(A 62) L’editoria negli USA

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author image by Giuseppe | 0 Comments | 26 May 2018

L’influenza della Bauhaus fu evidente anche nella produzione editoriale americana, infatti a cominciare dalla rivista Fortune dell’editore e giornalista statunitense Henry Luce (fig. 783) del 1930 adoperò un orientamento di tipo modernista la cui veste grafica inziale si deve al designer americano T. M. Cleland (fig. 784) sotto l’art direction del grafico Eleanor Treacy, poi dopo il 1945 la veste grafica sarà trattata dal designer tedesco Will Burtin (fig. 785) e dal pittore, illustratore e scrittore olandese Leo Lionni (fig. 786).
In questo periodo altre rilevanti pubblicazioni verranno dalle riviste legate alla moda, come Vogue e Vanity Fair, entrambe della casa editrice Condé Nast, e Harper’s Bazaar dell’editore Hearst.
La rivista Fortune adoperò uno schema di realizzazione di tipo calssico legato alla simmetria della pagina e sull’uso di un unico carattere, in questo caso il Baskerville (fig. 787), e testi relativamente su due o tre colonne ed immagini fotografiche della statunitense Margaret Bourke-White (fig. 788).
Nell’ambito delle sperimentazioni grafiche per le riviste di moda del tempo, sono stati fondamentali il designer russo Mehemed Fehmy Agha (fig. 799) per la Condé Nast e il fotografo e designer risso Alexey Brodovitch (fig. 790) per l’Harper’s Bazaar.

783 Henry Luce

784 Thomas Maitland Cleland

785 Will Burtin

786 Leo Lionni

787 Baskerville

788 Margaret Bourke-White

789 Mehemed Fehmy Agha

790 Alexey Brodovich

Agha lavorò per un periodo in europa presso la Dorland di Parigi, per poi lavorare sotto la rivista Vogue in Germania, mettendosi subito in mostra per il suo stile ordinato e per la sua raffinatezza e creatività.
Le sue pagine erano molto semplici e caratterizzate da un perfetto legame tra testo e immagini, componendo per doppie pagine, come farà anche Brodovich, portando l’immagine fotografica all’estremo dell’impaginazione sfruttando anche i tagli al vivo e generando equilibri asimmetrici.
Invece Alexey Brodovich giungerà negli Stati Uniti nel 1931, lavorando subito per Harper’s Bazaar mediante la spinta del direttore americano Carmel Snow (fig. 791), che partendo dall’esempio di Agha, deciderà di inserire nella sua rivista un gusto del tutto europeo.
Lui introdusse nuovi stili fotografici nella rivista di moda in questione, evidenziando un contrasto dimensionale, un segno iconico, un forte senso dello spazio, movimento e ritmo nelle impaginazioni.
Anche l’aspetto tipografico fu molto minuzioso da parte di Brodovich, che si inserivano perfettamente con le immagini fotografiche, e mediante il testo lui sperimenta il passaggio dai caratteri bodoniani a quelli dattilografici.
Quindi con Agha e Brodovich si è assistito al fondamento dell’editoria grafica contemporanea, diventando anche molto influenti nelle produzioni grafiche di altri periodici.
Comunque i nuovi sviluppi nel settore dell’editoria fu possibile grazie anche alle evoluzioni tecniche registrate dopo la guerra, basta e sulla fotografia, sulla modularità e sul costruttivismo, etc.
Comunque dal 1945 arriverà in america il designer tedesco Will Burtin che daròà il via ad una nuova sperimentazione grafica mediante la sua esperienza maturata in Germania.
Il suo lavoro si basa sulla semplicità formale e sull’integrazione degli elementi, e dopo aver lasciato la rivista Fortune nel 1949, inizierà a lavorare per un’altra rivista di informazione farmaceutica, Scope, dove sfruttera tutta la sua esperienza in ambito tipografico, dando vita ad ottime composizioni a modo, lavorando con interventi di colore, scontorni e sovrapposizioni di linguaggi visivi.

791 Carmel Snow

Molto vantaggosa fu anche la collaborazione dal 1944 con Burtin, del designer grafico americano Lester Beall(fig. 792), infatti lui riuscì a costruire altre nuove figurazioni mettendo insieme immagini fotografiche, vecchie incisioni ed altri elementi grafici e coloristici esponendo una sintassi grafica di qualità.
Altra personalità che va ricordata fu quella del grafico americano Bradbury Thompson (fig. 793) famoso soprattutto per le realizzazioni grafiche per la rivista Mademoiselle (fig. 794) e Inspirations for Printers house organ (fig. 795) della cartiera Westvaco Corporation.
Lui adopererà la tecnica della foto originale in nero trattata con uno dei colori della tricromia tipografica, cosa che tratterà anche Lubalin dove adotterà il carattere come strumento figurativo, creando l’illusione del movimento e senso prospettico di una scena immaginaria.
In questo periodo saranno importanti anche il grafico Otto Storch (fig. 796) e il fotografo, pubblicitario e designer austriaco Henry Wolf (fig. 797) che furono anche allievi di Brodovich.

792 Lester Beall

793 Bradbury Thompson

794 Grafica per la rivista Mademoiselle

795 Inspirations for Printer

796 Otto Storch

797 Henry Wolf

Stroch fu anche art director della rivista americana McCall’s, ed è stato uno dei massimi esponenti del fotogiornalismo americano, inoltre lui iniziò a lavorare per questa rivista dal 1953 fino al 1967 riuscendo ad imprimere un segno determinante nei suoi contenuti, e consentendo alla rivista di far registrare il più alto numero di stampe negli Stati Uniti.
L’altra figura di spicco sarà quella di Wolf che nei suoi lavori risente della lezione di Brodovich, con copertine dalla grafica aggressiva che si rifà all’ironia del Surrealismo e alla Pop Art per quando riguarda la novità concettuale.
Interessanti furono anche gli sviluppi della rivista Look contrapposta a Life, che si guadagnò una buona parte di attenzioni grazie all’art director e grafico americano Allen Hurlburt (fig. 798) che curò la grafica dal 1952 al 1968, e prima di lui la rivista fu curata dal designer grafico americano Alvin Lustig (fig. 799), che collaborava già con la rivista Fortune.
Comunque in questo periodo storico vi sono stati anche altri artisti che hanno lavorato, anche se saltuariamente, nel settore editoriale, come il designer statunitense Paul Rand (fig. 800), il pubblicitario e designer statunitense Saul Bass (fig. 801), il designer statunitense Louis Dorfsman (fig. 802), il designer statunitense Thomas Geismar(fig. 803) e il designer londinese Ivan Chermayeff (fig. 804) e comunque tra questi spunta più in alto di tutti il nome del designer grafico americano Herbert Lubalin (fig. 805), che secondo molti fu uno dei maestri della grafica espressionista e protagonista della nuova tipografia americana.

798 Allen Hurlburt

799 Alvin Lustig

800 Paul Rand

801 Saul Bass

802 Louis Dorfsman

803 Thomas Geismar

804 Ivan Chermayeff

805 Herbert Lubalin

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