L’Aspetto visivo negli anni venti

Il primo dopoguerra europeo furono anni in cui l’arte sembrò rallentare i suoi ritmi verso la sperimentazione, legandosi più verso la tradizione, mentre in Italia la realtà venne rappresentata mediante lo scrittore e pittore Giorgio de Chirico (fig. 01), con atmosfere astratte o metafisica, e successivamente vi fu un ritorno all’ordine, riscoprendo l’arte classica del Quattrocento.
Questo fu evidente anche nella mostra Novecento del 1923 e nell’operato artistico del pittore Carlo Carrà (fig. 02), il pittore Massimo Campigli (fig. 03), il pittore e incisore Felice Casorati (fig. 04) e il pittore e incisore Giorgio Morandi (fig. 05).
Meno tranquilla fu l’arte tedesca affermatasi durante gli anni di Weimar, un senso di drammaticità espresso al meglio sotto la Neue Sachlickheit o Nuova Oggettività del 1925.

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La visione della realtà tedesca venne espressa come elemento di denuncia e attegiamento rivoluzionario da parte degli artisti, lo stesso pittore tedesco Otto Dix (fig. 06) adoperò il quadro come mezzo di esaltazione esasperata della realtà sociale, invece la pittrice e scultrice tedesca Kathe Kollwitz (fig. 07) che adoperò principalmente l’incisione, si espresse mediante rappresentazioni della vita operaia e contadina dal tocco espressionista, invece il pittore tedesco George Grosz (fig. 08) adoperò particolarmente la grafica come strumento di opposizione contro la tirannia della borghesia tedesca.

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In Francia prese vita invece la scuola di Parigi rappresentata dall’estro artistico del pittore, litografo e scultore spagnolo Pablo Picasso (fig. 09), del pittore, incisore, scultore e illustratore francese Henri Matisse (fig. 10), del pittore e scultore francese Georges Braque (fig. 11), del pittore bielorusso naturalizzato francese Marc Chagall (fig. 12), il pittore francese Maurice Utrillo (fig. 13) e il pittore e scultore italiano Amedeo Modigliani (fig. 14).

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Anche se non direttamente nei confronti della grafica, la lezione espressa nei confronti della forma da parte di questi artisti fu fondamentale, stessa cosa per la Section d’Or e il loro interesse verso le proprorzioni geometriche e quella del Cubismo svolta dagli artisti francesi Sonia e Robert Delaunay (fig. 15) sui colori puri mediante figurazioni di carattere astratto.
Comunque fu particolarmente forte l’influsso della fotografia e del cinema, che contribuirono alla formazione di una moderna cultura visiva, soprattutto il cinema fu di forte impatto grazie al suo attegiamento di medium di massa, ricordiamo per esempio Nosferatu del regista e sceneggiatore tedesco 1922 di Friedrich Wilhelm Murnau (fig. 16 e 17), oppure La corazzata Potemkin del 1926 dello sceneggiatore e regista austriaco Fritz Lang (fig. 18 e 19), o ancora L’uomo con la macchina da presa del 1929 del regista russo Dziga Vertov (fig. 20 e 21), che ebbero anche un notevole influsso sulla progettazione grafica.

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