L’importanza della grafica ambientale

Durante tutto il Novecento la grafica iniziò ad abbandonare i vecchi supporti bidimensionali per relazionarsi con spazi tridimensionali, quindi segnaletiche, insegne, la pagina stampata, etc, che hanno invaso sempre più gli ambienti pubblici e urbani.
Quindi gli ambienti, come anche quelli metropolitani, iniziarono a riempirsi di artefatti collegati tra loro, e di conseguenza la grafica si è dovuta muovere e orientarsi verso l’adattamento comunicativo che aiutasse l’individuo a muoversi al suo interno.
Quindi i progettisti dovettero fronteggiare nuovi quesiti, come per esempio, le indicazioni stradali per gli svincoli, determinati valori coloristici da adoperare per precise circostanze, etc.
In quest’ottica va ricordato l’esempio della parete dipinta di rosso della Ferrari, un segno molto chiaro per gli automobilisti e soprattutto di integrazione ambientale, oppure in Francia l’esempio di Ruedi Baur et Associés del 1989, che realizzò le facciate dell’Ecole Supérieure en Systèmes Industriels Avancés di Valence, mediante un sistema grafico basato sul metodo della logica binaria, che in parte trasmette la funzionalità dell’edificio contribuendo anche al filtraggio della luce solare.
Più complicato sarà l’elaborazione grafica per la metropolitana, lo studio giapponese GK Sekkei (fig. 01 e 02) lavorò per diversi anni sulla città, trasformando il territorio urbano in una struttura regolata da segni grafici, illuminazioni e segnaletiche, rendendo Tokyo una città più leggibile.
In Oraria le strade furono caratterizzate da un’ideologia stradale e una segnaletica urbana basata su enormi pilastri luminosi, che nel caso di Osaka divennero vere e proprie torri.
Invece lo studio californiano Sussman-Prejza (fig. 03 e 04) adoperò l’envirormental graphics per rompere i confini con la tradizione del graphic design, infatti lo studio venne chiamato dalla Gund Arena di Cleveland, centro sportivo per il basket, dove realizzarono spazi, finiture, attrezzature, decorazioni, uniformi e immagini coordinate per la squadra.

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Questi realizzarono anche tutta la segnaletica dell’East Washington Boulevard di Culver City, dove la strada divenne una vera scenografia architettonica piena di elementi segnaletici.

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