(A 59) Manifesti di propaganda bellica e governativi

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author image by Giuseppe | 0 Comments | 26 May 2018

Nell’attuale comunicazione di massa, l’aspetto visivo fu fondamentale soprattutto a livello governativo, per esempio emblemi come la svastica e il fascio (fig. 769 e 770) del periodo fasci-nazista, divennero un po come i marchi aziendali, rappresentato sui manifesti, sulle divise, bandiere, distintivi, sugli edifici, etc.
Questi furono vere e proprie propgande gestite nel medesimo modo delle immagini coordinate aziendali, insistendo soprattutto nei manifesti dallo stile monumentale, con i personaggi raffigurati dal basso verso l’alto quasi come se fossero eroi dei fumetti, ed il messaggio visivo era tradotto in pochi segni molto chiari.
Stessa cosa anche per i caratteri ispirati allo stile gotico come il Fraktur (fig. 771) in Germania, che puntavano ad esaltare la forza del regime, cosa che avvenne anche in Italia.
Invece la situazione fu un po diversa per i manifesti bellici della seconda guerra mondiale, dove in quelli classici vi fu sempre un riferimento alla figura monumentale del personaggio in voga, e in quelli inglesi e americani si puntò soprattutto all’esaltazione tecnologica dei mezzi e degli strumenti bellici, che mostravano aerei, navi e armi moderne.

769 Svastica

770 Il Fascio

771 Fraktur

Famosi furono i manifesti del disegnatore e pubblicitario francese Jean Carlu (fig. 772, 773 e 774) e l’illustratore, pittore e scrittore olandese Leo Lionni (fig. 775), in particolar modo quest’ultimo lavorò anche in Italiae fu grafico presso la Container Corporation of America, produttrice di carta e cartelloni per imballaggi e poi fu anche art director per la Olivetti negli Stati Uniti.
Un aspetto grafico interessante nella produzione dei manifesti bellici fu la mimitizzazione, come confondere l’artefatto con la figurazione, oppure conformarsi ai colori della terra o del mare o della sabbia, che divenne fin da subito una regola molto forte.
In questo genere di realizzazioni presero parte anche diversi studi grafici come la School of Design di Chicago, dove realizzò persino un laboratorio dedicato proprio allo studio sullo tecniche di mimitizzazione.

772 Jean Carlu

773 Manifesto bellico, Jean Carlu

774 Manifesto bellico, Jean Carlu

775 Leo Lionni

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