Leonetto Cappiello

L’illustratore, pubblicista e caricaturista italiano Leonetto Cappiello (Livorno, 9 aprile 1875 – Cannes, 2 febbraio 1942, fig. 01) fu tra i più innovativi nell’ambito del manifesto italiano.
Molto giovane si trasferì a Parigi dove cerca di inserirsi velocemente lavorando alla realizzazione di caricature per alcuni giornali, con uno stile molto vicino a quello di Chéret (fig. 02), soprattutto per le figure femminili che ricordano molto quelle per Folies-Bergère (fig. 03).

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Nel 1901 darà vita al manifesto per Livorno Stagione Balneare (fig. 04) e nel 1904 realizzerà quello per Chocolat Klaus (fig. 05) dai colori netti senza mezzi toni.
Questo manifesto sarà molto importante perché stravolgerà i canoni della pubblicità, qui è rappresentata un’amazzone che cavalca un destriero rosso, frutto di un’opera irreale che sembra richiamare ai toni artistici degli espressionisti e dei fauves.
Questo manifesto fu la chiara espressione di una sua compiuta maturità artistica che poneva l’accento sul suo stile grafico abbandonando ogni legame o riferimenti ad altri modelli.
Le sue rappresentazioni sono frutto di una totale fantasia creativa, folletti, maschere, etc, dove prevale un senso simbolico e protagonisti significativi che si stagliano su sfondi astratti.
Nel 1909 realizzerà il manifesto per Thermogène (fig. 06) dando vita al protagonista Pierrot sputafuoco dal gusto innovativo che fu determinante per la moda del tempo, e successivamente darà vita ad un altro manifesto per la stessa marca dove è rappresentato un cavallo zebrato, inoltre darà vita ancora ad altre opere cartellonistiche dove saranno rappresentati i due Pierrot Robba nel 1921 che bevono dalla stessa coppa, e le stesse figure saranno composte in modo da formare uno stemma araldico, cioé uno stemma o blasone che ha lo scopo di individuare, riconoscere, descrivere e catalogare gli elementi grafici utilizzati, nel loro insieme, per identificare in modo certo una persona, una famiglia, un gruppo di persone o una istituzione.

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Come lui stesso affermerà, la sua figura diventa una rappresentazione indivisibile dal prodotto, a tal proposito possiamo ricordare altre sue realizzazioni, come quello per Campari (fig. 07), quello per Oxo Liebig (fig. 08), Bouillon Kub (fig. 09), etc, inoltre lui non seguirà la solita scia degli artisti francesi del tempo legati alla pubblicità per spettacoli o ambienti artistici, ma si legherà più ad una realizzazione di tipo consumistica riuscendo a fondere perfettamente l’aspetto comunicativo.

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