richiamare alle illuminazioni elettriche mediante l’astrazione delle forme.

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