L’espressione visiva istituzionale

Nel XX secolo l’affermazione sempre più evidente degli eventi nazionali e internazionali, dei movimenti di massa e gli eventi politici etc, divennero sempre più protagonisti all’interno della società dove il lavoro grafico fu subordinato all’interesse pubblico.
La segnaletica stradale e quella per lo smistamento ferroviario o per le metropolitane, quelle poste all’interno di strutture sportive o pubbliche, etc, divennero sempre più importanti, senza mettere da parte anche i segnali aggiuntivi, cioé quelle indicazioni supplementari che completano l’informazione o il servizio.
Per esempi puntualmente le indicazioni sportive venivano riproposte sempre nelle edizioni olimpioniche, raffigurando le diverse attività sportive, come quelle di Tokyo 1964, disegnate secondo un gusto gestaltico dal critico d’arte giapponese Katsumi Masaru (fig. 01), oppure quelle in stile Optical Art sotto la direzione artistica del designer statunitense Lance Wyman (fig. 02) per la Città del Messico nel 1968, o ancora quelli realizzati dal designer tedesco Otl Aicher (fig. 03) per Monaco 1972, con pittogrammi costruiti secondo coordinate ortogonali.
Invece per la corporate image delle metropolitane va ricordata l’opera inglese che ebbe inizio con il disegnatore tipografico di origine uruguaiana e naturalizzato britannico Edward Johnston (fig. 04) nel 1916 con il famoso emblema a ciambella, oppure le mappe del disegnatore britannico Henry Beck (fig. 05), oppure il disegnatore britannico Colin Banks della Banks e Miles, che realizzò l’aggiornamento dell’alfabeto di Johnston (fig. 06).

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In questo clima furono anche realizzate campagne pubblicitarie mediante manifesti legati a luoghi di pubblico interesse e di natura underground, e la Banks e Miles mise anche a punto un manuale legato alle corrette applicazioni del carattere New Johnston (fig. 07).
Invece per la prima linea della metropolitana milanese del 1964, l’aspetto visivo fu realizzato non tanto basandosi sull’aspetto funzionale della segnaletica, ma più in base al corredo estetico e cromatico degli interni metropolitani basati su tinte rosso-arancio da parte dell’architetto e designer olandese Bob Noorda (fig. 08), tutto sottoposto ad un perfetto lavoro spaziale di coordinamento cromatico tridimensionale, come il corrimano rosso, un lavoro che accomuna la progettazione dello studio Albini-Helg e l’Unimark International sempre di Noorda.
L’Unimark, specializzata maggiormente nella corporate image, e seguendo l’esempio milanese, realizzò anche il redesign della segnaletica metropolitana di New York, dove il designer italiano Massimo Vignelli (fig. 09) insieme a Noorda decisero di stabilirsi nel 1970 per raggiungere in modo più efficente l’obiettivo prefissato.
Inoltre Vignelli realizzò anche un diagramma della rete sotterranea dal titolo New York City’s subway system (fig. 10) che si legò alle stesse mappe realizzate in precedenza dall’inglese Henry Beck.

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