(L 34) LAVORARE IN POSTPRODUZIONE

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author image by Giuseppe | 0 Comments | 6 November 2018

Esistono fotografi che amano le foto così come sono state catturate dalla fotocamera, invece ve ne sono altri il cui lavoro successivo in postproduzione non può essere eliminato dall’equazione.
Questo riguarda la seconda parte del processo fotografico sui ritratti, però questo deve essere un procedimento dove l’immagine non deve essere eccessivamente stravolta conferendo alla scena un aspetto innaturale, ma dobbiamo agire con cautela.
Possiamo aiutarci in diversi modi, primo pensiamo alrisultato che desideriamo ottenere, poi possiamo anche aiutarci con tutorial su internet ed eventuali guide, forum o anche manuali per il lavoro di postproduzione.
In questo caso i consigli da seguire sono questi, primo, i colori mostrati su monitor possono essere diversi, quindi dobbiamo regolarli, molti pc hanno una guida incorporata per la calibrazione dei colori, oppure possiamo reperire applicazioni online gratuite o a pagamento, comunque per questo lavoro abbiamo bisogno di un hardware specifico.
Secondo, prima di scattare controlliamo che il trucco del soggetto sia applicato bene, altrimenti dovremo intervenire successivamente.
Terzo, i file Raw sono i migliori per il lavoro in postproduzione, perchè includono molti più dettagli.
Quarto, applichiamo un’esposizione corretta nella fotocamera, così il lavoro in pp sarà molto meno faticoso.
Quinto, quando applicheremo le modifiche lavoriamo su livelli, uno per gli occhi, uno per i capelli, uno per la pelle, etc.
Sesto, quando salviamo il file facciamolo in formato PSD così manterremo tutti i livelli del file elaborato, oppure per una maggiore risoluzione su un unico livello optiamo per il TIFF.
Settimo, lavoriamo con la regola delle due settimane, cioè, eventuali segni sul volto che possono andare via fisicamente dopo un certo periodo di tempo, escludiamoli o eliminiamoli nell’immagine lasciando quelli indelebili come, nei o voglie, etc.
Ottavo, nel taglio di un’immagine adoperiamo la griglia aurea o dei terzi per mantenere un aspetto gradevole della composizione.
Nono, adoperiamo le azioni, cioè una combinazioni di operazioni memorizzate per richiamare un particolare effetto, oppure altre operazioni, per esempio il salvataggio, o il taglio, etc.
Per il lavoro in pp ricordiamo alcuni software tra cui Photoshop, quello più conosciuto, ma un’altro software è Lightroom che permette di contrassegnare ed archiviare anche le immagini.
Comunque i programmi adobe non sono l’unica soluzione, infatti come alternativa abbiamo anche GIMP, GNU Image ManipulationProgram, un’applicazione gratuita che offre molte funzioni come photoshop.

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