(HI 102) Luigi Ghirri

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author image by Giuseppe | 0 Comments | 11 May 2018

Luigi Ghirri (Fellegara, 5 gennaio 1943 – Roncocesi, 14 febbraio 1992, fig. 1417) fu una delle personalità più importanti in ambito fotografico, vantando un’ampia produzione che diventeranno un vero patrimonio iconografico.
Lui si diplomò come geometra lavorando per un breve periodo all’interno di un ufficio tecnico e nel 1969 ebbe modo di vedere The Concerned Photography presso il Salone italiano della cinematografia, ottica e fotografia dove erano esposte immagini di Werner Bischiof (fig. 1418), Chim (fig. 1419), Robert Capa (fig. 1420), Leonard Freed (fig. 1421) e Dan Weiner (fig. 1422).
Dal 1970 realizza foto per artisti concettuali grazie al contatto avuto tramite Franco Guerzoni (fig. 1423), che gli diede la possibilità di avvicinarsi al mondo della fotografia in senso progettuale dove fu fondamentale anche la sua conoscenza verso il lavoro teorico di Ugo Mulas (fig. 1424).
Tra il ’71 e il ’72 si concentra sul problema del senso dell’immagine legato anche alla società, realizzando Paesaggi di cartone (fig. 1425 e 1426) dove fotografa immagini dai manifesti, un’analisi sulla comunicazione che trova le sue origini in Atget (fig. 1427), la New Photography americana e il dadaismo.

1417 Luigi Ghirri

1418 Werner Bischiof

1419 Chim

1420 Robert Capa

1421 Leonard Freed

1422 Dan Weiner

1423 Franco Guerzoni

1424 Ugo Mulas

1425 Paesaggi di cartone

1426 Paesaggi di cartone

1427 Eugène Atget

Nel 1973 realizzerà Kodachrome (fig. 1428) nel periodo in cui si dedicherà alla grafica, dove esprime una forte critica verso la mercificazione dell’immagine, così come Colazione sull’erba (fig. 1429), dove esprime ancora il suo andare controcorrente e sempre nello stesso anno darà vita ad una sua mostra personale e ad Atlante e Infinito (fig. 1430 e 1431), in Infinito lui mostrerà immagini del cielo realizzate ogni giorno, mentre in Atlante mostra delle cartine geografiche, praticamente un viaggio che sfocia sul senso teorico del paesaggio colmo di segni ordinari.
Nel 1976 si dedicherà al paesaggio che includerà anche scene del quotidiano, dando vita a lavori come Diaframma 11 (fig. 1432), Italia ai lati (fig. 1433), Vedute (fig. 1434).
Nel 1977 darà vita ad uno dei suoi lavori più profondi e poetici, Identikit (fig. 1435), praticamente il suo autoritratto mediante gli oggetti, un percorso tra i suoi oggetti, i suoi dischi, la sua stanza, praticamente lo stesso metodo che adoperò anche per la realizzazione di fotografie sullo studio di Aldo Rossi (fig. 1436) e quello di Giorgio Morandi (fig. 1437).

1428 Kodachrome

1429 Colazione sull'erba

1430 Atlante e Infinito

1431 Atlante e Infinito

1432 Diaframma 11

1433 Italia ai lati

1434 Vedute, Versailles, 1977

1435 Identikit

1436 Serie sullo Studio di Aldo Rossi

1437 Serie sullo Studio di Giorgio Morandi

Nel 1979 radunerà un gruppo di nuovi fotografi affiancati da quelli già affermati per dare vita a Iconocittà relativa ad una ricerca sul paesaggio urbano, gettando già le basi per le relative prove che porteranno poi a Viaggio in Italia (fig. 1439, 1440 e 1441) nel 1984, una mostra presso la pinacoteca di Bari dove l’obiettivo principale era il tema sul paesaggio italiano ritratto secondo il punto di vista dei fotografi.
Questo libro fu composto anche da testi di Gianni Celati (fig. 1442) e la sua struttura si basa su un discorso fisico ma allo stesso tempo di memoria legandosi anche al problema della marginalità, che risulta essere uno degli emblemi di lettura della fotografia moderna.
Il libro mostra all’inizio un’immagine di Vittore Fossati (fig. 1443) con A perdita d’occhio (fig. 1444) che mostra una campagna desolata e piatta dove spunta un’arcobaleno, praticamente è la pianura padana nei pressi di Alessandria, la stessa città dove sarà stampato il libro in questione.
In questo periodo darà vita anche a Dal fiume al mare (fig. 1445), un progetto realizzato insieme al comune di Reggio Emilia.
Per lui la fotografia diventa un mezzo per guardare e rappresentare i suoi luoghi, gli oggetti, personaggi, etc, dove lui non svolge un semplice lavoro di documentazione ma cerca di scorpire e costruire le relative immagini e nel 1989 darà vita al libro Il profilo delle nuvole dove cercherà di registrare la consuetudine dello sguardo. Comunque diventa veramente difficile poter riassumere il suo operato con tutta la sua concezione in poche righe anche se lui cerca fondamentalmente di riscrivere una nuova concezione visiva.

1438 Viaggio in Italia, Senza titolo

1439 Viaggio in Italia, Cervia, 1989

1440 Viaggio in Italia, Sirmione, 1989

1441 Gianni Celati

1442 Vittore Fossati

1443 A perdita d'occhio

1444 Dal fiume al mare lungo la via Emilia

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